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L’auto all’idrogeno libera il mondo dal petrolio

auto all'idrogeno libera il mondo dal petrolio

Dai prototipi sperimentali alla vendita di vetture di serie: l’auto all’idrogeno è una realtà con potenzialità rivoluzionarie. Petrolio, inquinamento, rumore addio?

La risposta non è ancora un si pieno e definitivo, ma quasi. Secondo la comunità scientifica e gli ingegneri che si occupano di energie alternative il Pianeta è appena entrato operativamente nell’era dell’idrogeno, ma accorrerà ancora un decennio prima del completo passaggio dai motori alimentati da carburanti a quelli ad idrogeno.

Fantascienza ? Tutt’altro: a New York e in Giappone il futuro è già letteralmente su strada sotto forma di una coupé 4 posti di 4,89 metri di lunghezza, tanto silenziosa quanto assolutamente non inquinante, che si muove agevolmente fra gli stop and go del traffico.

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Autonomia di 700 chilometri, ricaricabile in 3 minuti, potenza 155 cavalli, accelerazione da 0 a 100 in 9 secondi, velocità  che sfiora i 180 chilometri all’ora, il modello dell’ auto ad idrogeno già messo in vendita dalla Toyota a circa 80 mila dollari si chiama Mirai, che in giapponese significa futuro. Nome che rispecchia emblematicamente il proprio destino.

La propulsione avviene grazie all’acqua che attraverso l’ellettrolisi si trasforma in idrogeno, che a sua volta si trasforma in energia che muove un motore elettrico.

Ma a differenza delle auto che hanno la riserva energetica immagazzinata nelle batterie, le auto ad idrogeno utilizzano serbatoi pieni di H, il simbolo atomico dell’idrogeno, per generare continuamente l’energia elettrica necessaria a far girare il motore.

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Questi serbatoi permettono all’elemento di reagire con dei catalizzatori speciali, costituiti da preziose placche di platino, l’elevato valore delle quali condiziona l’attuale prezzo dell’auto. Un costo che si ammortizza in circa 18 mesi e che è comunque destinato a diminuire sensibilmente nell’arco di 5 anni.

Il pregio più grande di questo tipo di alimentazione è l’azzeramento di emissioni di CO2, perché la risultante di questa reazione chimica si traduce in acqua e calore, entrambi non dannosi per l’ambiente.

Nonostante il prezzo, il mercato americano ha già assorbito un centinaio di Mirai. Complessivamente, grazie all’apporto dei modelli alimentati a idrogeno, si calcola che soltanto negli Stati Uniti il mercato delle auto elettriche dovrebbe crescere fino a 10 milioni di auto all’anno entro il 2020, con vendite per 500 mila veicoli  soltanto nel 2015. E’ quanto ipotizzano i consulenti di Frost & Sullivan, la più accreditata agenzia di analisi sullo sviluppo dei prodotti e del mercato globale, che prevedono un deciso aumento del numero di auto a zero emissioni. L’auto elettrica si conferma dunque un’evoluzione che attira sempre più gli automobilisti  “convertiti” al green e al concreto risparmio.

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Oltre agli Usa, l’analisi di Frost & Sullivan  prevede un’espansione al top anche sui mercati dell’Europa e della Cina al top rispetto agli altri mercati. Dopo varie  incertezze l’industria automobilistica é infatti tornata a credere al motore all’idrogeno. Tanto che oltre la Toyota  in pista ci sono  anche Bmw, Daimler, Hyundai, Honda e il gruppo Volkswagen.

E fra la fine del 2015 e la primavera successiva le vendite della Mirai approderanno direttamente in Europa. O meglio, in Danimarca, Germania e Inghilterra, dove complessivamente sono già programmate 80 stazioni di rifornimento.

La nuova frontiera dell’idrogeno è destinata a ridurre progressivamente l’estrazione di greggio e, soprattutto nei paesi più industrializzati, a relegare ai margini delle attività produttive l’utilizzazione degli inquinanti motori degli impianti alimentati da petrolio e carbone.

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Fino a quando l’enorme differenza a favore dell’idrogeno fra costi e ricavi, e i risparmi esponenziali riguardanti le spese sanitarie, gli interventi di disinquinamento, la manutenzione degli impianti, l’estrazione, la raffinazione e il trasporto del greggio non decreteranno la definitiva fine dell’ era del petrolio, che per quasi 200 anni ha avvelenato il Mondo, provocato conflitti e ridotto in schiavitù interi paesi.

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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