Governo alle prese con l’effetto Torre di Pisa

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Governo alle prese con l’effetto Torre di Pisa
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Governo alle prese con l’effetto Torre di PisaCome la Torre di Pisa, a meno di svolte improvvise, il Governo giallo verde “pende pende, ma sempre sta su e mai vien giù”.

Dopo le tragicomiche finali dell’ultimo Consiglio dei Ministri, come se niente fosse il Vice premier Luigi Di Maio e i ministri 5 Stelle Giulia Grillo, Barbara Lezzi, Alberto Bonisoli e Sergio Costa si sono  presentati a Taranto per fare il punto sulla situazione dell’Ilva.

E la battaglia della notte scorsa a Palazzo Chigi senza apparenti vincitori ne vinti ? E il duello mediatico politico con gli effetti speciali dei fratelli coltelli fra di Maio e Matteo Salvini ?Governo alle prese con l’effetto Torre di Pisa

Di Maio glissa e con gli occhi al cielo prorompe in un “ Io sono qui non solo per presiedere il tavolo istituzionale per Taranto, ma anche per dire che ieri, in Consiglio dei Ministri, abbiamo abolito l’immunità penale che permetteva ai vertici di Ilva di poter godere di alcune esimenti legate a reati ambientali e ad alcuni reati odiosi che hanno fatto tanto male ai tarantini”.

Magia della politica che fa scomparire i problemi, evocando i nodi del  passato! Nodi del passato per altro mai risolti e anzi aggravatisi, nonostante le solenne promesse dei grillini di chiudere l’Iva di Taranto per scongiurare altre morti e l’ulteriore inquinamento. Che non solo si sono puntualmente verificati, ma sono ancora in atto.

Così in un clima surreale mentre il Paese si chiede se la crisi di Governo è già in corso, sta per essere aperta o cos’altro ancora,  Di Maio e il plotone ministeriale dei 5 Stelle discettano alla Prefettura di Taranto circondata da reparti di Polizia in assetto antisommossa e assediata dai cittadini e dagli ex elettori grillini, più arrabbiati che delusi per il plateale voltafaccia.Governo alle prese con l’effetto Torre di Pisa

Scene che evocano le cupe atmosfere del Settimo Sigillo di Ingmar Bergman, per una partita a scacchi fra l’eclissi del Paese e la tenuta delle istituzioni.

Scenari che precedono un impietoso the end finale e un sipario a precipizio.

Dal Pd a Forza Italia, da Fratelli d’Italia ai partiti della sinistra, tutte le forze politiche sono in preallarme per l’eventuale, inedita, crisi di governo in piena campagna elettorale per le europee. Con consultazioni trasformate in comizi, lievitazioni di toni e proclami funzionali ai Tg e ai social, destinate a protrarsi fino al giorno dopo il voto.Governo alle prese con l’effetto Torre di Pisa

Le percentuali dei risultati elettorali marcheranno le nuove distanze fra i partiti: con Lega e 5 Stelle che a parti invertite, cioè con i leghisti oltre il 30% e i grillini al di sotto del 22, se non del 20%, costretti a un rimpasto di governo oppure ad optare per le elezioni anticipate.

Eventualità che, nonostante i possibili colpi di coda dei 5 stelle, gli opinionisti sono propensi ad escludere, ma che offre comunque un grande vantaggio di posizione alla Lega e al centro destra che potrebbero scegliere di “spremere” fino in fondo l’alleato avversario 5 stelle  addebitandogli anche le responsabilità di una legge di bilancio lacrime e sangue, per poi puntare allo scioglimento delle Camere a fine 2019 e alle elezioni anticipate della primavera 2020.

Strategie che nessuno si preoccupa di calcolare quanti e quali costi comporteranno per il PaeseGoverno alle prese con l’effetto Torre di Pisa

 

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