100 anni di pandemie da virus come sopravvivere

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100 anni di pandemie da virus come sopravvivere
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by Italo Giannola*

La storia dell’umanità è sempre stata contrassegnata da una convivenza, o meglio da “una lotta armata”, tra uomo, virus e batteri.

I virus sono le più abbondanti entità biologiche che esistono sulla terra e superano tutte le altre messe insieme. 100 anni di pandemie da virus come sopravvivere

Nell’immaginario collettivo si tende sempre a credere che le guerre siano le maggiori responsabili della morte di uomini, donne e bambini, ma sono le malattie quelle che mietono più vittime.100 anni di pandemie da virus come sopravvivere

Sin dai tempi più remoti e giungendo ai giorni nostri, tra le malattie letali tutte di origine virale dobbiamo citare:

  • Vaiolo debellato ufficialmente nel 1977, dopo un programma di vaccinazioni promosso dall’OMS
  • Rabbia
  • Morbillo che a causa della scarsa diffusione del vaccino in Africa e Asia provoca ancora oggi 22 morti all’ora
  • Epatite
  • Ebola
  • Zika
  • HIV
  • Meningite100 anni di pandemie da virus come sopravvivere

L’influenza è la malattia virale più comune che si diffonde nel mondo in epidemie stagionali causando, annualmente, oltre 5 milioni di casi gravi con costi molto elevati in termini sia di vite umane sia economici.

Le grandi pandemie di influenza sono meno frequenti.

Non si hanno dati certi anteriori all’ottocento. Nel passato, molte epidemie influenzali vennero sicuramente scambiate per altre patologie e viceversa.100 anni di pandemie da virus come sopravvivere

A cavallo tra ‘800 e ‘900 si registrarono due epidemie, assai gravi e devastanti.10

La “Russa” (1889-92) che pare sia stata causata da un virus di cui non si conoscono le caratteristiche, è stata la prima pandemia influenzale di cui sono disponibili dati. Causò oltre 1 milione di morti.

Altra epidemia si verificò nel 1900-01 e pare che sia stata causata da un virus di origine aviaria.

Nel XX secolo si sono verificate tre epidemie-pandemie particolarmente gravi: l’influenza spagnola nel 1918-19, l’influenza asiatica nel 1956-58, l’influenza Hong Kong nel 1968.100 anni di pandemie da virus come sopravvivere

La spagnola è stata definita “la madre di tutte le pandemie”. E’  stata infatti una delle più devastanti epidemie della storia. Tra il 1918 e il 1919 sarebbero stati 560 milioni gli infettati (1/3 della popolazione mondiale) e i morti totali sarebbero stati tra i 40 e gli 80 milioni (a fronte dei 17 milioni di morti per la prima guerra monduiale). L’epidemia fu chiamata Spagnola perché la Spagna, Paese non belligerante, poté per prima riportarne la diffusione in quanto la stampa locale non era ostacolata dalla censura. I paesi in guerra cercarono di minimizzare l’entità dell’epidemia, nascondendo e riducendo i dati epidemici.

Per avere un quadro di quanto accaduto riporto una testimonianza del Dr. R. Grist, in servizio nel 1918 a Camp Devens, e pubblicata solo nel 1979 sul “British Medical Journal”:

«È solo questione di poche ore prima che la morte arrivi. È orribile. Si può reggere alla morte di una, due o venti persone, ma vedere questi poveri diavoli morire come mosche. Siamo nella media di 100 decessi al giorno. La polmonite significa in quasi tutti i casi morte sicura. Abbiamo perso un grande numero di infermiere e dottori. Il trasporto dei morti richiede l’uso di treni speciali. Per diversi giorni non ci sono state bare disponibili e i corpi sono stati accatastati grossolanamente”.

A determinare l’infezione fu il virus dell’influenza A sottotipo H1N1.

Ancora oggi rimane sconosciuta il luogo d’origine del virus.Tre le ipotesi: Cina, Francia o Kansas, negli Stati Uniti?100 anni di pandemie da virus come sopravvivere

Già nell’estate del 1917, sul fronte francese, alcuni soldati erano deceduti a causa delle complicanze polmonari di una forma influenzale che aveva provocato una piccola epidemia: le autopsie evidenziarono polmoni congesti, fortemente infiammati e con emorragie più o meno estese; lo stesso quadro caratterizzò un anno dopo la Spagnola.

La ricostruzione dell’albero genealogico del virus indica la provenienza da uccelli migratori del nord-America (Kansas?) e una ricombinazione con un virus che circolava da tempo tra gli umani.

La pandemia colpì in più ondate, la prima nella primavera del 1918, la seconda, peggiore della prima, nella tarda estate e durante l’autunno-inverno del 1918. Pare che tra le due ondate sia avvenuta una mutazione del primo ceppo con formazione di un ceppo più letale.

Nel marzo 1918 i focolai insorsero inizialmente in Nord-America, nei campi di addestramento reclute del Kansas, dove il virus, passato dagli uccelli selvatici a quelli d’allevamento, sarebbe stato trasmesso da questi (forse anche tramite i maiali) ai militari.

Al seguito delle truppe americane, l’influenza si diffuse, tra aprile e giugno, progressivamente in Francia, Gran Bretagna, Spagna e Italia. Poi invase l’est europeo e il sud-est Asiatico.

Sia a livello politico sia a livello della gente comune, il calo dei contagi osservato alla fine della primavera provocò l’abbassamento dei livelli di attenzione. La gente credette di essere uscita da un incubo e riprese le normali attività quotidiane. Probabilmente questi comportamenti contribuirono molto allo sviluppo di una seconda ondata, molto più grave della prima, che si verificò fra agosto e settembre 1918.100 anni di pandemie da virus come sopravvivere

La diffusione iniziò dapprima in Francia, Africa, USA, fra i reduci tornati dal fronte e ben presto fra i civili. Europa e Asia furono ancora pesantemente colpite, il sud-America quasi risparmiato.

In entrambe le ondate, il tributo maggiore fu pagato dai giovani fra i 15 e i 45 anni (l’80% dei deceduti). La popolazione con più di 50 anni si ammalava meno gravemente, probabilmente perché parzialmente immunizzata dalle epidemie di fine ‘800.

In Italia l’epidemia iniziò alla fine della primavera del 1918, con un decorso relativamente benigno. Ben più devastanti furono invece la seconda ondata, in autunno e una terza, durante tutto l’inverno 1918.

Tra le truppe il virus colpì migliaia di soldati di tutti gli schieramenti. L’esercito austro-ungarico registrò il triplo di morti rispetto agli italiani, probabilmente a causa della carenza di adeguati approvvigionamenti alimentari e alle condizioni ambientali dei diversi fronti. Gli Imperi Centrali, a lungo, hanno attribuito la causa della sconfitta alla pandemia influenzale e non alla disfatta militare.

Al loro ritorno, i reduci dal fronte contribuirono a diffondere il virus tra i civili in tutto il mondo durante la seconda ondata. 100 anni di pandemie da virus come sopravvivere

L’economia di guerra, presentando “interessi superiori”, aveva assorbito la maggior parte delle energie disponibili e aveva distratto mezzi, personale e organizzazione in ambito sanitario. Gli effetti negativi si erano abbattuti specialmente sulla popolazione civile che pagò un pesantissimo tributo in termini di vite umane. Ad esempio, la riduzione delle vaccinazioni a partire dal 1914 ebbe gravi conseguenze a guerra conclusa; in particolare,si sviluppò un’epidemia di vaiolo – importato dai reduci provenienti dai Balcani – che causò nel 1919/20 la morte di 17.000 bambini non vaccinati.

L’Italia fu il paese europeo che pagò il tributo maggiore come numero di malati (6/7 milioni pari a 1/5 della popolazione) e di vittime (600.000, quanti sono stati i caduti in tutta la guerra 1915-18).

I veri agenti causali dell’influenza furono scoperti solo nel 1931 e l’isolamento del virus nell’uomo nel 1933. Oggi conosciamo bene le caratteristiche del virus H1N1 della “spagnola”, anche grazie alla ricostruzione del suo genoma.

Sappiamo così che il virus del 1918 era sostanzialmente nuovo per l’umanità: rapidamente apparve e rapidamente, ma non del tutto, scomparve. Molti decessi furono causati dalle complicanze e sovrainfezioni batteriche, per le quali non erano ancora disponibili gli antibiotici.

Dopo la pandemia del 1918, l’influenza ritornò al suo andamento abituale per tutti gli anni trenta, quaranta e cinquanta.100 anni di pandemie da virus come sopravvivere

L’Asiatica, il cui virus dell’influenza A sottotipo H2N2 non era meno letale di quello del 1918, si diffuse a partire dalla Cina all’inizio del 1956 e durò 3 anni.

Il ceppo si originò da una mutazione avvenuta nelle anatre selvatiche in combinazione con un ceppo umano già esistente. Il virus era già stato identificato per la prima volta nel 1954 nella provincia cinese di Guizhou.

Dopo aver raggiunto Singapore, Hong Kong e gli Stati Uniti nell’estate del 1957 pervenne in Europa. Le stime mondiali di questa pandemia variano tra 1 e 4 milioni di decessi. In contrasto a quanto osservato nel 1918, le morti si verificarono soprattutto nelle persone affette da malattie croniche, bambini piccoli, anziani deperiti e immunodepressi.

Con l’Asiatica del 1957 si diffusero i casi di polmoniti primariamente virali. Particolarmente letali si dimostrarono le associazioni fra influenza e morbillo nei bambini e fra influenza e tubercolosi sia in età pediatrica che fra gli adulti.

A seguito dell’isolamento e dell’identificazione del virus, fu preparato un vaccino che contenne, in parte, l’epidemia.100 anni di pandemie da virus come sopravvivere

Il virus dell’Asiatica scomparve dopo circa 11 anni soppiantato dal sottotipo H3N2 Hong Kong.

La pandemia, che si sviluppò tra il 1968 e il 1969, infettò milioni di persone con una mortalità più contenuta rispetto alle pandemie precedenti (con circa un milione di decessi), forse per una parziale immunità acquisita nel tempo.

Negli USA furono infettate 50 milioni di persone e ne morirono 33.000. L’epidemia si trasmise inizialmente in Asia, con gravità variabile da zona a zona e nel tempo. In Europa l’epidemia del 1968–1969si dimostrò assai meno letale. In Italia vi furono circa 20.000 decessi, per lo più per complicanze polmonari.100 anni di pandemie da virus come sopravvivere

L’epidemia di SARS del 2002-2004è stata causata dal coronavirus SARS-CoV, probabilmente iniziata nel novembre del 2002 in Cina, e successivamente diffusasi in 26 nazioni del mondo, contagiando più di 8000 persone.

Nel febbraio 2009 si sviluppa la prima pandemia influenzale (Influenza Suina, Aviaria) del XXI secolo che causa nel mondo circa 1.650.000 contagi e 20.000 morti, concentrati per la maggior parte nel continente americano.

È causata da un nuovo ceppo del virus influenzale H1N1 (H1N1pdm09) che risulta da una combinazione di geni dell’influenza suina, aviaria e umana. Poiché le prime segnalazioni indicavano la componente suina, è stata spesso indicata come “influenza suina”, anche se non trasmessa direttamente dai maiali. L’OMS dichiarò la fine della pandemia nell’agosto del 2009.

Nel novembre 2012, la Sindrome Respiratoria medio-orientale (Mers-CoV) è stata determinata da un virus trasmesso dagli animali (in questo caso i dromedari) all’uomo.

L’origine del virus non è completamente chiara, tuttavia, in base ai risultati dell’analisi del genoma, si ritiene che sia stato originato nei pipistrelli e successivamente trasmesso ai dromedari. Le infezioni confermate sono state complessivamente 2494 e i decessi – associati a MERS-CoV – 858. Contrariamente a quanto inizialmente temuto, i focolai di MERS-CoV sono stati limitati alla penisola arabica.100 anni di pandemie da virus come sopravvivere

A partire dalla fine del 2019 si è diffuso il COVID-19 determinato dal virus SARS-CoV-2.

L’11 marzo di quest’anno l’OMS ha ufficialmente dichiaratola pandemia di COVID-19 che, ad oggi, ha provocato in tutto il mondo circa 4.000.000 infezioni e circa 275.000 morti: circa 100.000 in America (77.000 USA, 10.000 Brasile,4.500 Canada, 3.000 Messico, 2.000 Peru), circa 150.000 in Europa (31.500 UK, 30.250 Italia, 26.250 Spagna, 26.250 Francia, 8.500 Belgio), circa 21.500 in Asia (6.541Iran, 5.000 Cina, 4.000 Turchia, 2.000 India, 1.000 Indonesia), circa 2.000 in Africa.

Tutti i virus citati sono caratterizzati da evidente variabilità genetica che, anche in futuro, potrà dare origine a nuove varianti virali verso cui la maggior parte della popolazione non è immune. Non è possibile prevedere tempi di apparizione e patogenicità di tali virus.100 anni di pandemie da virus come sopravvivere

Regole di sopravvivenza :

– Il SARS-CoV-2 ovvero il Covid-19 non è un comune virus dell’influenza, non è neanche un virus influenzale in grado di dare come complicanza soltanto una banale polmonite.

– Il lockdown è stato necessario e utile per limitarne la diffusione; ormai anche i più rigidi tra i complottisti lo ammettano almeno a sé stessi.

– La fine definitiva del lockdown è vicina. E’ ovvio che, per la salvaguardia della salute di tutti, gli indicatori dovranno essere favorevoli per la revoca in sicurezza del provvedimento.

– Adesso, saremo sicuramente più preparati rispetto a prima nei riguardi di una eventuale ripresa dell’epidemia e di un nuovo picco di contagi.

– Durante le fasi successive, l’apertura dovrà essere graduale e costantemente monitorata, per evitare l’insorgenza di nuove e pericolose ondate della pandemia. Il distanziamento interindividuale sarà fattore determinante che dovremo rispettare per molto tempo;

-È ampiamente prevedibile che a settembre non avremo ancora un vaccino o un farmaco sicuro ed efficace;

– Sebbene i soliti allarmisti sostengano che nelle casseforti delle aziende farmaceutiche sia conservato il farmaco utile a risolvere la pandemia, non esiste ancora prova scientificamente valida di un adatto principio attivo o vaccino.100 anni di pandemie da virus come sopravvivere

– Sarà molto importante che venga stabilito al più presto un protocollo di trattamento terapeutico validato a livello internazionale.

– Per una ripresa a pieno ritmo e in piena sicurezza, le scuole e le università dovranno essere opportunamente adattate.

– Per gli uffici pubblici e privati dovrà essere implementato per quanto possibile lo “smart working”.

– Sarà certamente utile, a noi e alle prossime generazioni, una maggiore cura per l’ambiente che ci circonda.

– A breve termine, per effetto dell’innalzamento della temperatura e dell’azione sterilizzante dei raggi del sole,ci potremmo aspettare un sensibile calo dei contagi.

– Ciononostante, tutti dovremo tener presente che i virus non hanno gambe e piedi ma usano i nostri.100 anni di pandemie da virus come sopravvivere

– Noi stessi saremo i principali responsabili dell’andamento della pandemia. Il futuro prossimo dipenderà da quanto saremo bravi ad applicare le direttive che gli esperti ci daranno;potremo anche non condividerle ma la loro applicazione sicuramente proteggerà noi e i nostri cari da inutili rischi. Ricordiamoci sempre che l’individualismo NON PAGA e che il “secondo me” danneggia noi e gli altri.

– Dovremo stare in guardia dai tuttologi e da trascinatori di folle ricordando che, per dirla con Čechov, “Al mondo, soltanto gli imbecilli e i ciarlatani comprendono tutto.”Anatomia del coronavirus come lo si può sconfiggere

                     Il Prof. Italo Giannola

*Fama e esperienza di scienziato, Professore di Chimica Farmaceutica all’Università di Palermo, esperto di biofarmaceutica e titolare di alcuni brevetti  farmaceutici, come quello sui metodi di preparazione e utilizzazione delle particelle nanometriche.

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