Draghi: un bilancio da esemplare civil servant

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Draghi un bilancio da esemplare civil servant
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A poche ore dalle definitive dimissioni del Governo, sui media rimbalza l’imponente bilancio da esemplare civil servant dell’attività dei 17 mesi di Governo presieduto da Mario Draghi.

Il sessantasettesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il terzo della XVIII legislatura,  il 13 febbraio del 2021 ottiene il più ampio voto di fiducia del Parlamento mai ottenuto da un Governo perché espresso da una maggioranza definita di unità nazionale della quale fanno parte tutte le forze politiche, tranne Fratelli d’Italia.

Draghi un bilancio da esemplare civil servant
Mario Draghi si reca al Quirinale per rassegnare le dimissioni al Presidente della Repubblica Mattarella

L’esordio fa sperare che l’Italia sia davvero cambiata e che stia diventando un Paese di democrazia compiuta. Fra gli applausi scroscianti delle Camere, il primo discorso del nuovo Presidente del Consiglio è inequivocabile: “L’euro è irreversibile. Questo Governo sarà europeista e atlantista”.

La rotta è  altrettanto decisa: vaccini per tutti, far ripartire l’economia, rassicurare l’Europa ed i mercati per ottenere i 191 miliardi del Recovery Fund. E, soprattutto, fa capire Draghi, parlare solo quando bisogna comunicare qualcosa. L’impatto dell’azione di contrasto della pandemia evidenzia subito  la capacità organizzativa e manageriale del Premier, anche per la felice idea di affidare la gestione della campagna di vaccinazione ad uno dei massimi esperti di logistica, il Generale Francesco Paolo Figliuolo.

Quanto al secondo obiettivo, quello della messa in sicurezza dei conti pubblici e del varo del Pnrr, le capacità di Draghi sono state ancora maggiori, sia dal punto di vista dei contenuti, addirittura spesso in anticipo e più efficaci rispetto a Bruxelles, quanto per il ruolo di baricentro internazionale che il Premier ha saputo conferire all’Italia nei confronti dell’Europa e della Nato, nonché del rapporto con Washington.

Rinascita della Nato e potenziamento difensivo di Kiev
Biden, Sholz, Draghi e Macron al vertice Nato di Madrid

Frangente questo evidenziato agli occhi del mondo nel corso del G20 svoltosi a Roma nell’ottobre del 2021 sotto l’autorevole presidenza di Draghi, esplicitamente apprezzata dal Presidente Usa Joe Biden al Premier inglese, dal Presidente francese Macron, al Cancelliere tedesco Sholz.

Draghi un bilancio da esemplare civil servant
30 ottobre 2021: Biden e Draghi al G20 di Roma

La ripresa economica, le nomine, l’improvviso sopravvenire della feroce invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Putin, lo sprint dell’economia incrinato dalla crisi energetica provocata dalla guerra: sono numerosi i dossier che l’esecutivo guidato dall’ex presidente della Bce ha affrontato.

Il primo è quello del cosiddetto decreto legge sostegni, del 19 marzo 2021. Di lì in poi si moltiplicheranno: prima per il Covid, poi per l’Ucraina e infine per il caro energia. Le accise sui carburanti sono scese di 25 centesimi al litro, ma per effetto della speculazione la benzina ha comunque raggiunto e spesso superato i due euro al litro.

Proprio il conflitto in Ucraina, scoppiato a febbraio 2022, è stato uno dei problemi più difficili da affrontare per l’esecutivo. Draghi si è mostrato da subito come uno dei più duri avversari della Russia e schiera l’Italia a fianco della Nato e di Kiev, da cui arrivano 160 mila profughi. Il principale problema correlato alla guerra in Ucraina è la dipendenza energetica da Mosca, che Draghi riesce a portare da più del 40% del 2021 a meno del 25%, e alla previsione del completo azzeramento grazie ad accordi sul gas con Algeria, Azerbaigian, Mozambico, Qatar ed Israele.

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Macron Draghi Scholz a Kiev

Sono numerose le nomine istituzionali di primo piano fatte in questi mesi, da quella del Prefetto Franco Gabrielli a Sottosegretario per la sicurezza nazionale, all’Ambasciatrice Elisabetta Belloni al Dis, dal Prefetto Lamberto Giannini al vertice della  Polizia di Stato ed al Generale Teo Luzi a Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, fino a Franco Frattini al Consiglio di Stato ed il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, a Commissario per il Giubileo 2025.

Invece le prime stime economiche del governo partono con il freno a mano tirato, come certificano i dati del Def del 2021, certificati dal ministro dell’Economia Daniele Franco, che prevedono una crescita del Pil sensibilmente inferiore a quella poi avvenuta, assestatasi secondo l’Istat al 6,5%. Dati positivi che sembrano potersi mantenere anche nel 2022, nonostante la guerra in Ucraina, come testimonia anche la discesa del rapporto debito/Pil al 147,0% e il numero di occupati, tornato ai livelli pre-pandemia. Rilevante il bilancio delle riforme: da quella della Giustizia al nuovo sistema elettorale del Csm,  al Catasto.Draghi: un bilancio da esemplare civil servant

A ottobre 2021 il Consiglio dei ministri approva il decreto legge per tentare di limitare le morti sul lavoro e diventano operativi  i primi ristori contro il caro bollette, ancora in corso, si cambiano le aliquote Irpef con la legge di bilancio 2022, viene ridotto il cuneo fiscale, viene tagliato l’Irap e prorogato il superbonus edilizio. Scompare l’Inpgi, che viene assorbito dall’Inps e viene istituito anche l’assegno unico per i figli minori. A livello politico intanto non passa il referendum sulla giustizia del giugno scorso,  ma viene introdotta la possibilità di raccogliere le firme elettroniche per i referendum: un dettaglio che permetterà in futuro di raggiungere facilmente le 500 mila firme.

Giovedì 14 luglio si è tenuto infine il voto di fiducia sul Decreto Aiuti al Senato al quale non hanno partecipato i 5 stelle. Decisione che ha innescato l’effetto domino della crisi di sistema che ha determinato le dimissioni di Mario Draghi. Un atto di coerenza salutato tanto al Senato che alla Camera dagli applausi dei parlamentari.

Fiducia e applausi per l’esordio, voto di fiducia e applausi per l’uscita di scena. Un dato inedito per i Presidenti del Consiglio e che connota il grande apporto di dignità, da autentico civil servant, offerto al Paese da Mario Draghi.Draghi: un bilancio da esemplare civil servant

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