Chi è davvero credente nella foresta delle fake news ?

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Chi è davvero credente nella foresta delle fake news
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Rubrica di critica recensioni anticipazioniMatteo Collura e i baci d’amore e di denuncia alla Sicilia

by Augusto Cavadi

Quando mi si chiede se sono un credente – e chi conosce la mia formazione cattolica specifica: “ancora un credente” – cado in un silenzio imbarazzato.

Che risponda affermativamente o negativamente, mi ritrovo in scomode compagnie: variegata la folla dei ‘credenti’ (per molti dei quali vale la battuta di Woody Allen: “Non ho niente contro Dio. E’ il suo fan club che mi atterrisce”); variegata la folla dei ‘non-credenti’ (molti dei quali sono certi di non avere ‘fede’, ma non hanno la minima informazione su cosa significherebbe averla).Chi è davvero credente nella foresta delle fake news

Insomma: alle mie orecchie è una domanda-trabocchetto perché mi condanno all’incomprensione sia se mi rifiuto di rispondere (sono un agnostico) sia se rispondo (sono un bigotto o un presuntuoso).

Le rare volte in cui l’interlocutore ha il tempo, e soprattutto la voglia, di ascoltarmi cerco di percorrere un sentiero tanto semplice da risultare, soprattutto ai colleghi filosofi e teologi, banale.

Come già osservava Sant’Agostino, credere significa accettare per vero qualcosa che non conosci direttamente ma ti viene comunicato da qualcun altro su cui hai motivo di nutrire fiducia (fides).Chi è davvero credente nella foresta delle fake news

Se mia moglie arriva in ritardo clamoroso a un appuntamento e mi comunica che ciò è avvenuto a causa di un blocco stradale imprevisto, mi trovo davanti a un bivio: crederle (se è una persona che reputo lucida mentalmente e sincera) o non crederle (nell’ipotesi che abbia dei motivi per dubitare di ciò che mi dichiara). Nella storia dell’umanità vi sono tante religioni, ma sono soprattutto le grandi religioni ‘profetiche’ (ebraismo, cristianesimo, islamismo) a comportare una dinamica di ‘fede’ del genere.

Nella versione corrente (condivisa equanimemente da sedicenti credenti e da sedicenti non-credenti) le cose sarebbero andate grosso modo così:  Mosé afferma di aver ricevuto direttamente da Dio le tavole della Legge; Gesù afferma di essere non solo il Mosé della nuova Legge, ma addirittura l’incarnazione di Dio stesso; Maometto precisa che Mosé e Gesù sono sì dei grandissimi profeti che non hanno mai mentito (la pretesa che Gesù sia Dio in terra non l’avrebbe avanzataegli stesso: gliela avrebbero attribuita i discepoli dopo la morte), ma Dio avrebbe chiarito e completato la rivelazione della propria identità e del proprio progetto sulla storia attraverso il messaggio dello stesso Maometto (nel Corano).Chi è davvero credente nella foresta delle fake news

Confesso di aver condiviso per i primi tre decenni della vita questa impostazione che, tra l’altro, mi ha dato molto conforto e molte motivazioni all’impegno per un mondo un po’ meno ingiusto. Negli stessi trent’anni, però, ho anche studiato filosofia e teologia; ho incontrato persone di ogni età e orientamento culturale; ho viaggiato e partecipato a convegni, ritiri, assemblee, seminari, raduni… organizzati da istituzioni delle più svariate tendenze. E ho capito che la mia prospettiva fosse radicalmente errata.

Per ovvie ragioni metto fra parentesi le due tradizioni (ebraica e islamica) in cui non ho mai ‘confessato’ la mia fede e mi concentro sulla tradizione cristiana; anzi, poiché la cristianità è un arcipelago di centinaia di Chiese, mi concentro sulla tradizione cattolica.

In essa tutti i sedicenti credenti riconoscono che i messaggi da ‘credere’ provengono da due fonti: la Bibbia e la Tradizione, intendendo per quest’ultima l’insieme di tesiche sono state credute “sempre, ovunque, da tutti i fedeli” (anche se, nell’ultimo mezzo secolo, si preferisce sostenere: la Bibbia letta ‘attraverso’ il filtro interpretativo della Tradizione).Chi è davvero credente nella foresta delle fake news

Ebbene: se così stanno le cose, quando mi si propone da credere qualcosa – per esempio che Gesù fosse una persona divina partecipe della natura non solo divina ma anche umana; che avrebbe fondato la Chiesa e promesso l’assistenza di una Terza persona divina, lo Spirito Santo, per evitare che essa possa errare nella trasmissione della vera dottrina (ortodossia); che dopo la morte il nostro corpo tornerà polvere ma la nostra anima sopravvivrà in attesa di essere ricongiunta ad esso alla fine del mondo; e così via secondo quanto è insegnato dal Catechismo della Chiesa cattolica del 1992 – ho il diritto di chiedermi se questo ‘qualcosa’ è davvero contenuto nella Bibbia/Tradizione?

Perché se mia moglie o Gesù o san Paolo mi hanno affermato davvero questa o quella tesi, allora spetta a me decidere se credere o non credere (anche illuminato, sperabilmente, dalla grazia divina); ma se prima non mi preoccupo di capire bene che cosa mia moglie o Gesù o san Paolo abbiano sostenuto, che senso ha parlare di fede o incredulità?

Un maestro venerabile e attendibile mi ‘rivela’ che “gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere”: ho più ‘fede’ se condivido alla lettera questa asserzione e ho meno ‘fede’ se cerco di decifrarne il registro linguistico e l’intenzione profonda?

Ecco il cuore del paradosso: io ritengo non solo un diritto da soggetto dotato di intelligenza, ma prima ancora un dovere verso i testimoni della “Bella Notizia” (ev-angelo), verificare se abbiano sostenuto ciò che si attribuisce loro (e, nel caso l’abbiamo effettivamente detto, quanto in ciò siano stati condizionati dalla cultura del proprio tempo); ma questa ricerca, questo studio, questa verifica vengono ritenute dalla stragrande maggioranza dei sedicenti fedeli o inutile o addirittura blasfema!Chi è davvero credente nella foresta delle fake news

Secondo costoro, ‘credere’ significa accettare ‘ciecamente’ tutto ciò che un papa o un vescovo o un prete (specie se direttore di una radio mariana) presentano – in buona fede o in cattiva fede: questo non sta a me giudicarlo! – come “parola di Dio”; invece scrivere un libro come il mio In verità ci disse altro. Oltre i fondamentalismi cristiani (2008) o come L’inutile fardello di Ortensio da Spinetoli (2017) sarebbe un chiaro sintomo di incredulità.

Conosco l’obiezione: ma allora la ‘vera’ fede è riservata solo agli intellettuali specialisti in scienze bibliche ! Sarebbe così se nella tradizione monoteistica l’essenziale non fosse l’amore per Dio attraverso l’amore dei suoi figli: “La frase in cui Dio viene a mescolarsi con le parole non è «io credo in Dio»”, ma “l’eccomi detto al prossimo” (Emmanuel Levinas).

Forse, adesso, risulta più chiaro perché sia tanto difficile rispondere alla domanda se uno ‘creda’ . E perché – quando si comincia a intuire qualcosa del Mistero che ci precede, ci avvolge e ci attende – viene spontaneo alle labbra il bisbiglio dei mistici: Tibi silentium laus! (“Al tuo cospetto la miglior lode è tacere”).Chi è davvero credente nella foresta delle fake news

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