Check up sicurezza in Italia: parlano gli esperti di intelligence

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Check up sicurezza in Italia, parlano gli esperti di intelligence

Check up sicurezza: parlano gli esperti di intelligence

Come fronteggiare, e soprattutto prevenire, i terroristi islamici? Lo abbiamo chiesto a due fra i maggiori esperti di intelligence e di strategie internazionali: Andrea Margelletti, Presidente del  Centro Studi Internazionali, e Arduino Paniccia, analista di strategie militari e di geopolitica.

Andrea Margelletti,
Andrea Margelletti, Presidente del Centro Studi Internazionali
Arduino Paniccia, analista di strategie militari e di geopolitica
Arduino Paniccia, analista di strategie militari e di geopolitica
  •  Quali gli obiettivi potenzialmente  a rischio in Italia?

Margelletti: “Gli attacchi di Parigi e Bruxelles dimostrano che potenzialmente tutte le aggregazioni di persone in luoghi pubblici sono a rischio. Ovviamente non è possibile militarizzare il Paese e, di  conseguenza, la sorveglianza viene rafforzata sui cosiddetti siti sensibili ovvero: stazioni,   aeroporti,   porti,   reti   metropolitane   e   piazze   e   siti   di   interesse   istituzionale, culturale e religioso delle principali città italiane.

Paniccia: “Oggi piu di ieri , vista la centrale di comando a Raqqua, quindi piu vicina agli ex di Saddam , la teoria della paralisi logistica tipica delle stay behind  potrebbe vedere in prima linea hub aeropotuali ferroviari ,snodi stradali nei centri urbani, porti quindi Bologna Roma, Napoli, Palermo, Venezia sedi anche di comunita islamiche consistenti”

  • Regioni più esposte?

Margelletti: “Non esistono allarmi specifici e più che di regioni è opportuno parlare di città. A questo proposito Roma, Milano, Napoli, Torino e Venezia rappresentano obiettivi di particolare rilievo simbolico.”

Paniccia: “Lazio Veneto Campania Sicilia e poi la Lombardia”

  • Parametri dei livelli d’allarme?

Margelletti: ”Attualmente il livello di allerta fissato dal Ministero dell’Interno è a 2 su una scala di 3. Dove 3 rappresenta la situazione di “attacco in corso”.

Paniccia: “Premessa l’ enorme difficoltà nel poter prevedere anche parzialmente  le future mosse della rete terroristica trasnazionale  e considerata la logica assolutamente asimmetrica e non lineare tipica del terrorismo è necessario tenere un ben visibile livello d’allarme, pur  tenendo conto che  ad oggi non vi sono minacce specifiche ed evidenti contro l Italia “

  • Misure minime necessarie per controlli e prevenzione?

Margelletti: “Già da mesi sono stati rafforzati tutti i sistemi di protezione dei siti sensibili sia tramite il rafforzamento dell’Operazione Strade Sicure che vede l’impiego dei militari dell’Esercito sia attraverso l’aumento delle pattuglie delle Forze dell’Ordine impegnate nei servizi di prevenzione.”

Paniccia: “E’  un vero e proprio conflitto urbano europeo .Quindi si al maggior utilizzo di forze speciali delle forze armate con compiti di setacciamento individuazione target e molti nuclei diffusi di risposta rapida e flessibile disposti sui possibili obiettivi.Determinante il fermo di tutti i possibili foreign fighters rientrati su territorio nazionale e loro eventuali supporters”.

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  • Ulteriori misure che dovrebbero essere adottate?

Margelletti: ” E’   necessario   potenziare   le   capacità   di   intelligence   e   quelle   investigative   che rappresentano   la   prima   e   fondamentale   difesa   contro   il   terrorismo.   E’,   inoltre, indispensabile che alcuni Paesi smettano di tergiversare e permettano la costituzione di un efficace meccanismo di condivisione delle informazioni tra gli apparati di sicurezza europei al fine di poter monitorare con efficacia gli spostamenti dei foreign fighters da e per il territorio dell’Unione,”

Paniccia: ” A partire dalle regioni ritenute più a rischio,  predisporre interventi di controterrorismo e di prevenzione di attacchi urbani, anche prevedendo uso di agenti chimici . L’utilizzo di  militari specializzati in tali settori. tendo conto che la linea terroristica prevalente in questo momento e quella più guerrigliera e militare.  La risposra deve quindi essere adeguata e più coriacea del passato.Sono passati ben 35 anni dalle prime mosse di Al Quaeda e i teroristi non solo non sono stati battuti, ma  hanno portato la guerra nel cuore dell’ Europa.”

  • Capacità di intervento corpi speciali ?

Margelletti: “La capacità di intervento delle Forze Speciali nazionali è stata fortemente incrementata già dopo gli attentati di Parigi. Infatti, è stato deciso di autorizzare l’impiego sul territorio nazionale anche dei reparti militari segnatamente: il IX Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin” dell’Esercito e il Gruppo Operativo Incursori della Marina Militare. Queste due unità  di   elite   delle  Forze  Armate   vanno   ad   aggiungersi  al   Gruppo   di   Intervento Speciale (GIS) dell’Arma dei Carabinieri e al Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza (NOCS) della Polizia di Stato e consentono una copertura completa dei principali siti sensibili.

Paniccia: “La capacità di intervento dei corpi speciali è direttamente proporzionale alla volontà politica di colpire realmente e duramente i terroristi. Le forze speciali italiane sono pronte , La nostra intelligence ha dato in questi anni ottima prova, ma la risposta europea è debole ancora poco coesa  e quindi inadeguata”.

  • Capacità di mobilitazione  delle   forze  dell’ordine e potenziale efficacia dei piani d’emergenza?

Margelletti; “Esistono piani   di mobilitazione predeterminati  che sarebbe opportuno testare con  un maggior numero di esercitazioni per verificarne la validità in condizioni di stress”

Paniccia:  “La capacita di mobilitazione delle forze dell’ordine è quasi al massimo , dobbiamo essere consci di questo  e finalizzare piu risorse all’anti terrorismo”

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