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Qual é oggi il confine tra la poesia e la prosa?

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Rubrica di critica recensioni anticipazioni

I cardini del pensiero Socrate Buddha Confucio Gesù

by Antonino Cangemi

Qual é oggi il confine, il punto di discrimine tra la poesia e la prosa? Difficile rispondere con certezza a fronte di un’abbondante versificazione contemporanea che, ignorando l’essenza di profili di scrittura formalmente e sostanzialmente differenti, sovrappone i due piani e genera confusione.Qual é oggi il confine tra la poesia e la prosa?

La recente silloge di Tino Traina, Stazione di campagna, edita da Spazio Cultura offre qualche indicazione per fugare i dubbi che la prevalente cerebrale produzione poetica del Terzo Millennio solleva: come ieri, anche oggi il segreto della poesia é nella sua intrinseca musicalità.

La metrica, per quanto rinnovata nei suoi moduli – come é giusto che sia per ogni espressione artistica in perenne evoluzione – rimane il lievito del dire poetico che, nella sintesi estrema di un’armonia di parole o di una metafora, coglie significati reconditi e dà voce a emozioni.

Qual é oggi il confine tra la poesia e la prosa?
Tino Traina

Nulla é cambiato, pare suggerirci Traina, da quando Paul Verlaine in Arte poetica cantava: “La musica prima di ogni cosa / […]. / Musica e sempre musica ancora! / Sia il tuo verso la cosa che dilegua / che si sente che fugge da un’anima che va / verso altri cieli ed altri amori”.

Traina, infatti, con Stazione di campagna ci regala una raccolta di poesie in cui il flusso memoriale e il moto sensitivo scorrono lungo i binari di un’armonia di sonorità, ritmi, accenti funzionale ad esplorare ciò che è precluso alla prosa.

I temi che emergono dai versi di Traina sono insieme semplici e profondi: lo scorrere del tempo, l’incanto e il disincanto della vita, l’amore, l’amicizia, la solidarietà, la malattia, il dolore, la natura e i suoi cicli. Già, la natura nella sua ciclicità e con i suoi bagliori è in primo piano nella raccolta, come osserva Franca Alaimo nella sua arguta introduzione: “Difficile trovare […] nella raccolta di Traina un testo che non faccia riferimento al paesaggio: anche la memoria del proprio passato vi si incide: il bambino che egli fu, e le persone amate e gli oggetti, e certi dettagli sopravvenuti al sacco barbaro degli anni”.Qual é oggi il confine tra la poesia e la prosa?

La silloge si divide in quattro sezioni – Dove finiscono le case, Sopra l’erba, Stazione di campagna, L’Isola – precedute da una sorta di overture, In primis, composizione nella quale il poeta sottolinea, oltre che il valore della solidarietà, il senso della vita se vissuta nella comunanza con gli altri: “Noi è il quotidiano / uno, tutti, nessuno / il caldo dell’umano / vivere che ciascuno / siamo quel che siamo, / e abbiamo un ritorno / anche se non partiamo”.

Tra le sezioni piace segnalare Stazione di campagna – che dà anche il titolo alla raccolta evocativo del partire e tornare e dell’universo rurale – e Isola: la prima per il suo rievocare il passato nel ricordo dell’infanzia e del padre capostazione, proprio come quello di Salvatore Quasimodo (“E’ stato all’improvviso e non lo so / come e perché mi sia accaduto, ho visto / me piccolo guardarti mentre davi / col tuo berretto rosso il via ad un treno / e al volto sconosciuto al finestrino / un saluto che resta come appeso / per qualche passo a quella scia di fumo”); la seconda perché legata a un periodo di sofferenza dell’autore (“Fa le bizze il mio cuore, non sostiene / che si possa tentare qualche altezza, / e mi blocca in salita, nella gola / mi costringe a un’asprezza che addolora”).Qual é oggi il confine tra la poesia e la prosa?

Per i richiami del passato qualcuno, equivocando, potrebbe ritenere la poesia di Traina di gusto crepuscolare: ma il poeta siciliano non guarda al tempo che fu con nostalgica struggente malinconia e la sobrietà dei suoi versi rifugge da abbandoni sentimentali strazianti. Traina ha il senso della misura e in lui vi é una serena accettazione della vita, pur nel dolore che l’attraversa, e lo stupore dinanzi al bello e a tutto ciò che la vita concede, persino nelle circostanze più precarie, proprio dei bambini (“Se sarò nel saremo inviolato / dei giorni che ritornano / ancora intenti a dirla una parola, / non sarà che consola, / avrà la nudità di me bambino”) e dei poeti.

Certamente nella poesia di Traina vi é l’eco del Novecento italiano – di Eugenio Montale e Giorgio Caproni, di Umberto Saba e Sandro Penna, per ricordare gli autori, tra i tanti, di maggiore rilievo – ma il Terzo Millennio é appena iniziato e nel nostro Paese chi tenta di scrivere in versi, col proposito di superare quella felice stagione, ha finora raggiunto esiti alquanto incerti.Qual é oggi il confine tra la poesia e la prosa?

 

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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