Tsunami Giustizia riforme essenziali: Lauricella

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Tsunami Giustizia riforme essenziali: Lauricella
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Dopo i magistrati esponenti del Csm Loredana Micciché e Paola Braggion ed il penalista Enrico Sanseverino, nel dibattito sulle riforme più urgenti ed essenziali per scongiurare lo tsunami che sta per abbattesi sulla Giustizia interviene il costituzionalista Lauricella. Tsunami Giustizia riforme essenziali Lauricella

by Giuseppe Lauricella

L’emergenza coronavirus non poteva certo risparmiare la Giustizia.

Nei tribunali si sono, opportunamente, sospese le attività amministrative e giudiziarie, tranne alcune – sia in ambito civile che penale – relative a provvedimenti e misure urgenti.

Dovremmo approfittare di questo periodo o, meglio, di ciò che questo stato di emergenza sta suggerendo di sperimentare, ovvero metodi e procedure “a distanza”, nei casi in cui ciò sia possibile o non sia inopportuno.

L’Università, la scuola, la pubblica amministrazione si sono adeguate, pur con le difficoltà previste. Ma si sta procedendo.

Lo stesso nella giustizia, laddove, come nel civile, si possa procedere in via telematica.Tsunami Giustizia riforme essenziali Lauricella

Certamente non si può applicare al penale, dove l’esigenza del rapporto personale, il confronto e il contraddittorio  non possono pensarsi “da remoto”.

Anche in penale ci sono attività procedurali e amministrative che potrebbero attivarsi in via telematica, senza la necessità della presenza o dello spostamento fisico.

Ma vi sono aspetti che questo momento richiederebbero e che prescindono dalla situazione di emergenza.

Aspetti che fanno discutere da anni e che dovrebbero affrontarsi ora, per rinnovare un sistema giudiziario che presenta criticità e problematiche che dovrebbero essere risolte e superate, anche in funzione al futuro che ci aspetta.

La obbligatorietà per il PM dell’azione penale, che  nasce per garantire l’uguaglianza dei cittadini e l’indipendenza del PM, oggi per un verso, affolla di notizie di reato gli uffici giudiziari ma, per altro verso e conseguentemente, non può essere, in realtà, applicata.

Bisognerebbe procedere ad una profonda ed estesa depenalizzazione, affidare alla parte offesa l’iniziativa (querela) per procedere all’azione penale, tranne per i reati gravi.Tsunami Giustizia riforme essenziali Lauricella

Quanto al resto, gli uffici del Pubblico ministero- nei fatti e con la consapevolezza della stessa Corte Costituzionale – proprio in ragione della mole di notizie di reato che si accumulano nei loro uffici, si trovano costretti a selezionare i reati da perseguire o a decidere a quali dare una corsia preferenziale.

In tal modo l’obbligatorietà dell’azione penale costituzionalmente previsto (art. 112) non trova piena applicazione.

Quindi, più che alla modifica costituzionale dell’art. 112 Cost., peraltro difficile da attuare se non vi è l’esigenza politica almeno della maggioranza, occorrerebbe scegliere la via della depenalizzazione e dell’ampliamento dei casi procedibili a querela di parte.

Vi sarebbero, sicuramente, altri aspetti anche in ordine al processo, alle misure di prevenzione e cautelari, ma sarebbe già molto se si riuscisse a depenalizzare e decongestionare l’azione penale.

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Giuseppe Lauricella

*Professore di Diritto Costituzionale all’Università di Palermo, già parlamentare nazionale

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