La profezia della fine della mafia

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profezia-della-fine-della-mafiaMillenni diversi, due modi di essere: un unico metodo.La profezia della fine di cosa nostra.

Buddha e il Papa  applicano contro la violenza e mafia l’ identico concetto. Quello della perseveranza.

“Se poniamo a confronto il fiume e la roccia, il fiume vince sempre non grazie alla sua forza ma alla sua perseveranza” diceva già nel VI secolo  a. C. Siddharta, il vero nome di Buddha.

E come un fiume in piena Papa Francesco ripete da giugno 2014 ai mafiosi che sono scomunicati e insiste perché si convertano, si pentano.  Scomunica e accorato appello alla conversione che il Pontefice ha gridato in faccia alla camorra e a cosa nostra a domicilio,  nelle piazze e per le strade di Napoli, Scampia e Pompei.profezia-della-fine-della-mafia

 

Soltanto perseveranza o anche premonizione di una svolta nella lotta contro la mafia, quella di Papa Berboglio?

Nessun riscontro, solo intuizioni e la constatazione che da mesi all’interno delle cosche di cosa nostra, della camorra e della ‘ndrangheta si avvertono crescenti scricchiolii e cedimenti.

A Napoli la morte di Carmine Schiavone sta rilanciando la stagione di un pentitismo che ha toccato i vertici della Camorra: da Antonio Jovine a Salvatore Lo Russo.

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Carmine Schiavone

E in Sicilia l’ultimo (o il penultimo?) collaboratore eccellente, Vito Galatolo, capeggiava una famiglia mafiosa appartenente al Gotha di cosa nostra.

Parallelamente alla  perseveranza del Papa, sottotraccia, è in pieno svolgimento l’azione delle Procure distrettuali antimafia: Napoli, Reggio Calabria e Catanzaro e, soprattutto, Palermo, Caltanissetta e Catania.

Dalla storia recente della lotta contro la mafia emerge  il determinante impulso che mogli, compagne e figli hanno impresso alla decisione di numerosi padrini di pentirsi e collaborare con la giustizia: da Buscetta a Marino Mannoia, da Leonardo MessinaCalogero  Canci, Giuseppe FerranteGiuseppe Marchese fino allo stesso Giovanni Brusca, il killer di Giovanni Falcone.profezia-della-fine-della-mafia-donne-di-mafia

In proposito decisiva potrebbe risultare l’incidenza di Rosalia Galdi, detta Bibiana, consorte di Giuseppe Graviano  e di Francesca Buttitta, moglie di Filippo Graviano, l’altro capo dei capi  della cosca di Brancaccio.

Due donne, due svolte fino adesso  mancate.

Nessuno ci spera, ma anche nessuno dispera…. Bibiana e Francesca rappresentano infatti  i principali esempi di consorti di big di cosa nostra che mantengono  il tradizionale e rigido assetto di vedove bianche, dedite ai figli e all’assistenza dei mariti condannati all’ergastolo o a lunghe pene detentive.

Ancora cinquantenni  i fratelli  Giuseppe e Filippo Graviano sono diventati padri durante la detenzione e, se decidessero di  pentirsi,  potrebbero rifarsi una vita con i figli che non hanno mai potuto coccolare, visto giocare e studiare.

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Filippo e Giuseppe Graviano

Diverse le ipotetiche motivazioni  di Marcello Dell’Utri.

L’ex  quarantennale alter ego di Silvio Berlusconi per il momento legge libri e tace, ma ha fatto più volte capire che non intende marcire in carcere.

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Marcello Dell’Utri

Singolari destini incrociati: donne e mariti dalle  carriere criminali parallele e talvolta intrecciate, che si ritrovano davanti allo stesso bivio: pentirsi o imputridire dietro le sbarre. Le loro rivelazioni aprirebbero squarci di verità sui misteri di Palermo e d’Italia.

Difficile stabilire chi conosce più segreti e misfatti. L’unica certezza è che si tratta comunque  della sconvolgente realtà  di un orribile sistema criminale del quale sono stati diversamente coprotagonisti.

Se i Graviano aprissero la diga  delle rivelazioni, dalle stragi Falcone e Borsellino agli omicidi eccellenti  (a cominciare dall’uccisione del Presidente della Regione Piersanti  Mattarella, dei segretari del Pci siciliano e della Dc di Palermo, Pio La Torre e Michele Reina, dei magistrati Terranova, Chinnici, Costa, degli investigatori Russo, Boris Giuliano, D’Aleo, Dalla Chiesa, Ninni Cassarà, di Padre Pino Puglisi,  ecc.) si spalancherebbe una gigantesca faglia sismica  politico – finanziaria, e non solo.profezia-della-fine-della-mafia-donne-di-mafia

 

Ancor di più eclatanti  è presumibile siano i retroscena ipoteticamente gestiti da Dell’Utri: dai miliardi dei padrini Bontade e Inzerillo  all’ascesa del Cavaliere, dall’epopea del biscione al boom elettorale di Forza Italia, fino ai giorni di Palazzo Chigi e al “gioco grande” di gasdotti e oleodotti.

Allucinazioni?  Vane speranze ? Ipotesi irrealizzabili? Coscienti o inconsapevoli le donne “grimaldello” sono all’opera. Basta che accennino all’amore per i figli e al loro futuro. Gocce che scavano le rocce.profezia-della-fine-della-mafia-donne-di-mafia

L’analisi intuitiva parte da una considerazione di base: dopo secoli di obbedienza totale, perinde ac cadaver (con l’insensibilitàdi un cadavere),  il ruolo delle donne di mafia si è  talmente emancipato da imporsi ai vertici delle cosche.

E come sostiene la sociologa Sally Berger il segreto per andare avanti è iniziare !

 

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