Ai cani inghiottiti dai lager della cosiddetta ricerca vanno ad aggiungersi 224 scimmiette, i macachi, e oltre 9 mila topi, allevati per il solo mantenimento di colonie di animali geneticamente modificati. Numeri, già di per sé impressionanti, ma che – denuncia la Lega antivivisezione – sono in realtà fortemente sottostimati perché non tengono conto di molte categorie, come gli animali usati già deceduti, gli invertebrati o le forme di vita non completamente sviluppate, né degli animali riutilizzati e sottoposti a un secondo esperimento, in un calvario al termine del quale arriva la morte.
Inaccettabile, inoltre, che quasi la metà delle procedure appartenga alle categorie di dolore intenso o grave, con un tragico aumento di quelle classificate con il più alto grado di dolore, dove per grave si intendono sperimentazioni che comportano dolore e angoscia prolungati, senza anestesia e che possono comportare lesioni spinali, stimolazioni elettriche e perfusione di organi.
A che serve allora compiacersi degli 800 euro l’anno che gli italiani spendono in media per i loro cani e gatti domestici, se l’opinione pubblica nazionale non riesce a impedire l’orrore delle sperimentazioni sugli animali?