Chirurgia: la rivoluzione della radiologia interventistica

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Chirurgia la rivoluzione della radiologia interventistica
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La mini invasività e la multidisciplinarietà hanno permesso alla radiologia interventistica di guadagnarsi il prezioso ruolo di alternativa alla chirurgia tradizionale.
Le notevoli prospettive di sviluppo di questa metodica riguardano i sempre più selettivi trattamenti di patologie tumorali, endovascolari dei grandi vasi addominali e toracici e del sistema nervoso, che vengono eseguiti su pazienti adulti e pediatrici.

Si tratta di un settore in continua espansione perché consente anche un elevato livello di radioprotezione dei pazienti sottoposti a procedure diagnostiche o interventistiche e la radioprotezione dei lavoratori sottoposti a radiazioni ionizzanti.Chirurgia la rivoluzione della radiologia interventistica

La prima Unità Organizzativa Complessa di radiologia interventistica ad essere istituita, nei giorni scorsi, in Sicilia è quella dell’Azienda ospedaliera di rilievo nazionale e di alta specializzazione del Civico di Palermo. La Direzione è stata affidata ad uno specialista del settore, il Dott. Mario Vallone, 56 anni, che qualche anno addietro fu inviato d’urgenza da Palermo ad Olbia e riuscì con un miracoloso intervento a salvare una puerpera in fin di vita per una emorragia provocata dalla rottura di un aneurisma.

Chirurgia la rivoluzione della radiologia interventistica
Mario Vallone

“L’istituzione della nuova unità ospedaliera  colma un gap perché la Sicilia era tra le poche regioni in Italia a non avere un hub di secondo livello per l’ emergenza con un reparto di radiologia interamente dedicato all’interventistica” spiega il neo Primario Vallone.

Possiamo dire che nell’Isola c’é una inversione di rotta delle eccellenze?

La scelta di tornare nella mia terra è stata dettata dalla voglia di mettere le conoscenze pioneristiche della laurea all’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma sede di una prestigiosa e storica scuola di Radiologia Vascolare ed Interventistica, a disposizione dei malati siciliani e concorrere alla riduzione dei viaggi della speranza che, ahimé, rimangono ancora un peso sociale. Perché spesso si ricorre al medico extraregionale per scarsa conoscenza delle realtà locali o per eccesso di sfiducia nelle strutture ospedaliere cittadine.

Ruolo specifico della nuova unità ospedaliera?

E’ superfluo dire che puntiamo ad offrire un’ eccellente qualità di prestazioni sanitarie nel solco della nostra quasi trentennale tradizione, puntando alla formazione continua soprattutto  dei giovani colleghi che man mano si affiancheranno nella nostra attività quotidiana. L’ attività di radiologia interventistica in questi anni si è consolidata in tutti i campi di applicazione delle metodiche e tecniche interventistiche a vantaggio dei pazienti degenti, provenienti dagli ospedali di tutta la Sicilia occidentale anche in regime di emergenza, h24 per 365 giorni all’anno.

Che valore attribuisce all’esperienza del volontariato che nella primavera del 2020, nella prima tragica fase della pandemia, ha prestato in Val d’Aosta?

Al pari di tanti colleghi, sono stato impegnato nella cura di pazienti Covid positivi per il trattamento delle complicanze, soprattutto di tipo emorragico insorte durante il ricovero ospedaliero. Facendo tesoro dell’ esperienza professionale pregressa e della straordinaria esperienza in Val d’ Aosta durante la prima fase della pandemia che ha flagellato la piccola regione del nord-est. Chirurgia la rivoluzione della radiologia interventistica

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