Lanterna in faccia e pesto alla genovese per Grillo

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Lanterna in faccia e pesto alla genovese per Grillo

Lanterna in faccia e pesto alla genovese per Grillo
Marika Cassimatis e Belle Grillo

Per il Tribunale civile di Genova Beppe Grillo non vale neanche uno, vale zero! Con una ordinanza che sta provocando effetti politici a catena,  il  giudice Roberto Braccialini del Tribunale civile genovese ha infatti sospeso l’esclusione della lista della professoressa  Marika Cassimatis, la candidata del Movimento 5 Stelle vincitrice delle Comunarie per la candidatura a sindaco del capoluogo ligure e poi esclusa da Grillo.

Non solo, nell’ordinanza il giudice dispone anche anche il ripescaggio della lista di Luca Pirondini “Alle votazioni su tematiche locali –  scrive infatti testualmente il magistrato –  possono partecipare solo gli iscritti residenti in quell’ambito territoriale. Le votazioni nazionali possono solo confermare o meno votazioni già prese. E quelle indette il 17 marzo erano una cosa diversa da quelle annullate”,cioé le Comunarie del 14 marzo, vinte da Cassimatis”.Lanterna in faccia e pesto alla genovese per Grillo

Insomma una lanternata in faccia e un gran pesto….e per di più in casa. Per il fondatore e per l’intero Movimento 5 Stelle,  la mancanza di candidati rischia di far perdere ancor prima di aver votato tutte le chance di conquistare palazzo Doria Tursi, sede del comune di Genova.Lanterna in faccia e pesto alla genovese per Grillo

Immediata la stoccata della candidata scomunicata da Grillo: “Il  fidatevi di mé non è fonte di diritto” Formalmente Marika Cassimatis rientra a pieno titolo in corsa per le comunali genovesi, ma Grillo potrebbe impedirle di usare il simbolo M5s, perché la titolarità è di un movimento diverso dal Movimento che ha espulso la professoressa. Il simbolo è di una associazione registrata da Grillo nel 2012, dal commercialista Andrea Nadasi e dal nipote di Grillo, l’avvocato Enrico Grillo. Beppe Grillo però guida entrambe le associazioni

Sembra di sentire Pier Paolo Pasolini quando ripeteva che: ” il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia”

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