Pregiudizi da trasformare in consapevolezza

0
710
Pregiudizi da trasformare in consapevolezza
Condividi

PAGINE

Rubrica di critica recensioni anticipazioni

I cardini del pensiero Socrate Buddha Confucio Gesù

by Augusto Cavadi

Da poche settimane il Ministero dell’Istruzione ha emanato una circolare, molto sobria, per invitare i docenti, “nell’ambito della propria autonomia didattica ed
organizzativa”, a spendere qualche parola con gli alunni in occasione della “Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia” proclamata dall’ONU per il 17 maggio di ogni anno. Solo in Italia questa circolare di routine  – di cui chiunque può leggere con un click il testo (https://www.miur.gov.it/web/guest/-/giornata-internazionale-contro-l-omofobia-la-bifobia-e-la-transfobia-17-maggio-2022) – poteva suscitare, come è avvenuto, polemiche fra esponenti di partiti diversi.Pregiudizi da trasformare in consapevolezza

A chi non ha pregiudizi di parte, e vuole solo capire i termini della questione, può riuscire istruttiva la distinzione fra almeno tre punti di vista, o categorie, sul tema della sessualità umana.

Ognuno di noi nasce, senza colpa e senza merito, con una struttura biologica: il proprio “sesso”. Questo dato naturale, fisiologico, è inserito in un contesto sociale e culturale che muta nello spazio e nel tempo: un contesto nel quale è previsto che il maschio si comporti secondo certe modalità e la femmina secondo altre. Queste modalità di vestire, di parlare, di relazionarsi…costituiscono ciò che i sociologi da qualche tempo usano denominare il “ruolo di genere” o, più semplicemente, il “genere”. Secondo una celebre espressione di Simone de Beauvoir, “femmina” si nasce (sesso), “donna” si diventa (genere). Ogni soggetto, maschio o femmina, è obbligato a giocare il “ruolo di genere” dominante nella propria società? Per esempio (se maschio) a preferire l’azzurro, a non piangere mai, ad avere l’iniziativa nel corteggiamento, a diventare uno scienziato…oppure, in alternativa, (se donna) a preferire il rosa, a intenerire con la lacrimuccia facile, ad aspettare di essere corteggiata, a diventare un angelo del focolare disponibile a prendersi cura dei piccoli, dei malati e degli anziani? Ecco un bivio dirimente.Pregiudizi da trasformare in consapevolezza

Le mentalità conservatrici tenderanno ad affermare che questi “generi” sono stati storicamente collaudati e vanno tramandati da padre in figlio e da madre in figlia; le mentalità progressiste tenderanno ad affermare che ogni nuova personalità ha il diritto di vagliare, e di scegliere, il “genere” di uomo o di donna che intende incarnare. Come ho cercato di mostrare nel mio libretto Né principi azzurri né cenerentole, l’educazione alle relazioni genere nella società del futuro significa sollecitare ciascuno/a ad evitare il conformismo e a forgiarsi il “genere” di uomo o di donna che si preferisce diventare.

In buona fede (per ignoranza) o in malafede (per polemica) “sesso” e “genere” vengono identificati con una terza, distinta, categoria: l’  “orientamento affettivo-sessuale”. Posso nascere maschio (biologicamente) e riconoscermi nel “genere” uomo (socio-culturalmente), ma avvertire l’insopprimibile propensione sentimentale e sessuale verso altri maschi; così come posso nascere femmina (biologicamente) e riconoscermi nel “genere” donna (socio-culturalmente), ma avvertire l’insopprimibile propensione sentimentale e sessuale verso altre femmine. Da questo punto di vista, ciò che l’educazione (a scuola, ma non solo a scuola) ha il compito di coltivare è il rispetto verso ogni orientamento affettivo-sessuale, anche quando il soggetto omofilo arriva alla decisione (sofferta) di attivare una procedura medico-chirurgica che adatti il proprio corpo biologico al proprio orientamento affettivo-sessuale (o anche, ma qui si aprirebbe una quarta categoria, alla propria “identità di genere”, alla propria struttura psicologica).Pregiudizi da trasformare in consapevolezza

Come in tutti i campi, anche in questo si stanno registrando esagerazioni, semplicismi, assuefazioni alle mode: nei Paesi capitalistici ci sono persone che vogliono modificare il proprio corpo con la stessa facilità con cui cambiano abbigliamento a ogni stagione. Sono persone di ogni età, ma soprattutto giovani, che non hanno capito l’indissolubile intreccio  della dimensione psichica e della corporea.  Ma non è stata mai una buona strategia pedagogica far finta che i problemi non esistano solo per evitare che, fra tante soluzioni sagge, si possa enumerare anche qualche idiozia.Pregiudizi da trasformare in consapevolezza

Facebook Comments
Condividi