Moderni eremiti alla scoperta dei paradisi dimenticati

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Moderni eremiti alla scoperta dei paradisi dimenticati
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Eremiti e paradisi dimenticatiModerni eremiti alla scoperta dei paradisi dimenticati

Sindrome dell’eremita. Anche se mancano ancora studi e riscontri scientifici, scatta solitamente in prossimità delle festività di fine anno e delle partenze di ferragosto.

E’ l’impulso a fuggire da tutto e da tutti, di starsene tranquilli in posti isolati, confortevoli, ma semideserti o quasi. Nonostante lo scetticismo dei più, è tuttavia sempre più facile trasformarsi in moderni eremiti con connessione internet, cellulare e computer al seguito.

Costano più i viaggi che i soggiorni, ma esistono cinque luoghi letteralmente sperduti dove è possibile provare l’ebbrezza della solitudine e del silenzio. Ecco la classifica dei cinque paradisi dimenticati:

Moderni eremiti alla scoperta dei paradisi dimenticati

  • Arcipelago Tristan da Cunha e l’Isola inaccessibile   

Appartenente al territorio britannico d’oltremare di Sant’Elena, 2.172 km più a nord, nel mezzo dell’Oceano Atlantico a 2.431 km da Città del Capo e 3.415 km da Montevideo, l’arcipelago vulcanico Tristan da Cunha proprio deserto non é: vanta infatti 265 abitanti. Ma comprende il tesoro naturalistico dell’Isola inaccessibile, famosa per essere assolutamente salvaggia, in cui la natura regna sovrana.

Moderni eremiti alla scoperta dei paradisi dimenticati isola inaccessibile
L’Isola inaccessibile

Più volte dal 1600 ad oggi, sono state inutilmente effettuate spedizioni per tentare di esplorare ed urbanizzare il territorio. La più recente risale al 1962, quando gli abitanti di Tristan provarono ad avviare alcune coltivazioni. Dal 1976 è diventata riserva naturale.

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  • Rapa Iti Polinesia Francese

Bellissima, con una forma geografica ricorda la lettera Sigma dell’alfabeto greco Rapa Iti è famosa  per i suoi fantastici paesaggi, per le spiagge e per la natura incontaminata.E’ sprovvista di aeroporto e l’unico modo per raggiungerla è con una nave che da Tahiti impiega 50 ore di navigazione.

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  • Attu Alaska

Prendendo come riferimento la Linea Internazionale del cambio di data, l’isola coincide con il punto terrestre più ad ovest del mondo. Fino ad alcuni decenni fa era abitata, ma nel 2010, gli ultimi venti abitanti in seguito alla cessata attività della guardia costiera USA  hanno abbandonato la zona. Anche se semisconosciuta l’isola di Attu ha anche un’ importanza dal punto di vista storico. E’ l’unica parte di territorio americano in cui è stata combattuta una battaglia durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1942 nell’ambito dell’attacco alle Aleutine e dello scontro aeronavale delle Midway, i giapponesi riuscirono a sbarcarvi ma furono poi ricacciati dai Marines.

 

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  • Macquarie Australia

Si trova all’estrema punta meridionale dell’Australia, tra la Nuova Zelanda ed il Polo Sud del globo terrestre. Le rigidi temperature non la rendono una meta turistica, ma ciò non sminuisce minimamente l’importanza di questo luogo assolutamente unico al mondo. L’isola ha una densità di popolazione minima: è abitata da circa 20/30 persone che presidiano la base permanente della divisione antartica australiana. L’ inestimabile valore naturalistico le ha conferito un posto d’onore nella classifica dei Patrimoni dell’ Unesco.

 

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  • Bouvet Norvegia

E’ una delle isola più selvagge del mondo, un posto lontanissimo dall’uomo. Il centro abitato più vicino si trova appunto ad oltre 2.000 Km di distanza. Dimenticate però gli scenari paradisiaci, Bouvet è un posto che fra i più inospitali, tuttavia l’incredibile paesaggio vulcanico gli conferisce un fascino assolutamente suggestivo e unico.Moderni eremiti alla scoperta dei paradisi dimenticati

 

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