Renzi sfoglia la margherita di Gentiloni

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 Il punto sulla crisi e le chance di Gentilonicrisi-governo

Il nodo principale sul tavolo per sciogliere il rebus della crisi politica resta il timing sul voto anticipato, mentre il  refrain di Renzi insiste sul: “non possiamo farci logorare”.

Due spinte convergenti per un esecutivo presieduto da Paolo Gentiloni. Secondo questa tesi che filtra da fonti parlamentari il nuovo governo  si concretizzerà sull’accordo riguardante i tempi della  legge elettorale e la data del voto.

Il Pd – pensiero che sarà esternato al Presidente della Repubblica riguardo al Governo e al candidato, o ai candidati, premier costituisce il passaggio chiave che sarà oggetto del risolutivo confronto  fra i  vertici, prima che la delegazione dem si rechi al Quirinale.

L’ipotesi di un governo di scopo per la legge elettorale è sempre in campo. Ma non fornirebbe garanzie sulla durata del nuovo esecutivo. Il timore é che questo governo  possa arrivare fino al 2018.  “Un Governo di legislatura é inconcepibile. Dobbiamo capire come chiuderla, non come andare avanti. La legislatura si é chiusa con il referendum”, ripetono al Nazareno.

Gli stessi renziani non nascondono che si sta lavorando da giorni sull’ipotesi Gentiloni. Ovvero al piano B di Renzi che potrebbe optare per unexit strategy con un suo fedelissimo a Palazzo Chigi e compattare le posizioni nel Pd.

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Il via libera all’attuale ministro degli Esteri avrebbe l’ok non solo dei franceschiniani, ma anche della minoranza dem, ma l’interrogativo dei vertici del Nazareno é sempre lo stesso: far partire o no un nuovo governo a guida Pd nel caso in cui Renzi dovesse scegliere di non rientrare direttamente in partita?

Per arrivare alla soluzione occorrerà, quindi, sciogliere ancora diversi nodi. Intanto la natura e gli obiettivi di un eventuale nuovo governo: resterebbero alcuni ministri di peso come Padoan, Orlando e Franceschini e si aggiornerebbe la nuova squadra, ma con quale mandato?

Il secondo rebus riguarderebbe i numeri in Parlamento: Verdini – confidano diversi senatori che hanno il polso della situazione a palazzo Madama – sta lavorando per allargare il campo, con il superamento di Ala. Oltre al fronte centrista che, tuttavia,  punta ad arrivare fino a fine legislatura c’è l’incognita degli ex grillini che finora hanno dato un sostegno a Renzi.crisi-governo

In definitiva lo scoglio principale resta essenzialmente l’interrogativo sulla durata: il tempo sarebbe quello del varo della legge elettorale, ma sullo sfondo incombe il braccio di ferro tra le forze politiche. “Un governo si sa quando nasce ma non quando finisce“, è  la consapevolezza dei parlamentari di tutti i partiti. Ed è soprattutto la consapevolezza di Renzi.

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