Il deserto politico del Governo che non c’e

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Doppia razione di consultazioni alla ricerca del GovernoIl deserto politico del Governo che non c'e
Alcuni giorni di tregua e di trattative per trovare il bandolo dell’aggrovigliata matassa di una maggioranza di governo che ancora non c’é e non si intravede. Dopo due giorni di consultazioni è lo stesso Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ad annunciare, paziente e con un filo di speranza, che è necessaria una seconda fase di consultazioni. Ma al Quirinale, a Montecitorio e al Senato il commento dei giornalisti e degli opinionisti è unanime: un labirinto, una Babele. I più ottimisti sostengono tuttavia che, anche se ancora avvolte dalle nebbie, gli scenari in progress lasciano intravedere tre ipotesi:
  •  Pink power a Palazzo Chigi

 L’editoriale di Pasqua del Direttore della Stampa sulla svolta e la sfida di una donna alla Presidenza del Consiglio ha innescato una riflessione che salda opportunità e necessità.

Il deserto politico del Governo che non c'e Maurizio Molinari

Maurizio Molinari

L’effetto Molinari, come è stato definito, potrebbe contribuire al superamento dell’impasse fra gli schieramenti e favorire  la convergenza su una figura di garanzia di alto profilo istituzionale. Una inedita Premier alla guida di un governo di larghe intese per realizzare un programma urgente e essenziale: messa in sicurezza dei conti pubblici, nuova legge elettorale, interventi per l’occupazione giovanile, lavoro, sicurezza, giustizia. Il nome sul quale convergono più consensi è quello di Paola Severino, già  Ministro della Giustizia col governo Monti e attuale Rettore della Luiss.

l deserto politico del Governo che non c'e Paola Severino

Paola Severino

Un nome da sempre al di sopra delle parti che viene di fatto delineato dai punti programmatici esposti al Capo dello Stato da Forza Italia, Lega, Pd e con qualche distinguo dai Cinque Stelle. 

  • Governo tecnico 
con un breve orizzonte, presieduto da un economista oppure da uno dei Presidenti emeriti della Consulta o della Corte dei Conti per l’approvazione della finanziaria e il varo di una nuova legge elettorale. Eventualità scartata da Di Maio ma che, in caso di necessità, resta praticabile. 
  • Esecutivo d’ordinaria amministrazione
 cioè l’attuale Governo Gentiloni che verrebbe rimandato alle Camere per ottenere una fiducia tecnica, o meglio una non sfiducia, e che d’intesa col Parlamento potrebbe procedere all’approvazione del Def, il documento di politica economica e eventualmente di una nuova legge elettorale.l deserto politico del Governo che non c'e
 Tre ipotesi che allo stato delle cose, soprattutto le ultime due, portano dritte allo scioglimento delle Camere e a nuove elezioni politiche.  
Un epilogo evidente nel botta e risposta fra Salvini e Di Maio all’uscita dai colloqui col Presidente della Repubblica. Salvini ha ribaltato la comprensibile contro-chiusura di Berlusconi nei confronti dei 5 Stelle e nel progetto di maggioranza a trazione leghista ha incluso anche i grillini, purché – ha aggiunto – la smettano di evidenziare più veti che voti.                                                             
Mentre Di Maio ha ribadito che avvierà trattative alla ricerca di un programma condiviso con Lega e Pd.
Un dialogo fra finti sordi che tendono a trasformare in fatti quelli che sono ancora esclusivamente visioni, propositi e intenzioni personali. l deserto politico del Governo che non c'e
Sullo sfondo resta l’impressione che l’obiettivo comune di Salvini e Di Maio, il cui prodest, possa essere quello di logorare l’avversario e andare a nuove elezioni. Una ennesima mobilitazione elettorale che farebbe deflagrare divisioni e contraddizioni all’interno del Pd e di Forza Italia, alle prese con un ravvicinato difficilissimo parto di liste e candidature. Nuove elezioni che soprattutto potrebbero sancire definitivamente un bipolarismo pop, nel senso di populista, non popolarel deserto politico del Governo che non c'e
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