L’eutanasia politica della Giunta Raggi

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                      L’eutanasia politica di Virginia Raggieutanasia raggiIl potere divora anche prima di raggiungerlo. Altro che logorare chi non ce l’ha. Quella che viene considerata da tutti come l’avvio dell’eutanasia politica della giunta Raggi, dimostra una volta di più quanto la lotta per il potere sia diventata sempre più spietata, tanto da modificare in peggio il celebre aforisma di Talleyrand, il principe dei camaleonti, rilanciato da Andreotti.

La catastrofe politica-amministrativa di Virginia Raggi nasce e si sviluppa tuttavia esclusivamente all’interno del movimento Cinque Stelle. Una faida senza esclusione di colpi fra leader in pectore e aspiranti leader grillini sulla pelle di una Capitale già disastrata dall’esperienza del sindaco Ignazio Marino.eutanasia raggiIl guazzabuglio dell’assessore De Dominicis,  dimesso prima di insediarsi. L’inchiesata giudiziaria per abuso d’ufficio e reati ambientali che vede indagata l’Assessore Paola Muraro e le dimissioni a catena del Capo di Gabinetto Raineri, il terzo Capo di Gabinetto in due mesi, dell’Assessore al Bilancio Minenna, dell’Amministratore unico di Ama, Solidoro, dell’Amministratre unico e del Direttore Generale di Atac, Rettiglieri e Brandolese, rappresentano un colpo mortale alla credibilità e alle garanzie di capacità governativa del M5S. L’effetto Raggi mette in crisi l’intero progetto di Beppe Grillo. Prima ancora di vincere le elezioni politiche il movimento dimostra, e proprio a Roma, di essere nel migliore dei casi un’armata Brancaleone di apprendisti stregoni che farebbe sprofondare l’Italia ben oltre la Grecia.

A meno che la situazione non precipiti ulteriormente, fino alle dimissioni di Virginia Raggi, l’interrogativo che riguarda anche il futuro di Roma è chi e come prevarrà nello scontro politico fra fazioni grilline. Uno scontro che espone la Capitale alla paralisi e  al rischio del default finanziario e ambientale. Ecco il quadro delle forze in campo:eutanasia raggiLuigi Di Maio di lotta e di governo. In marcia su Palazzo Chigi al passo di indici di gradimento che marcano sempre più il vantaggio su Grillo e nei confronti dello stesso Renzi, il Vice Presidente della Camera controlla lo snodo essenziale degli enti locali. L’abilità dialettica con la quale monopolizza il dibattito mediatico e sui social lo pone, consapevolmente o meno, in rotta di collisione col fondatore del movimento-partito, ma non col figlio ed erede di GianRoberto Casaleggio, Davide. eutanasia raggiAlessandro Di Battista vanta su Facebook un milione 144mila like, equivalenti in voti a due tre deputati. Conta sull’appoggio del Presidente della Commissione di Vilanza Rai, Roberto Fico. Aspira al ministero dei beni culturali, ma potrebbe rappresentare l’alternativa alla premiership di Luigi Di Mao.

Roberta Lombardi famosa per il piglio d’esordio come capo gruppo a Montecitorio  ha un vasto seguito elettorale nella Capitale, tanto che il suo candidato Marcello De Vito è stato il più votato delle amministrative romane. Forte di un crescente peso specifico ha chiesto e ottenuto l’intervento di Grillo e imposto alla Raggi scelte e rinunce. In un ipotetico governo grillino le verrebbe assegnato il ministero delle Regioni.

Paola Taverna definita una gladiatrice, famosa per tweet e post veraci, la Senatrice ha letteralmente fatto vedere le stelle alla neoeletta Sindaco. Si muove con cautela e punta al ministero delle Pari Opportunità.

Carla Ruocco portavoce alla Camera del gruppo parlamentare, precisa e intransigente (prima dell’elezione lavorava all’Agenzia delle Entrate) aggrega iscritti ed elettori poco inclini ai compromessi e ai sotterfugi della politica. Da componente del Direttorio ha spesso contestato scelte e indecisioni riguardanti l’appena formata giunta Capitolina. Considerata vicina a Luigi Di Maio potrebbe ottenere un ministero o un ruolo da Vice Ministro all’Economia.

 

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