Padre nostro se sei nei cieli: preghiera laica antivirus

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Padre nostro se sei nei cieli preghiera laica antivirus
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by Augusto Cavadi

E’ comprensibile che – tra le riscoperte in tempo di pandemia – rientri la preghiera. Se l’uomo non sperimentasse la propria fragilità costitutiva non sarebbe nata nessuna forma di religione: ed è nelle fasi storiche in cui tale fragilità si evidenzia che gli atti religiosi riemergono dall’oblio. Padre nostro se sei nei cieli preghiera laica antivirus

Se questo dato sociologico è oggettivo, molteplici e opinabili ne sono invece le interpretazioni.

In Occidente oscilliamo fra due principali. La più tradizionale – che nel gergo degli studiosi si chiama “teismo” – sostiene che la nostra intrinseca debolezza rimanda a una Potenza che la possa giustificare e, in qualche misura, preservare dal definitivo annientamento. L’uomo ha bisogno di un Dio che dia senso alla sua vita e alla sua morte: dunque questo Dio esiste e ci si può rivolgere a Lui nella preghiera.Padre nostro se sei nei cieli preghiera laica antivirus

Proprio questo indubbio bisogno di un Dio che ci salvi dall’ insensatezza é per altri – al polo opposto – la dimostrazione lampante che Egli sia un’invenzione di noi mortali: lo abbiamo creato a nostra immagine e somiglianza, ma attribuendogli tutte quelle qualità superlative che non abbiamo e che vorremmo avere.

Ritengo che non sia per nulla agevole muoversi fra questi due poli: una fede “esigenziale” (Dio c’è perché la vita senza di Lui sarebbe assurda) e un ateismo altrettanto esigenziale (Dio non c’è perché ne abbiamo bisogno psicologico: la sua esistenza sarebbe troppo bella per essere vera).

Personalmente sono convinto che la fame di qualcosa non depone né a favore, né a sfavore della sua oggettiva esistenza: nel deserto tutti avremmo estremo desiderio di acqua fresca, ma questo desiderio – in quanto tale – né ci assicura che ci sia un’oasi né lo esclude.

Un domenicano del secolo scorso, il padre Antonin-Dalmace Sertillanges, suggeriva a chi si trovasse in mezzo al guado di ricorrere alla formula ipotetica: “Padre nostro, se sei nei cieli…”.

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Antonin-Dalmace Sertillanges

Ma anche questa terza via, a ben rifletterci, è impraticabile. La riflessione filosofica e teologica contemporanea si chiede che senso possa avere la preghiera di “domanda” anche nel caso che, a Fondamento dell’universo, via sia un’Intelligenza creatrice e amorevole.

Nella situazione che sta vivendo il pianeta in queste settimane, ad esempio, perché Dio dovrebbe intervenire per fermare il coronavirus?

La pandemia ha cause prossime e cause remote. Le cause prossime coincidono con un abuso delle risorse ambientali (terra, aria, acqua, flora, fauna…) da parte delle fasce privilegiate dell’umanità: perché un Dio dovrebbe supplire alla tracotanza antropocentrica di una Modernità aggressiva che accomuna regimi formalmente liberal-capitalistici e regimi formalmente social-comunisti? Perché – riprendendo il coraggioso pastore antinazista Bonhoeffer – un Dio dovrebbe fare da tappabuchi dell’insipienza umana?

Ma gli errori e le colpe di noi mortali presuppongono una fragilità ontologica, una vulnerabilità strutturale, del pianetino che ci ospita: che senso avrebbe un intervento miracoloso di Dio per liberarci da questo virus lasciando inalterate le altre mille cause di malattia e di morte che, comunque, da sempre e a prescindere dalle complicazioni provocate dagli esseri umani, falcidiano i viventi di ogni specie? Tutto ciò che sappiamo dell’evoluzione biologica sulla Terra mette in crisi radicale

ogni ‘teismo’ inteso come fede in un Essere superiore che, per così dire dall’alto e dall’esterno, progetta le leggi dell’universo e ne osserva l’estrinsecazione (talora meravigliosa ma talaltra orribilmente spietata).

Padre nostro se sei nei cieli preghiera laica antivirusPregare al tempo del coronavirus, allora, oppure no? Ognuno tirerà le sue conclusioni esistenziali. Per me pregare, in questi giorni come da anni, è interrompere per un po’ le azioni e i pensieri che s’inanellano di continuo.

E’ sostare in silenzio davanti all’enigma che siamo, che sono, che ci circonda da ogni lato.

E’ raccogliermi in ascolto di ciò che veramente, nel profondo, posso e voglio: in ascolto di questa Energia (per la quale nessuno ha un nome adeguato) che mi sostiene, mi sollecita, mi apre alla comunicazione e alla solidarietà.

E’ chiedermi come posso mettere a frutto – per l’autorealizzazione e per la protezione di tutti i viventi – le potenzialità intellettuali, morali, psichiche, fisiche, economiche che, senza merito ma non senza responsabilità, mi ritrovo.Padre nostro se sei nei cieli preghiera laica antivirus

Così intesa, la preghiera è esperienza del Divino nella sua interezza? No, certamente. Ma anche i cammini più lunghi, secondo la sapienza orientale, iniziano da un primo, piccolo, passo.

Altre modalità di preghiera, specie se comportano assembramenti di gente in processione o raduni oceanici, potrebbero configurarsi come alienanti o, addirittura, peggiorative della pandemia attuale: ma oso sperare che più numerosi focolai di preghiera – intesa come silenzio, meditazione, autocoscienza, revisione critica dei propri atteggiamenti quotidiani verso i viventi, memoria di uomini e donne che nella storia si sono dedicati al bene comune ed alla progettazione di nuovi orizzonti politici mondiali… – potrebbero contribuire alla lotta indispensabile di chi è già impegnato, nei laboratori di ricerca e negli ospedali, a spegnere i focolai di pestilenza.

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www.augustocavadi.com

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