Sex and the chat il dramma della solitudine

0
1514
Sex and the chat il dramma della solitudine
Condividi

Cuore & Batticuore
Rubrica settimanale di posta Storie di vita e vicende vissuteSex and the chat il dramma della solitudine

by Maggie S. Lorelli

In questa estate torrida, accade che alcuni uomini, nel cuore della notte, si affaccino alla finestra della nostra chat. Il più delle volte, neanche un ciao. Ci fa piacere, soprattutto se hanno un bell’aspetto: a una certa ora, se eravamo sveglie, tanto ci stavamo annoiando.

Uno scambio rapido di battute e si va subito a parare là dove il sangue batte. Solitamente questi personaggi vengono attratti da una bella foto o da qualche particolare anatomico rilevante che abbiamo appena postato sui social, meglio se denudato, e allora si fanno avanti, con l’unico obiettivo di cercare una Musa con cui sfogare la loro eccitazione momentanea.

Completamente ignari di chi siamo e cosa facciamo nella vita, non sono interessati alla donna come individuo pensante, ma soltanto all’oggettualità corporale da usare a man bassa. Inutile tentare di conversarci: si mostrano refrattari a qualsiasi parola che non sia sessuata.Sex and the chat il dramma della solitudine

Espletate le umoralità del caso, costoro scompaiono all’istante senza salutare. A volte ritornano anche, del tutto random, nuovamente colpiti da qualche particolare fisico, ma dai ritardi nelle loro risposte, c’è da giurarci che stiano chattando contemporaneamente con molte altre, specialisti nella disciplina olimpionica della chat multipla carpiata.

Forse ci sono donne disposte a farsi usare, anche nel virtuale, ma di norma si tratta dell’ennesimo caso di narcisismo maschilista alla ricerca di fugace sesso occasionale, che sarebbe assai più dignitoso e gratificante cercare per strada, se non fosse che si paga.

Mi chiedo tuttavia: è possibile sperare in una relazione umana con questi individui da cui, ineluttabilmente, alcune donne vengono attratte? Cosa ne pensate? Scrivetemi all’indirizzo maggieandlove@gmail.com

Sex and the chat il dramma della solitudine
Maggie S. Lorelli

maggiemusic@gmail.comC’ é il deserto della solitudine, il dramma esistenziale dell’incomunicabilità e dell’isolamento interiore, dietro il proliferare delle chat. Considerate arcipelaghi di giungle selvagge nel mare sconfinato di Internet, le chat in realtà costituiscono il primo livello del Deep web, l’oscuro web sommerso, ed offrono la rappresentazione di tutti i lati peggiori, pericolosi e perversi della rete. Come evidenzia l’interlocutoria denuncia della poliedrica giornalista, scrittrice e musicista Maggie S. Lorelli, la chat è anche uno squallido snodo popolato da persone disturbate. La dinamica psicologica è standard: la distanza, l’anonimato e la molteplicità dei contatti consentono la distorsione della propria personalità, conferendole una inesistente autostima mentre nella realtà spesso entrambi i contatti evidenziano, ma mimetizzano e occultano, disturbi e patologie suscettibili di psicoterapie. Il classico esempio di chat man è l’individuo incapace di relazionarsi affettivamente in contesti sociali reali e tenta di far “sopravvivere” l’autostima contattando amicizie virtuali, alle quali millanta ruoli e qualità che non gli appartengono. Un’irreale immagine sovrapposta alla sua vera dimensione, che accuratamente sottrae a qualsiasi incontro e riscontro reale. “Le persone intelligenti sono sempre il miglior manuale di conversazione” sosteneva Goethe. Purché non si ecceda nei monologhi. Un dialogo con sé stessi tipico dei narcisisti che trasforma l’interlocutore in un’appendice, che prima o poi si dilegua…

Facebook Comments
Condividi