Paolo Petralia Camassa e la Palermo già nel futuro

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Paolo Petralia Camassa e la Palermo già nel futuro
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E’ uno dei volti simbolo della Palermo del futuro, capitale 10 punto zero dell’Europa Mediterranea, che dopo aver rimosso la luogocomunologia gattopardesca, ha ripreso il ruolo storico di epicentro cosmopolita della cultura, della scienza e della convivenza pacifica fra i popoli in una area strategica del pianeta.

Paolo Petralia Camassa e la Palermo già nel futuro
Paolo Petralia Camassa

Simbolo di una città simbolo, Paolo Petralia Camassa, 27 anni, è da 10 mesi Assessore alle Politiche Giovanili, Sport, Innovazione e  Relazioni internazionali del Comune di Palermo. L’Assessore più giovane della Giunta del Sindaco Leoluca Orlando parla quattro lingue, si è  laureato in giurisprudenza a Milano, con un master a Ginevra, un tirocinio all’ Eurojust , esperienze di assistente parlamentare a Bruxelles e di studi e lavori all’estero, in particolare in Olanda e negli Stati Uniti. Un giovane professionista che si è fatto da sé, a prescindere dal prestigioso contesto familiare che con orgoglio riverbera nel doppio cognome.

Paolo Petralia Camassa e la Palermo già nel futuro
Il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando e l’Assessore Paolo Petralia Camassa

 “Come sottolinea spesso il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – afferma Paolo Petralia Camassa – la politica chiede ai giovani responsabilità, ma questa responsabilità non viene frequentemente loro affidata. Diciamo che Palermo ha accolto l’appello del Capo dello Stato.”

L’eterna querelle des Anciens et des Modernes vissuta da un giovane alle prese con amministratori che hanno attraversato tutte le stagioni politiche. Punti di impatto emblematici ? 

Sono diversi i punti di contatto e di positiva contaminazione tra generazioni e generazioni politiche diverse. Sotto un profilo strettamente generazionale, l’esperienza è un primo elemento che scandisce i legittimi interrogativi di un giovane alle prese con una amministrazione pubblica. Avere a che fare con problemi ordinari, straordinari e talvolta del tutto imprevedibili può creare confusione e talvolta qualche sano tormento, ma la complessità della politica non fa venir meno la passione e l’amore per il proprio dovere. Quando ho un dubbio chiamo chi ha più esperienza di me, lo trovo un fattore positivo per la crescita e per sviluppare le capacità della compostezza e della pazienza, fattori che istintivamente esulano dalla natura di un 27enne. Su un piano politico, le generazioni differiscono, soprattutto con riguardo ai percorsi politici, al linguaggio e al metodo. Chi è nato negli anni 90’ è figlio della politica delegittimata, distante dai territori, dove i circoli di partito hanno diminuito la loro influenza, dove i partiti non svolgono più un ruolo formativo rispetto ai militanti. Giornalmente mi confronto con colleghi che hanno vissuto le lotte sindacali, il 68, i grandi referendum dei diritti civili, la strapotenza della DC e il suo declino, la guerra fredda e il crollo del muro di Berlino. Politici che hanno un trascorso politico definito ed extra comunale. In Giunta ci sono ex parlamentari europei, ex deputati, ex senatori, ex dirigenti di aziende. Io sono figlio di una politica alla quale ci si avvicina perché lo si sceglie più volte, non per una tradizione familiare o per adesione in un percorso giovanile di crescita politica. E nemmeno perché la politica è attraente, o perché i partiti sono dietro l’angolo a spiegarti che con una visione del mondo si possa intervenire sul futuro. Io ho aderito per la prima volta ad un partito all’età di tredici anni, e rivendico quella scelta e il percorso conseguente come il miglior modo per capire cosa mi sta attorno e cosa vuol dire esistere in una società globalizzata. Nella squadra di cui faccio parte credo di imparare di più che insegnare. Ma sono certo di due insegnamenti che, forse in modo indotto, arrivano costantemente ai miei colleghi assessori: l’importanza della mia generazione per affrontare temi come la transizione al digitale e l’internazionalizzazione, e la necessità che la politica nel suo complesso torni ad avere un ruolo, seppur metodologicamente diverso, di formazione per la società e per le nuove generazioni. Alla fine, come ribadito più volte nella visione del Sindaco, la contaminazione è ciò che genera libertà e progresso, e io mi sento positivamente contaminato dagli Anciens, con un pizzico di pretesa di riuscire a contaminare anche loro.

Paolo Petralia Camassa e la Palermo già nel futuro
Tutti i componenti della Giunta Comunale di Palermo del Sindaco Leoluca Orlando

Prospettive giovanili in una Palermo che si sforza in tutti i modi di superare i pregiudizi dell’irredimibilità, ma che stenta , anche per l’effetto Covid, a proiettarsi nel futuro?

Prendo in prestito, come spesso mi capita, le parole del Sindaco. Palermo è passato, presente e futuro, e ci consegna una visione chiara del tempo. A Palermo coesiste il panino con la milza e l’anello digitale – il più esteso in Italia – , l’ultracentenario ficus di Piazza Marina e la Digital Business Week, l’Opera al Teatro Massimo e Chris Obehi. Palermo è – prendo ancora in prestito – una contraddizione che rappresenta la vita di tutti. Ecco perché c’è tantissimo spazio per superare il pregiudizio dell’irredimibilità. Il drammatico Covid ha indotto la Pubblica Amministrazione a rinnovarsi e ad accelerare nel processo di digitalizzazione e informatizzazione. La Giunta nel 2020 ha approvato il documento politico #PalermoSiCura, costruito su un presupposto: l’innovazione come modello trasversale sul quale sviluppare i programmi di ogni settore dell’Amministrazione. A Settembre Palermo ha ospitato la prima Digital Business Week, settimana in cui realtà pubbliche e private si sono confrontate sul tema del digitale e dell’opportunità economica che il digitale crea per una realtà come quella siciliana che si candida ad essere un Digital Hub. Il digitale rappresenta non solo un percorso di trasparenza della PA e di velocizzazione delle procedure per facilitare la gestione della vita del cittadino, al contempo si pone come uno strumento di “nuova attrazione” anche in termini turistici e culturali. Il principio, però, resta sempre saldo: il digitale deve essere al servizio della persona umana e non il contrario. In questo percorso, il ruolo della politica deve necessariamente coinvolgere il tema della cittadinanza digitale. Sempre più persone devono essere messe in condizione di poter accedere ai Servizi Online, e per realizzare tale obiettivo è centrale promuovere l’Identità Digitale e nuovi percorsi formativi dove, sono convinto, il pubblico non può prescindere dal privato, in un legame che vede tale partnership come positivamente strumentale per la semplificazione della vita di tutte e tutti.Paolo Petralia Camassa e la Palermo già nel futuro

Cosa sognano i teenagers di oggi per i loro 50 anni? 

I teenagers, per fortuna, hanno sogni straordinari, spesso fuori dalle reali aspettative. Io volevo essere campione del mondo di pugilato ed enologo, due sogni alquanto inconciliabili ma che ritenevo percorribili. Il vero obiettivo della classe dirigente è quello di rendere normali percorsi oggi anormali, semplificare la vita giornaliera delle persone, creare opportunità in linea con i tempi e per tutto questo non si può prescindere da una gestione consapevole della globalizzazione. Innanzitutto un teenager oggi non conosce i confini, mentre la politica dibatte ancora di appartenenze e limiti territoriali. Il punto di riflessione, però, deve cadere sullo spazio che ogni giovane può riservare ai sogni e alle aspettative, e in questo contesto l’uguaglianza delle condizioni di vita e delle opportunità deve essere centrale nel ragionamento politico. L’1% più ricco della popolazione, sotto il profilo patrimoniale, deteneva a metà 2019 più del doppio della ricchezza netta posseduta da 6,9 miliardi di persone. Eludere o “dribblare” questo dato fa perdere il senso stesso del ruolo della politica, e mi riferisco alla politica italiana, europea e internazionale. Allora il vero senso della questione sta nell’individuare percorsi di crescita omogenea che possano mettere tutti i teenagers nelle condizioni di sognare allo stesso modo cose diverse e, possibilmente, straordinarie. Muhammad Ali sosteneva: “Nulla è impossibile”.Paolo Petralia Camassa e la Palermo già nel futuro

Bilancio di un anno da assessore e prospettive per il 2021? 

Il bilancio della programmazione, delle cose fatte e delle cose che si faranno è positivo. Il bilancio complessivo di quest’anno, in termini sociali, economici e sanitari, è – come in tutto il resto del mondo – drammatico. Con riguardo ai risultati, ritengo che aver organizzato la prima Digital Business Week sia stato strategico per il territorio e per la sua crescita, e l’approvazione da parte della Giunta Comunale del Piano Triennale per l’Informatica ancor di più. In tre anni avremo una transizione completa al cloud computing, il tracking delle pratiche amministrative, l’integrazione degli uffici tramite l’URP e la digitalizzazione dei processi interni, che comporta anche una maggiore eco sostenibilità della macchina amministrativa. La città di Palermo avrà un sito rinnovato, responsive, facilmente accessibile e dotato dell’assistente virtuale per una facilitazione dell’accesso ai servizi. Il 2021 dovrà essere l’anno della ripresa, e con la Giunta abbiamo già stabilito il percorso sul quale impostare l’attività politica e amministrativa. Come suddetto, il programma #PalermoSiCura mette al centro l’innovazione – non solo digitale – come metro di sviluppo dei vari uffici comunali. Il 2021 sarà anche un anno di sforzi dovuti alle difficoltà economiche causate dalla pandemia. Stiamo lavorando con una visione prospettica sui servizi al cittadino, con l’obiettivo di incrementare sempre di più i servizi online, la loro conoscibilità e accessibilità.

La domanda alla quale piacerebbe rispondere ma che non è stata ancora prospettata?

Palermo ha una dimensione underground che va esaltata e posta al centro della vita culturale della città. Il tema dell’underground abbraccia lo sport, la cultura, l’urbanistica, la vivibilità degli spazi e la sostenibilità ambientale. Sto lavorando ad un progetto che ha come fine l’esaltazione della cultura underground, mettendo insieme urbanistica tattica, sostenibilità e musica per consentire a tutte le forme culturali di riappropriarsi di alcuni spazi cittadini. Come Palermo è il panino con la milza e l’anello digitale, Palermo è anche l’opera del Teatro Massimo e il Rap, la Trap, il Reggae, l’integrazione e contaminazione di culture globali ma legate a spazi e luoghi storici della città. Lavoro affinché Palermo abbia uno terreno riqualificato dotato di uno spazio per gli sport Urban, diversi playground, e una forte emersione di tutte le culture cosiddette underground. Se la cornice di questa operazione sarà un graffito dell’incontro tra Muhammad Ali e Nelson Mandela, questi personaggi immensi per la storia, lo sport e la società sapranno che Palermo è casa loro, la casa di tutte e tutti, lontana dalla violenza della mafia e dalla ricchezza dei potenti.

Paolo Petralia Camassa e la Palermo già nel futuro
Palazzo delle Aquile sede del Comune di Palermo

 

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