#Turchia: il golpe del fantasma di Atatürk

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Il golpe in Turchia golpe turchia

Nasce da lontano il tentativo di putsch militare che ha insanguinato le strade ed i cieli di Istanbul e di Ankara. A provocarlo le troppe contraddizioni storiche, istituzionali, religiose accumulatesi soprattutto da quando nel 2003  Recep Tayyip Erdoğan diventa Premier e negli anni successivi conquista la presidenza.

Anni di deriva islamica prima strisciante poi forzata di un paese resuscitato dalle macerie dell’impero Ottomano e rifondato sul laicismo da Kemal Atatürk. Una Turchia cerniera fra l’Europa e l’oriente e soprattutto alleato cardine dell’occidente fin dagli anni della guerra fredda.

golpe turchia
Erdogan

Leader del partito islamico conservatore, ex sindaco di Istanbul, Erdogan nel 1998 diventa un personaggio perché viene arrestato per incitamento all’odio religioso per aver declamato pubblicamente i versi del poeta Ziya Gökalp“Le moschee sono le nostre caserme, le cupole i nostri elmetti, i minareti le nostre baionette e i fedeli i nostri soldati… “.

attentato nizza
attentato di Nizza

Il golpe in Turchia e l’attentato di Nizza: Mediterraneo assediato per un verso o per l’altro dal fondamentalismo islamico? Lo abbiamo chiesto al Professore Arduino Paniccia, dell’Università di Trieste, esperto di strategie geopolitiche e militari.

paniccia
Arduino Paniccia

Perché il putsch  turco?                                                                                                                                   ll fallito colpo di stato, che ha tenuto il mondo con il fiato sospeso,é un fortissimo campanello d‘allarme nei confronti di Erdogan e della sua politica sempre piu  “dittatoriale” e integralista che sta portando la Turchia da paese stabile e in forte crescita sociale ed economica a una delle aree più destabilizzate e attaccate dal terrorismo dell’intero mediterraneo.” 

Il recente cambio di rotta contro l’Isis non é quindi servito?
“No perché moltissimi in Turchia e all’estero hanno capito che si è trattato di un maquillage, ma la politica di fondo anche con il riavvicinamento ad Israele e le scuse a Putin per l’aereo abbattuto non è cambiata .La deriva filo integralista resta tutta. Ma Erdogan non può pensare di essere lo sceicco del Quatar o di Bahrein. E’ l’autoritario Presidente di un paese fondamentale per la stabilita nel Mediterraneo, membro della Nato e partner dell’Europa per il controllo del flusso dei migranti”

Come si presenta il futuro della Turchia?                                                                                           “Nonostante l’appoggio di una parte della popolazione e la posizione ambigua delle potenze internazionali che con ritardo di ore hanno mandato messaggi a sostegno del governo “democraticamente eletto” il paese si presenta assolutamente spaccato.e non sarà certo Erdogan a riunirlo o rappacificarlo nel futuro”

L’analisi dell’attentato di Nizza. La guerra terroristica sta cambiando pelle territori e metodi?
“Dobbiamo capire se questo ampliamento del fronte dal Mediterraneo a Dacca è la dura ri sposta dell Isis colpito nei suoi territori, come accadde all’inizio del duemila con Al Quaeda che con le torri gemelle e gli attacchi dall’Iraq a Bali seminava il terrore globale, oppure se dopo appunto Al Quaeda e l’Isis siamo di fronte a una nuova evoluzione della idra del terrorismo. Questo non è ancora chiaro e prima lo capiamo e prima la le risposte saranno veramente efficaci”  

Nell’escalation terroristica si ritrovano format di modelli già sperimentati?
“Si soprattutto dove le misure stringenti di Israele costringevano a utilizzare q  uello che risultava disponibile e non metteva in allarme i sensori della sicurezza. Anche nella stessa guerra di Algeria, dove ritrovi ,bar festeggiamenti erano l’occasione per effettuare la strage. Quindi mezzi civili (il camion)per colpire con assoluta sorpresa tra i civili, tra la popolazione inerme, tra le famiglie. Quindi trappole, avvelenamenti, blocchi nei trasporti potranno esseree una minaccia quanto le armi, le esplosioni, gli attacchi” 

Perché ancora la Francia? “Tre i motivi principali. È il paese in Europa con il maggior numero di cittadini musulmani, relegati e spesso emarginati nelle periferie che aderiscono e supportano il terrorismo come revanche e attacco alla società che li ha emarginati e respinti. Secondo, é il paese che ha anche una sponda mediterranea, mare epicentro della nuova strategia terroristica. E infine un paese dove la lotta per evitare un rovesciamento di potere coinvolge tutte le istituzioni dello stato compresa la sicurezza e l’intelligence. La Francia sembra essere cosi diventata il ventre molle del vecchio continente.”

E l’ Italia?       
“Come ho detto piu volte, la rete importante di rapporti , anche con paesi arabi, e il forte controllo del territorio hanno consentito alla nostra sicurezza e alla nostra intelligence di superare anni difficilissimi. Va anche aggiunto che hanno contribuito a renderci piu efficaci sia la lotta contro il terrorismo interno (quello che sta accadendo in Francia è una sorta di terrorismo interno al paese) sia il decennale contrasto contro la criminalità organizzata che è sempre la grande fiancheggiatrice, soprattutto logistica, dei terroristi. Comunque dobbiamo alzare la guardia. L’operatività dei terroristi anche “fai da te” di tipo appunto più mediterraneo (Libano, Gaza) è sempre più vicina al nostro paese.”

 

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