Sprint digitale per l’Europa post Merkel

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Sprint digitale per l’Europa post Merkel
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               Europa digitale Sprint digitale per l’Europa post Merkel

Riparte da Tallinn il cantiere che porterà l’Europa verso un futuro più integrato e più digitale. Ma le ambizioni dei leader più europeisti sono  frenate dalle preoccupazioni dei paesi più piccoli.

Francia, Germania, Italia e Spagna rilanciano il proprio ruolo di guida, a partire dalla proposta su una web tax che ha già il favore di una ventina di Paesi.

Sullo sfondo ci sono le difficoltà legate al negoziato per la Brexit​, ma anche i fattori di instabilità nazionali di Spagna, alle prese con la questione catalana, e la  Germania, impegnata nella formazione del quarto governo Merkel. post Merkel paolo gentiloni

In questo delicato contesto, l’Italia vuole ritagliarsi un ruolo di creatore di convergenza fra le diverse ambizioni. Per il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni  “Il ruolo dell’Italia è quello di tenere insieme le diverse ambizioni europeiste che personalmente” – sottolinea Gentiloni – “ho trovato nel discorso sullo stato dell’Unione di Jean-Claude Juncker e in quello del presidente francese Macron​. Un ruolo, quello italiano, che già da ieri sera ho cominciato a svolgere proprio a Tallinn”

Secondo il premier italiano la ripresa dovrebbe indurre l’Europa a incoraggiare politiche espansive e sulla web tax si è detto favorevole anche a una cooperazione rafforzata nel caso che i Paesi contrari non cambino idea, impedendo di raggiungere una maggioranza entro l’Ecofin di dicembre.

“Sono due i messaggi che bisogna dare – ribadisce il Presidente del Consiglio Gentiloni- primo: il digitale serve per la competitività delle imprese e per facilitare la vita dei cittadini. Secondo: l’Europa deve porsi molto seriamente, e c’è una proposta rilevante di Italia, Francia e Spagna, il problema di una armonizzazione di una tassazione equa sui giganti digitali che non hanno fabbriche e decine di migliaia di dipendenti ma volumi di affari strepitosi”. Sprint digitale per l'Europa post Merkel

Il premier irlandese Leo Varadkar, il più giovane del vertice con i suoi 38 anni, ancor più giovane dell’estone Juri Ratas che ne ha 39 e del presidente francese Macron che ne ha quasi 40, ha sostenuto che se l’Europa vuole essere leader dell’economia digitale, la soluzione non è più tasse e più regole, ma è il contrario. Angela Merkel, un po’ distratta dalle vicende nazionali, ha confermato il suo sostegno all’impulso europeista di Emmanuel Macron, con qualche riserva sulle ricette da perseguire soprattutto sul rafforzamento dell’Eurozona.

Ma, ha detto il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, “non mi è sembrata affatto preoccupata, ma anzi determinata ad andare avanti: la Germania e la Francia devono fare da guida assieme a Italia e Spagna, per un’Europa bilanciata”.

Quanto alla web tax, secondo Macron “è il solo modo di finanziare quegli investimenti pubblici necessari ad essere in prima linea nella transizione digitale”. La Commissione, per voce dello stesso presidente Juncker, conferma che presenterà la sua proposta nella prossima primavera e Juncker è fiducioso che “ci sarà un accordo all’Ecofin” di dicembre, ovvero la scadenza stabilita dalla presidenza estone per trovare una posizione comune da condividere con Ocse e G20.

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