Gerardo Bianco e l’orgoglio di morire democristiano

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Gerardo Bianco e l’orgoglio di morire democristiano
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Se n’è andato in sordina Gerardo Bianco, con la discrezione che ha contraddistinto la sua lunga e prestigiosa carriera politica, ma anche con l’orgoglio del protagonista di una Dc parte integrante della storia dell’Italia.

Un’uscita di scena repentina che ha sorpreso soltanto quanti lo avevano dimenticato da anni e che ora si affannano a rilanciare cordoglio ed elogi alle agenzie di stampa e ai Tg.

Gerardo Bianco e l’orgoglio di morire democristiano
Gerardo Bianco

Cattolico di matrice sturziana, interprete dello spirito riformista di De Gasperi, Ministro della Pubblica Istruzione, esponente di primo piano della Dc e dei Popolari, Bianco ha profuso in politica intelligenza, cultura, passione e moderazione.

Gerardo Bianco e l’orgoglio di morire democristiano
Gerardo Bianco e Mattarella

Unanime la riconoscenza dei leader che lo affiancarono al Governo negli anni ‘90 e nei lavori parlamentari: dal Capo dello Stato Sergio Mattarella che, rattristato, lo definisce ” leale servitore delle istituzioni, politico appassionato, ricco di cultura e umanità” al Presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ne ricorda il valore di “profondo studioso della cultura classica e insigne meridionalista, l’apprezzato impegno nel Parlamento e al servizio delle Istituzioni ” all’ex Premier Massimo D’Alema, che sottolinea “il contributo intelligente che ha dato alla costruzione di un nuovo centrosinistra in Italia. Un uomo che ha rappresentato la migliore tradizione del cattolicesimo democratico e del popolarismo e che ha difeso con passione gli ideali della democrazia” a Romano Prodi, che ricorda commosso come Bianco sia stato “ protagonista di primo piano della vita della Democrazia Cristiana e della storia politica del nostro Paese a cui ha contribuito con grande capacità di visione, passione e profondissima cultura” a Rosi Bindi che rievoca come “ in un passaggio molto difficile della storia repubblicana ha tenuto la barra dritta e impedito il tentativo di spostare a destra il nuovo Partito Popolare “.

Il grande Jerry White, come veniva affettuosamente definito negli ambienti politici ha partecipato in prima fila, assieme a vari altri protagonisti campani, come Fiorentino Sullo, Ciriaco De Mita, Clemente Mastella, Gava padre e figlio, Cirino Pomicino e Nicola Mancino ad una ormai mitologica stagione politica che abbraccia il consolidamento dell’egemonia Dc e il suo tramonto, la nascita del partito popolare, la metamorfosi della Magherita e la fondazione del Pd. Una storia in Bianco e nero della Dc, in cui il Bianco è in gran parte proprio Jerry White. Gerardo Bianco e l’orgoglio di morire democristiano

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