Quirinale: domenica d’ammuina politica

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Quirinale domenica d'ammuina politica
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Domenica d’ammuina politica,  mentre il transatlantico della Camera si appresta a sbarcare i 1009 grandi elettori alla partenza della scalata del Quirinale. L’enigmatica rinuncia di Berlusconi, un commiato col retrogusto dell’ “arrivederci Roma, se mi votate torno in pista”, ha rasserenato il cielo sopra il Nazareno e i crinali dei 5Stelle, ma ha innescato nel centro destra più problemi di quanto non ne abbia risolti.

Quirinale domenica d'ammuina politica
Matteo Salvini Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi ad un recente vertice del centrodestra

Alla ricerca del Presidente che ancora non c’è, tutti i leader incontrano tutti, contano e arringano i propri parlamentari, mandano segnali di fumo, messaggi in codice, delineano scenari e lanciano moniti.

La vigilia domenicale si protrarrà fino all’alba del lunedì con una lunga notte prima degli scrutini. In attesa di decifrare gli esiti degli incontri a due fra Enrico Letta, Giuseppe Conte, Roberto Speranza, Matteo Renzi e Matteo Salvini, e quelli riservati di Gianni Letta,  a Montecitorio ai blocchi di partenza le percentuali di successo dei candidati più accreditati sono cosi suddivisibili:

  • Draghi 45%

  • Mattarella bis 10%

  • Casellati 10%

  • Casini 10%

  • Moratti5%

  • Cartabia 5%,

  • Amato 5%

  • Frattini 5%,

  • Pera 5%.Quirinale domenica d'ammuina politica

Non è escluso che a meno dell’accordo ecumenico dell’alba di lunedì su un candidato condiviso, al primo scrutinio vengano votate schede con i nomi di Berlusconi, Draghi, Mattarella e così via, ma il blocco più numeroso sarà quello delle schede bianche e degli astenuti. La successiva fase di logoramento sarà decisiva perché, da un lato, metterà la politica di fronte alla prospettiva di offrire all’opinione pubblica in diretta televisiva e a reti unificate lo spettacolo di una cinica incapacità di dare al Paese un Capo dello Stato all’altezza di Mattarella. Dall’altro lato esporrà i leader ad una inescusabile sconfitta politica.

Sul filo della débâcle, in particolare Salvini e Conte, saranno chiamati a fare un bilancio delle loro scelte. Bilancio che in misura minore riguarderà anche Enrico Letta ed i capicorrente del Pd.

Se le prospettive dell’eventuale muro contro muro fra centrodestra e centrosinistra sono queste, allora è chiaro fin da adesso che l’elezione di Mario Draghi alla Presidenza della Repubblica consentirebbe a tutte le forze politiche e ai rispettivi leader di rivendicare il successo della scelta, scongiurare sconfitte e soprattutto mettere in sicurezza il Paese nel contesto internazionale.

Un’assunzione di responsabilità che consentirebbe ai partiti di presentarsi con molte meno contraddizioni e lacune al vaglio degli elettori alla scadenza della legislatura. L’esame fondamentale in questi frangenti resta comunque l’esame di coscienza.Quirinale domenica d'ammuina politica

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