#Brexit Day after news

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#Brexit Day after news

Reazioni a catena politiche e economiche: lo tsunami Brexit é appena all’inizio

  • Dimissioni Cameron

David Cameron ha annunciato le sue dimissioni da Premier britannico parlando davanti a Downing Street dopo la vittoria del no all’Europa nel referendum sulla Brexit. Ha assicurato che sarà  ancora primo ministro per i prossimi tre mesi e che verrà  organizzata in ottobre l’elezione del nuovo leader del partito conservatore. “Il popolo britannico ha votato per uscire dall’Europa e la volontà  del popolo britannico sarà rispettata” ha detto il premier britannico.

     ° Dimissioni del Commissario inglese 

Prima che la Commissione europea gli revocasse la delega alle finanze, si è dimesso il Commissario britannico Jonathan Hill

     ° Londra: valanga di firme anti Brexit

Oltre tre milioni, e continuano ad aumentare di ora in ora, le firme dei cittadini inglesi che chiedono un nuovo referendum

   ° Renzi a Parigi e  lunedì a Berlino per vertice con Merkel e Hollande

“Questo é il tempo della lucidità e dell’equilibrio, è il tempo della forza calma che in un momento non semplice può vedere l’Europa tornare protagonista. L’Italia è tornata solida e ha il dovere di offrire questa sua solidità agli altri partner europei” ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha rinviato alla prossima settimana la Direzione del Pd. “L’Italia farà la sua parte nel percorso che oggi si apre”, ha assicurato il Premier, confermando che “siamo impegnati fin da domani con i ministri degli Esteri Paesi fondatori e poi da lunedì quando incontrerò la cancelliera Merkel e il presidente Hollande a Berlino. Intanto il Premier  ha incontrato a Pargi il Presidente Hollande per un’intesa in vista del vertice di Berlino.  Sugli esiti del referendum inglese si é tenuta, presso la Sala Situazioni della Presidenza del Consiglio, una riunione  convocata da Renzi ed  alla quale hanno partecipato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, il ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai servizi di sicurezza, Marco Minniti e il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco

  •  Papa Francesco                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       “E’ stata la volontà  espressa dal popolo. Questo richiede a tutti noi una grande responsabilità  per garantire il bene del popolo del Regno Unito e anche il bene e la convivenza di tutto il continente europeo” ha dichiarato Bergoglio  appena giunto ad Erevan, capitale dell’Armenia..

  • Reazioni europee, Juncker                                                                                                                                                                                                                                                                                              Il  Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha ribadito  che Londra deve presentare “immediatamente” la richiesta di avvio dei negoziati per uscire dall’Unione. Il divorzio tra l’Ue e la Gran Bretagna “non sarà consensuale”, ha affermato Juncker in un’intervista alla tv tedesca ARD. “Non capisco perché il governo britannico abbia bisogno di aspettare fino a ottobre per decidere se inviare o meno la lettera di divorzio a Bruxelles. Vorrei riceverla subito”, ha detto.  Juncker ha sottolineato che quella tra Londra e Bruxelles “non è stata una relazione amorosa”, ed ha riconosciuto che comunque quello della Brexit “non è stato un buon giorno per la Gran Bretagna né per l’Europa”, ma, ha assicurato, “dobbiamo andare avanti”.

Tusk

“Inutile nascondere il fatto che avremmo desiderato un risultato diverso del referendum di ieri- ha affermato il Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, a Bruxelles- Sono pienamente consapevole di quanto serio e persino drammatico sia questo momento dal punto di vista politico e non c’è alcun modo di predire tutte le conseguenze di questo evento, specialmente per il Regno Unito”.

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DAVID CAMERON
  •  Schulz

“Sono molto deluso e  triste, e’ una prospettiva triste da ambo le parti, ma e’ una decisione del Regno Unito quella di lasciare”. Ha affermato il Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz. “Basti pensare – ha proseguito – al marasma dei mercati riguardo la valuta britannica. Voglio proteggere l’euro, per affrontare gli stessi problemi, quindi un approfondimento della cooperazione tra governi europei rientra nelle nostre responsabilità. Inoltre prevedo che il Governo Britannico prenda seriamente la volontà degli elettori e si cominci a negoziare l’uscita in base all’articolo 50 del trattato” “Non voglio  – ha detto ancora Schulz – dare la colpa a qualcuno, ma dobbiamo rispettare la volontà sovrana del Regno Unito. E’ un paese che ha sempre oscillato sul fatto di appartenenza, adesso hanno deciso a favore dell’uscita, ed escono dal mercato unico più grande del mondo. Non e’ un referendum deciso dagli europei ma dal governo britannico, dai conservatori britannici. Non mi assumo la responsabilità ma ci sono dei messaggi di insoddisfazione, preoccupazione, nel Regno Unito, che si verificano anche in altri Paesi. Di questo scollamento tra istituzioni e fiducia dei cittadini bisogna tenerne conto, per quanto riguarda l’ingiustizia della distribuzione di ricchezza e la disoccupazione giovanile basti pensare alle cifre delle analisi del referendum: più del 70% della fascia d’età tra i 18 e i 25 anni ha votato a favore, questo significa che i giovani non dovranno essere esclusi dallo sviluppo europeo e mi sento rassicurato da questo voto perché oggi insieme siamo più forti e forti e questa e’ un’opinione che condividono i giovani”.

  • Prodi: segno del malessere per la politica europea

C’è un problema contagio, ma piano a parlare di dissoluzione dell’Ue. “Male, molto male! “ commenta l’ex Presidente del Consiglio e della Commissione Europea Romano Prodi. “Sono andato a dormire con la tranquillità che la Gran Bretagna rimanesse nell`Unione e questa mattina mi sono svegliato con la consapevolezza che tutto era diverso. Poi discuteremo di tutte le conseguenze nel breve periodo, delle Borse che scendono,anche se questo mi preoccupa fino a un certo punto, perché credo che le conseguenze economiche non siano grandissime. Ma questa Brexit é il grande segnale del malessere non nei confronti dell`Europa, ma di tutta la politica che viene fatta oggi ovunque”. Per Prodi, “da tutte le notizie che arrivano dal Regno Unito si vede che sostanzialmente abbiamo la stessa distribuzione. Che abbiamo ovunque in Europa, tra i partiti tradizionali e i partiti populistici: nel centro città le persone più sicure e più tranquille hanno votato per rimanere in Europa, ma il resto del Paese ha votato per uscire. E la Gran Bretagna è molto tipica di questa differenza, perché la distanza che vi è nel tenore di vita e nelle prospettive del futuro fra Londra e il resto del Paese è elevatissima! Noi abbiamo sistemi politici che non rispondo a quelle che sono le esigenze della gente”. Su un possibile effetto contagio in Ue, l`ex presidente della commissione Ue dice che “il problema del contagio certo che c`è, meno di quello che la gente pensi, perché i Paesi dell`Europa orientale, dell`ex area dell`Unione Sovietica, che sarebbero i più tentati, ricevono però quantità  cospicue  di risorse dall’Unione Europea e quindi il loro tenore di vita precipiterebbe. Andiamo adagio a parlare di dissoluzione. Certamente é un segnale fortissimo sia per Bruxelles, per una politica che non si é resa conto dei problemi di tutti, sia anche per la stessa Gran Bretagna che potrà  avere anche dei momenti di tensione interna estremamente forte e questo proprio per la diversità con cui si é¨ votato”. Prodi poi ha sottolineato che in Ue “se ci fosse stato il momento delle riforme, con l`Unione Europea che si poneva come una struttura capace di decidere e di interpretare i tempi, io credo che anchela Gran Bretagna, che anche gli elettori britannici avrebbero avuto un occhio particolare nei confronti dell`Unione Europa”.

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