Buffet punta su Tokio la Brexit finisce a pesci in faccia

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Buffet punta su Tokio la Brexit finisce a pesci in faccia
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Buffet scommette sul Giappone

Mercati, economisti e analisti finanziari di tutto il mondo sono rimasti spiazzati dal colossale investimento del magnate americano Warren Buffett che ha acquistato azioni e compartecipazioni per 6 miliardi di dollari nelle cinque più grandi industrie del Giappone. La mossa a sorpresa di Buffet, il cui patrimonio personale supera gli 83 miliardi di dollari, ha determinato un’impennata del mercato giapponese, spingendo all’insù le azioni delle cinque società acquisite in particolare dei due colossi dell’acciaio al centro degli investimenti: la Marubeni ha registrato un più 14% ed Itochu un più 6%.Nonostante le recenti dimissioni per motivi di salute del Premier liberale Shinzo Abe, che ha rilanciato l’economia nipponica, evidentemente Warren Buffet avrebbe intuito le grandi potenzialità economiche di Tokio anche in previsione dei contraccolpi della produzione cinese  a causa della pandemia.

Brexit o non Brexit questo è il problemaBuffet punta su Tokio la Brexit finisce a pesci in faccia

Londra e Bruxelles ai ferri corti  sulle clausole della definitiva fuoriscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. A complicare ulteriormente le difficili trattative fra Boris Johnson e il negoziatore europeo per l’uscita del Regno Unito dalla Ue, Michel Barnier, si sono aggiunte le clausole sulla pesca. Le due parti sono in disaccordo sull’accesso alle aree marine di pesca e sul proseguimento dell’osservanza delle regole europee nel settore ittico da parte del Regno Unito. Johnson ha dichiarato che piuttosto di compromettere la sovranità dell’Inghilterra sui mari e la pesca troncherà le trattative. La Brexit rischia di finire a pesci in faccia….

Parigi: covid e terrorismo islamicoBuffet punta su Tokio la Brexit finisce a pesci in faccia

Sono più di 8 mila i potenziali terroristi islamici schedati dai servizi di sicurezza francesi. Nonostante le crescenti difficoltà determinate dalla pandemia per il Ministro dell’Interno Gerard Darmanin la  “minaccia del terrorismo fondamentalista rimane estrememente elevata in tutta la Francia”. A riportare l’incubo del terrorismo islamico sulle prime pagine dei quotidiani parigini è l’inizio del processo a 14 degli autori delle stragi del 2015 al Charlie Hebdo e al supermercato Hyper  (25 complessivamente le vittime: 19 civili, 3 poliziotti, 3 terroristi.) “Ovunque guardi vedi manifestazioni dell’islamizzazione della società ” ha dichiarato la giornalista di Charlie Hebdo, Zineb El Rhazoui, che si è costituita parte civile nel processo ed è stata più volte minacciata di morte, in particolare per aver dichiarato nel 2017 che l’Islam “doveva sottomettersi alle leggi della Repubblica, alla ragione e alle critiche e che non è possibile considerare i crimini terroristici come crimini di diritto comune”.

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Zineb El Rhazoui
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