Malaria e malattie esotiche d’importazione

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 Malattie in valigiaMalaria e malattie esotiche d'importazione

Epidemie e malattie esotiche a domicilio. Aerei, viaggi e spostamenti rapidi di decine di migliaia di persone al giorno determinano la rapida diffusione delle malattie infettive attraverso l’importazione di casi da zone endemiche. Con una buona complicità dei cambiamenti climatici e delle alterazione dell’eco-sistema.

Tutti si preoccupano dei migranti e dei barconi, ma nessuno pensa alle valigie dei turisti che rientrano da tropici e Paesi lontani, agli aeroporti, ai container e alle masse che viaggiano e si muovono legalmente, macchina fotografica e bimbi al seguito. E così  la temibile malaria può arrivare a bussare alla porta di casa.

Come?  “Con la migrazione della zanzara infetta, come nel caso della piccola Sofia, morta all’ospedale di Trento, nel novembre 2017 – spiega il capo reparto Malattie infettive del Policlinico Militare Celio di Roma, Colonnello Piero Salvatori, intervistato dalla agenzia Dire.Malaria e malattie esotiche d'importazione

“Sono ormai diversi i casi che – aggiunge l’infettivologo  Salvatori-  vengono riportati nella letteratura ufficiale della cosiddetta malaria d’aeroporto, legata all’arrivo nelle aree limitrofe ai grandi scali, di zanzare infette che sbarcano direttamente dagli aerei, ovvero contenute nelle valigie e nei container. E’ un’eventualità abbastanza rara, ma conosciuta. L’importazione delle zanzare in generale è un fenomeno ben consolidato. A titolo di esempio basti pensare a quanto é accaduto con la zanzara tigre asiatica, un tempo relegata nel Sud Est asiatico e ora diffusa in tutto il mondo”.

Come dimenticare i titoli dell’estate scorsa fa sulla Chikungunya, malattia virale caratterizzata da febbre e forti dolori, che viene trasmessa all’uomo da zanzare infette, o i veti per il Brasile per le donne che intendessero avere gravidanze a causa del rischio di Zika, e poi la classica febbre emorragica Dengue. “Tutte e tre sono considerate malattie trasmesse dalle zanzare del genere Aedes, presente anche sul territorio nazionale. L’uomo- spiega l’esperto- rappresenta esclusivamente il serbatoio di infezione.

“Nel corso degli anni- aggiunge Salvatori- abbiamo avuto casi di Dengue e casi sporadici di malaria in personale impiegato in teatri operativi esteri. Da qualche giorno invece si torna a parlare di Ebola in Congo e vengono in mente le lunghe file dei passeggeri che negli aeroporti, nel 2014, quando scoppiò un’epidemia di febbre emorragica, dovevano sottoporsi per poter partire alla misurazione delle temperatura.Malaria e malattie esotiche d'importazione

“Gli operatori sanitari delle frontiere svolgono un silenzioso ed efficace controllo, applicando le normative sanitarie nazionali e internazionali periodicamente aggiornate sulla base degli eventi endemici ed pandemici che emergono. L’esempio di Ebola- ricorda il Colonnello medico Piero Salvatori che dirige il reparto Malattie infettive dell’Ospedale Militare del Celio – é paradigmatico: i piani di gestione di eventi correlati alle febbri emorragiche esistevano già da molti anni, prima del focolaio epidemico del 2014. Dopo l’allert internazionale e nazionale, é bastato applicare quanto già previsto. Così é’ stato anche per la Sars, acronimo di sindrome respiratoria acuta grave.”

Per prevenire il rischio di contagi è comunque consigliabile adottare precauzioni e seguire i consigli degli esperti: acquisire notizie sui rischi epidemici e pandemici della zone del viaggio, vaccinarsi e seguire le misure di prevenzione come per esempio la chemioprofilassi antimalarica.

Si consiglia di evitare cibi crudi.  il consumo di acqua che non sia esclusivamente imbottigliata e sigillata, il  ghiaccio. Di mangiare solo frutta con buccia e di viaggiare con paracetamolo, un antibiotico generico e un termometro.

Precauzioni da seguire anche al rientro, segnalando immediatamente al Medico di Medicina Generale, o eventualmente allo specialista, qualsiasi sintomo insorto nei trenta giorni successivi al rientro, anche di apparente scarso significato, dolori osteoarticolari, febbricola/febbre, eruzioni  esantematiche etc

Fonte: Agenzia Dire

 

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