Europa e Referendum: il contropiede di Renzi

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Pubblichiamo l’intervista a Peppino Caldarola apparsa il 23 agosto sul Giornale di Sicilia

Europa e Referendum: Renzi lancia il cuore oltre l’ostacolo

                    di Gianfranco D’Anna contropiede RenziTenuta sotto pressione anche a Ferragosto dal terrorismo islamico, dalla tragedia quotidiana dei profughi e dal terreno minato dell’economia, la politica italiana si appresta ad entrare in ordine sparso nel labirinto autunnale del referendum costituzionale. Con la doppia mossa del successo del vertice di Ventotene e la secca dichiarazione “politiche nel 2018 comunque vada il referendum” Matteo Renzi tenta il contropiede. “Ventotene è l’appuntamento fino ad ora più importante del dopo Brexit. E sul piano interno il Premier ha ancora molte frecce nel suo arco” concorda l’editorialista Peppino Caldarola.

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Peppino Caldarola
  • Quali le chance di Matteo Renzi ? “La principale è che la Riforma propone la fine del bicameralismo e riduce fortemente e a costo zero  il numero dei senatori. Questo è un argomento molto popolare. Tuttavia la parte militante del no sarà soprattutto la sinistra interna guidata da D’Alema. Tutti pensano che il referendum è un affare interno al Pd. E questo è un guaio”
  •  E le strategie dei vari leader: Grillo, Berlusconi e Parisi, Salvini, Alfano, Meloni ?   “Grillo non vuole la riforma, ma ha altro da pensare, soprattutto tutelare le nuove giunte. E’ uno di quelli che può pensare che il referendum sia affare interno del Pd  che, comunque vada, il Pd perderà. Berlusconi ha detto no, con qualche defezione al suo interno, ma affida tutta la responsabilità del voto a Stefano Parisi che è per un no molto ragionato, al punto da proporre, in caso di successo, la creazione di una nuova Costituente. Forza Italia di Parisi, in effetti, è l’unico partito a dire che cosa accadrà se vincerà il No.  Sia Salvini sia Meloni potrebbero pensare  che gli sta bene sia un si che spacca definitivamente il Pd, sia un no che manda a casa Renzi. Alfano segue il premier perché la prevalenza dei no, qualunque cosa dica Renzi, metterebbe in crisi il governo.”
  • Dopo aver tentato di tirarlo per la giacchetta da destra e da sinistra, truppe editoriali comprese, si attacca ora il Presidente della Repubblica. Cosa c’é dietro? Il ruolo del Capo dello Stato non é quello di essere imparziale, rispettare e far rispettare la Costituzione?  “Mattarella è persona troppo seria per questa classe politica. Non se lo meritano. Gli attacchi a lui cresceranno a mano a mano che si scoprirà la sua effettiva terzietà. Il Capo dello Stato è uomo sobrio e di poche parole, ma sa bene come stanno le cose e interverrà anche con energia se qualcosa potrà provocare un default dell’Italia. Garantirà il governo, ma non ne sarà strumento. Farà in modo che le opposizioni possano svolgere il proprio ruolo, ma non sarà all’opposizione. Un osso duro, e molti cominciano ad insospettirsi.”
  • Oltre al ruolo dell’Europa, a Ventotene il Premier  rilancia se stesso e salva gli asfittici conti dell’Italia? “Per Renzi è decisivo presentarsi come il capofila del rilancio dell’Europa dello sviluppo e non dell’austerità e gli serve proprio ora che i conti sono negativi con il crollo della produzione industriale e l’aumento del debito.”
  • Il vertice con la Merkel e Hollande sancisce definitivamente la partecipazione al direttorio europeo del nostro paese o serve solo a risolvere i problemi di Germania e Francia?  “A Ventotene Renzi ha guadagnato un nuovo ruolo per l’Italia. Francia e Germania sono due cavalli azzoppati. La Francia perchè il suo presidente Hollande molto probabilmente non sarà riconfermato. La  Germania perché la Merkel, che resta il miglior prodotto della classe politica europea, deve fare i conti con la destra esterna al suo partito e  quella interna. Loro hanno bisogno che ci sia l’Italia nel gruppo di testa. Per l’Italia è un’occasione storica.”
  • Dalle presidenziali americane di novembre, alle elezioni in Germania e alle presidenziali francesi del 2017, come si prospettano per l’italia e Renzi i nuovi scenari internazionali?  “Per il nostro Paese le svolte saranno in ogni caso positive. Ma con tutto il rispetto per Francia e Germania, le elezioni decisive saranno quelle autunnali negli Stati uniti. Non siamo di fronte alla normale alternanza fra Repubblicani e Democratici, ma dinnanzi alla storica possibilità della guida esperta di Hillary Clinton, la prima donna Presidente degli Usa.  Una Clinton che solo apparentemente evidenzia meno appeal rispetto al funambolico Donald Trump, il quale rischierebbe di squassare l’intero equilibrio mondiale portando gli Usa ad alleanze pericolosissime. Trump è un uomo senza principi. Molti scrivono che è il Berlusconi americano. Lo è per la facilità nell’uso dei media, ma è un totale irresponsabile. La Francia andrà a destra, perché la sinistra non ha le condizioni per vincere. Si tratta di vedere se diverrà lepenista e in questo caso darà forza a tutte le forze peggiori europee oppure a un leader tipo Chirac, nel senso che gli assomigli: o Juppè o il sempre verde Sarkozy. La Germania vedrà una vittoria della Merkel che però sarà molto insidiata nel suo partito. La socialdemocrazia, a meno di sorprese imprevedibili, non sembra in grado di battere i democristiani tedeschi.”

 

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