Donald strategy: il mondo di Trump

0
938
donald strategy
Condividi

Donald strategy: il mondo di Trump

donald strategyForza o limite della democrazia americana? E’ prematuro rispondere cosa rappresenterà l’elezione alla Presidenza degli Stati Uniti di Donald Trump. Dopo 230 anni esatti il nuovo inquilino della Casa Bianca potrà segnare una svolta della Costituzione o interpretarne la profonda essenza democratica.

Pregiudizi e rifiuti non scalfiscono la legittimità dell’elezione e il diritto-dovere che Trump ha di governare. Di esercitare compiutamente un ruolo che lo pone alla guida di una superpotenza nucleare e del paese leader dell’economia mondiale, col più elevato Pil reale e nominale. “Dio stesso – sosteneva il poeta inglese Samuel Johnsons – non giudica nessun uomo prima che sia arrivata la fine dei suoi giorni. Perché dovremmo essere più precipitosi noi ? “

Donald strategy
Michela Mercuri

“La parola chiave  in   questo   momento  è  imprevedibilità” concorda l’editorialista Michela Mercuri, docente di Storia Contemporanea dei Paesi mediterranei all’ Università di Macerata.

Per Arduino Paniccia, dell’Università di Trieste, esperto di strategie internazionali “il cambio nella politica mondiale è in ogni caso enorme”.

Donald strategy
Arduino Paniccia
  • Scenari strategici internazionali,militari e geopolitici prevedibili con Trump?

Paniccia: “Trump basa la sua strategia su tre assi già sufficientemente chiari: il rilancio dei piani infrastrutturali e della reindustrializzazione Usa come valore aggiunto; accordo con Russia per la gestione delle aree di conflitto, dall’est Europa, al Mediterraneo, al Medio Oriente;  un governo diretto delle vicende globali scavalcando o superando  Onu e Unione Europea. Quindi contatto diretto tra i capi della triade che governa il mondo: Usa, Russia, Cina, ma cercando di spaccare l ‘alleanza Russia-Cina. Mentre in Russia, come negli Usa ed Europa, la classe media si è impoverita, la Cina e l’India hanno una classe media di oltre 500 milioni di benestanti. Trump basa la sua stategia sul riequilibrio anche dei redditi, quindi è inesorabilmente teso a limare le unghie ai cinesi, cui  Obama ha lasciato compiere una fase di espansione senza precedenti”

Mercuri:” Per il momento la politica estera di Trump non è molto delineata. La traiettoria che deciderà di intraprendere dipenderà molto anche dalla scelta del Segretario di Stato. Se si avvarrà di un politico proveniente dall’anima tradizionale del Partito repubblicano, come il senatore Bob Corker, ci si incamminerà verso una politica piuttosto di sistema. Se prevarranno scelte di rottura saranno più facili azioni imprevedibili. In ogni caso alcuni elementi sono già nell’aria. Trump non apprezza particolarmente la Nato e invece apprezza Putin. Questo comporterà delle conseguenze.”

  • Prime mosse del nuovo Presidente ?

Paniccia: “Accordo con Putin su Siria e di conseguenza Ucraina, revisione non drastica del trattato panamericano Nafta, ma con nuovi accordi più favorevoli a Usa con Messico e Canada, revisione del welfare dagli immigati ai veterani”

Mercuri: “ Trump, durante la sua campagna elettorale ha più volte ribadito lo slogan dell’America First. Ciò vorrà dire anche riconsiderare l’impegno estero e  le alleanze internazionali tradizionali. Una revisione profonda, potremmo dire, della Pax Americana, soprattutto se i partner non saranno in grado di mantenere i loro impegni in denaro o in impiego di truppe. Questo probabilmente potrebbe comportare un cambio di atteggiamento anche nel Mediterraneo che potrebbe richiedere un alleggerimento della Nato. Detta in altri termini potrebbe spingere affinchè gli europei aumentino il loro impegno, anche finanziario, visto che la Nato oggi è coperta per quasi per l’80% del suo mantenimento da Washington. Anche Obama, in una discussa intervista al The Atlantic, qualche mese fa, aveva definito gli europei degli “scrocconi”. In questo dunque non si differenzierebbe troppo dall’idea dell’ex presidente e da quella di molti americani. L’altro lato della medaglia è che questa vittoria potrebbe rappresentare un incentivo per l’Europa a costruire una maggiore autonomia nel tradizionale asse atlantico. Ma ciò richiederà un’Unione molto più coesa.”

  • Azione di contrasto nei confronti del terrorismo islamico?

Paniccia: “Meno enfasi sulla guerra al terrore che secondo Trump ha esaltato il terrorismo stesso, banche dati con i singoli paesi europei Alleanza, stretta con i russi. Quindi: cambio deciso e durezza insieme ai russi contro Isis, possibile cambio in Siria su Assad

Mercuri:“La questione del terrorismo islamico si lega in maniera più ampia al Dossier mediorientale, uno tra i più importanti e complessi dell’intera agenda estera americana. Ci potrebbe essere un maggiore avvicinamento alla Russia per colpire in maniera cruciale il sedicente califfato. In ogni caso, al di là di quanto detto da più parti, stravolgere totalmente la politica americana, significherebbe toccare rapporti e interessi consolidati in quasi un secolo di guerre e alleanze, soprattutto con Israele e Arabia, Saudita e Trump non potrà non tenerne conto. D’altra parte, anche da un punto di vista interno, se il nuovo Presidente non alleggerirà la retorica contro il mondo musulmano, il rischio è quello di gettare benzina sul fuoco della radicalizzazione, manna dal cielo per i gruppi combattenti che vivono di proseliti e propaganda”.

  • La situazione dell’Italia nel Mediterraneo é destinata a migliorare o a peggiorare? 

Paniccia: “Se ci muoviamo proponendo una alleanza con Trump su tre fronti Egitto Libia,Turchia e Balcani dove possiamo agire di conserta e togliere pesi e oneri agli Usa riducendo le basi e aumentando il nostro coinvolgimento non saremo tagliati fuori rischio che corriamo se continuiamo a seguire la stategia  della Merkel. Trump scavalcherà i tedeschi e tratterà direttamente con Putin, tramite anche la GB con la quale il rapporto sarà super privilegiato. Vista la capacità che abbiamo avuto negli anni di prevenirlo, l’Italia avrà un ruolo di primo piano nella lotta al terrorismo in Africa e Mediterraneo”

Mercuri:” Difficile dirlo con certezza. Il tema si lega in primo luogo, alla possibile linea politica di Trump nei confronti dell’Unione europea, di cui si è parlato, e al maggiore isolazionismo che, vista anche la nostra posizione geografica– ed il tema migratorio strettamente connesso- potrebbe responsabilizzarci maggiormente specie nei confronti del dossier Libia. Qui, ad esempio, l’Italia si è sempre schierata a supporto della linea unitaria dell’Onu a sostegno del premier Serraj, mostrando totale fedeltà all’alleato americano. Un avvicinamento di Trump alla Russia, che di fatto sostiene il Generale Haftar, anche se dialoga anche con il Governo di Unità Nazionale, ed un suo maggiore dialogo con l’Egitto (anche lui alleato di Tobruk)  potrebbe  mettere in difficoltà l’Italia. Starà a noi intessere una politica estera coerente. In ogni caso, una normalizzazione dei rapporti con Mosca, e una possibile eliminazione delle sanzioni, potrebbe comportare importanti benefici per gli interessi economici dell’Italia”.

  • Nuova strategia economica o Reaganeconomics?

Paniccia: ”Trumpeconomics. Il riferimento sono gli anni 60 presovietico, con gli stati forti con decisioni forti e magari non politicamente corrette. Tornare a produrre e a costruire rimettendo in pristino un patrimonio infrastrutturale decaduto. In sintesi il cambio nella politica mondiale è enorme. solo la maggiore presenza e azioni dei singoli statua partire dall italia può evitare il rischio di essere tagliati fuori”

Mercuri:Reagan ha avuto la capacità di dare agli Stati Uniti d’America un periodo di crescita economica. Anche Obama ha fatto delle ottime cose, fra cui la legge sull’estensione della Sanità a vaste fasce della popolazione. Il nuovo presidente ha affermato che la prima azione economica riguarderà il miglioramento delle infrastrutture, il vero asset per sviluppare ulteriormente l’economia americana. Ancora non possiamo dare giudizi di merito, chiaramente, ma non è escluso che Trump, imprenditore con una lunga tradizione familiare, non riesca a dare al suo Paese un analogo periodo economicamente positivo. Meno fiduciosa, invece, sarei su molte altre misure di politica sociale nei confronti, ad esempio, delle minoranze.”

Facebook Comments
Condividi