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Ristoranti sicuri e garantiti da critici gastronomici credibili

Ristoranti sicuri e garantiti da critici gastronomici credibili ristoranti sicuriProfessione critico gastronomico? Molti nemici, gotta e diabete sempre in agguato. Eccellenti papille gustative e cultura non bastano. Indispensabili fegato super resistente, onestà intellettuale e grande capacità di scrittura. Ne sa qualcosa Frank Bruni, dal 2004  al 2009 mitico iper critico gastronomico del New York Times, che dovette smettere perché, scrisse sconsolato,  ”quando la gotta fa visita a uno dei miei piedi, devo stare per forza seduto. Non riesco a mettermi nemmeno un calzino e non posso appoggiare sullo stesso piede neppure un foglio di carta…”ristoranti sicuri

Europa e nord America si contendono da sempre il primato della critica più prestigiosa. Negli Stati Uniti l’età media degli esperti si è abbassata di molto: il più famoso gourmet David Fishman ha 12 anni, collabora con la famosa Guida newyorkese Zagat e  le sue recensioni stanno per essere raccolte e pubblicate su un libro zeppo di pubblicità.  La cucina come performance culturale anche per i Dna dei rampolli degli scef più affermati. Da Alexa Bottura, figlia del patron della Francescana di Modena, a Matilde Cedroni, erede  del titolare della Madonnina del Pescatore di Senigallia, a William, il figlio del critico Andrea Petrini.

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Andrea Petrini

Come e peggio che in politica e nel giornalismo la categoria dei critici gastronomici è dilaniata dalle cordate e dalle rendite di posizione. L’ultima diatriba, ancora non del tutto sopita, riguarda l’anonimato del critico durante la recensione di un ristorante. Un anonimato che pone al di sopra di ogni legittimo sospetto l’approccio e la valutazione oggettiva di piatti, vini e  servizio, sostiene Valerio Massimo Visintin, del Corriere della Sera, uno dei più apprezzati professionisti del settore.

Niente affatto, controbattono i contrari alle recensioni in  incognito.  Il critico non può non palesarsi perché, sostengono, il suo lavoro implica che sia un esperto e che dunque consulti i cuochi per approfondire scelte, tempi e modi di preparazione dei piatti. Probabilmente hanno in parte ragione entrambi, anche se il critico gastronomico in incognito offre ai lettori maggiori garanzie di indipendenza e di onestà. Perché il vero nemico perennemente in agguato fra gli infiniti reticoli del web è la pubblicità occulta e, quel che è peggio, ingannevole, travestita da recensione critica.

Dai mitici dei dell’olimpo culinario, a cominciare da Gualtiero Marchesi a Paul Bocuse, da Alain Ducasse a Ferran Adria, da Martín Berasategui a Pierre Gagnaire, da Joan Roca y Fontané a Gianfranco Vissani e da Alessandro Borghese a Emeril Lagasse, tanto per citarne alcuni, nessuno dei grandi chef mondiali sarebbe diventato qualcuno senza l’obiettiva recensione giornalistica specializzata di un critico gastronomico. Combine e bluff, pur se avallati da stelle e cappelli di famose guide patinate internazionali, hanno vita breve e una volta compromessa la reputazione è difficilmente recuperabile. Ma quali i principali critici gastronomici in Italia?

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Edoardo Raspelli

° Valerio Massimo Visintin (Corsera)

° Andrea Petrini (classificato da Time al vertice di God of Good, le divinità del cibo)

° Edoardo Raspelli (Mela Verde,Canale 5)

° Enzo e Paolo Vizzari (Espresso)

° Antonella De Santis (Gambero Rosso)

° Lorenzo Sandano (Gambero Rosso, Identità Golose)

° Fabrizio Carrera ( Cronache di Gusto.it)

°Lorenza Fumelli (Agrodolce)

°Alberto Cauzzi (Passione Gourmet)

° Luigi Cremona (Witaly)

°Alessandra Meldolesi (Reporter Gourmet)

°Gabriele Zanatta (Identità Golose)

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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