Auto elettrica in tilt

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Auto elettriche in forte ritardoAuto elettrica in tilt.

Wagoner e Marchionne, non amano la…scossa. E vi spieghiamo perché. E’ sempre in salita la strada per l’auto elettrica. La tecnologia attuale non è paragonabile a quella del classico motore a scoppio. Oggi per fare il… pieno ci vogliono ore e ci vorrebbero le colonnine di ricarica che, in Italia, ad oggi sono appena 900, nonostante Enel stia investendo ingenti somme di danaro.

Davvero poche anche per la quota che rappresentano le elettriche in Italia (0,08%), la più bassa dei grandi mercati europei. Nei primi 9 mesi dell’anno in tutta Europa se ne sono vendute 98.435Auto elettrica in tilt

Leader la Norvegia con 23.238 seguita da Francia, Germania, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Austria, Svezia, Svizzera, Spagna e Belgio. In Italia le vendite sono state 1.576, davvero poche, per lo più offerte in comodato d’uso gratuito a Sindaci ed a cooperative di taxi.

La più diffusa è la Nissan Leaf con 452 unità, quindi Renault Zoe (294), Tesla Model S (226, Tesla Model X (179), Bmw i3 (110), Smart Fortwo (89), Citroen C-Zero (74), VW Up! (43), Citroen E-Mehari (33), Mercedes Classe B (23).

Le Case costruttrici vogliono cambiare il passo e annunciano mese dopo mese l’arrivo di modelli ad emissione zero. Negli ultimi due Saloni di Francoforte e di Tokyo sembra che l’invasione sia alle porte. Secondo AlixParners, una delle principali agenzie di analisi di mercato nel mondo, entro il 2030 le auto elettriche ed ibride rappresenteranno oltre il 65% di tutti i nuovi veicoli venduti.Auto elettrica in tilt

Da una indagine del Politecnico risulta che al mondo, a fine 2016, c’erano 1,45 milioni di punti di ricarica (+81% rispetto al 2015), di cui però solo il 13% sono postazioni pubbliche, mentre l’87% sono private (cioè quelle che i proprietari di auto elettriche mettono in casa propria per ricaricare la propria vettura). I punti di ricarica pubblica in Italia sono in crescita (circa 1750) ma sono meno di quelli europei.

Infine c’è il problema dei tempi di ricarica perchè occorrono diverse ore se il rifornimento lo si fa a casa, quindi a 230V, collegati ad un impianto domestico (e non sono mancati dei corti circuiti in alcuni garage condominiali in diverse città). Dunque le perplessità esistono.  Già nel 2009 l’ex presidente di General Motors, Rick Wagoner, da noi intervistato al Motor Show di New York sul futuro di questa vettura mossa da batterie fu esplicito: “Le vedremo circolare sulle strade del mondo, in piena efficienza, con elevata autonomia, con un prezzo sociale e con un sistema diffuso di colonnine di ricarica fra almeno 20 anni”.

Da allora di anni ne sono passati già otto e si attende ancora lo… starter per un concreto boom dell’auto elettrica. Una profezia vincente quella dell’allora Presidente Gm.Auto elettrica in tilt

Oltre a Wagoner anche Sergio Marchionne, Ceo di Fca, rimane sulla stessa linea. Secondo lui, non esiste Casa automobilistica, a parte Tesla, che possa affermare di vendere le proprie elettriche con un attivo. Inoltre Fiat, le auto elettriche le ha costruite prima di altri dimostrando una notevole abilità tecnologica.

La prossima, come ha riferito recentemente a Venezia, arriverà nel terzo trimestre 2018: sarà una city car, più piccola della 500. Deriva dalla Fiat Mobi, presentata in Brasile. Si è anche appreso che nel 2019 arriverà anche una versione elettrica della Maserati Alfieri, prototipo visto a Ginevra nel 2014. Il Gruppo Fca a riguardo non sta alla finestra.Auto elettrica in tilt

Ad aprire la galleria alla fine degli Anni ’70, il progetto Totem, Total Energy Module, seguirono poi la X1/23, prototipo di citycar, autonomia di 70 km, la Cinquecento e la Seicento Elettra, la Multipla Hybrid Power, la Panda Multieco, la Multipla Multieco. Fca ha attualmente in produzione una sua vettura elettrica la 500 solo per il mercato di California.Auto elettrica in tilt

La 500e ha un motore elettrico da 83 kW (pari a 111 cv) ed un prezzo elevato di 31.800 dollari ma con gli incentivi statali si arriva a una cifra inferiore ai 18mila. Ma la vettura, nonostante il grande potenziale, non è mai piaciuta a Marchionne. Che in occasione del suo lancio nel maggio 2014 disse ai potenziali clienti: “Spero che non la compriate perché ogni auto che vendo mi costa 14mila dollari e non rende a sufficienza”.

Vincezo Bajardi

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