Pd secondo Bettini rivoluzione ideale o dissoluzione

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La lunga marcia di Goffredo Bettini

Pd secondo Bettini rivoluzione ideale o dissoluzione

L’epilogo della lunga marcia di Goffredo Bettini é il rientro da scrittore sulla scena politica.

Dopo ”La difficile stagione della sinistra” scritto nel 2016, l’europarlamentare torna da discreto, ma concreto, regista della politica romana sul retropalco dell’elaborazione del lutto della débâcle Pd con un nuovo saggio d’analisi e di denuncia: “Agorà. L’ago della bilancia sei tu”.

Bettini ignora la risacca dei candidati minori che affollano il bagnasciuga del congresso del Partito Democratico e si rivolge ai protagonisti che si muovono in superficie e a quota periscopio nelle acque agitate del Pd alla ricerca della rotta per la segreteria: Nicola Zingaretti, Graziano Del Rio, Marizio Martina, Carlo Calenda e Walter Veltroni. “Ricordiamoci che Renzi, pur non essendo più segretario, ha spinto il Pd su una linea sbagliata: quella di considerare Lega e 5Stelle come la stessa cosa” sottolinea Bettini all’inizio della prima approfondita intervista che rilascia sulla situazione interna del Pd e la crisi economico istituzionale che attraversa il Paese.

  • Perché Lega e 5 Stelle sono la stessa cosa?

“La Lega è la nuova destra europea, i 5Stelle il variegato mondo dell’antipolitica. La Lega va combattuta frontalmente. I 5Stelle vanno contrastati con l’obiettivo di aprire le loro contraddizioni interne. Anche per riprenderci la gran parte del nostro elettorato che è andata a finire lì.”Pd secondo Bettini rivoluzione ideale o dissoluzione

  • Agora’ è un libro che si inserisce con molto tempismo nel dibattito interno del Pd. Un dibattito che va in quale direzione?

“Allo stato attuale, in una direzione ancora non soddisfacente. Dopo la sconfitta del 4 marzo non si è avuto un confronto vero per capirne le ragioni. Senza questo esame collettivo è difficile anche fare un’opposizione incalzante e efficace contro l’attuale governo, che presenta contraddizioni, evidenti insufficienze culturali e una condotta avventuristica che può portare l’Italia al disastro. Il congresso dovrebbe servire proprio a questo: prendere insieme ai nostri iscritti le misure rispetto a ciò che stiamo vivendo. L’ondata demagogica e di destra non si è affatto spenta. Anche il voto europeo è incerto. E tutti i partiti xenofobi e nazionalisti si stanno cercando per affossare l’Unione. È un passaggio storico: di fronte ad esso non basta né la propaganda, né una consolatoria auto assoluzione. È necessario un ripensamento collettivo della collocazione ideale, culturale e programmatica del Pd.”Pd secondo Bettini rivoluzione ideale o dissoluzione

  • Quali le particolarità essenziali del libro?

“Direi che l’essenziale consiste nel descrivere, anche da un punto di vista storico, il progressivo allontanamento dalla sinistra dal popolo. È un processo che inizia a metà degli anni Ottanta. In seguito cresce fino al disastroso risultato del 18%. I rimedi che suggerisco sono il ritorno ai nostri principi fondamentali, quelli che ci hanno scaturito, rivisitati e rinnovati, alla luce delle nuove condizioni della società. Una riforma radicale del partito, attraverso anche forme di democrazia diretta nella quale gli iscritti contino come persone e non come soldatini di correnti manovrate da una sorta di nuovi feudatari che spadroneggiano nei territori. Infine ritrovare, in un mondo nel quale ha prevalso la smisurata voracità dell’ordoliberismo capitalistico, la misura delle cose, il senso del limite, l’importanza della politica come dialogo e rispetto dell’altro. In questo, vedo anche la possibile unità, nel profondo e non solo nelle sue espressioni partitiche, tra la spiritualità laica e quella cristiana.”

  • Nonostante le tempeste che si susseguono, la “ditta” è stabile nei sondaggi intorno al 18% : una base di partenza per quali prospettive politiche?

“Sì, il 18% è una base di partenza. Ricordo, tuttavia, con rabbia che Veltroni, e con lui il sottoscritto che allora era il coordinatore nazionale del Pd, si è dimesso dopo aver ottenuto più del 33% dei consensi alle politiche del 2008. Se il 18% riparte da una linea giusta, si aprono prospettive di ripresa, se invece continua questa situazione melmosa, quel nucleo che è rimasto inevitabilmente si disperderà. La prospettiva politica è quella innanzitutto di costruire un campo delle forze di sinistra che riprenda la sua funzione essenziale: la chiusura della forbice sociale, il superamento delle disuguaglianze che sono enormemente aumentate.”

Scenari 2019 e tsunami Def? Quanto reggerà la maggioranza giallo verde?

“La maggioranza, secondo me, reggerà fino alle Europee. Finché i cittadini non pagheranno, purtroppo, sulla loro pelle lo scasso che sta producendo in Italia l’attuale governo, continueranno a illudersi. Il problema non è l’elasticità dei parametri. Innanzitutto noi, come Socialisti e Democratici, abbiamo chiesto in questa legislatura al Parlamento europeo maggiori margini di azione. Il punto è se, con i soldi a disposizione, si punta allo sviluppo, alla crescita, al riequilibrio sociale strutturale o se si decide di dare mance a tutti, in alto e in basso. La questione più scandalosa per me riguarda il fisco. Salvini ha detto apertamente che è giusto abbassare le tasse ai ricchi che così spenderanno di più. Tutte le esperienze del passato hanno dimostrato che ciò è falso. Le ricchezze si accumulano su se stesse e restano ferme. È decisivo per una vera ripresa economica una fiscalità progressiva: chi ha di più paghi di più, chi ha di meno paghi di meno.”

 

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