Città invisibili e angeli silenziosi che salvano barboni e indigenti

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Gli angeli silenziosi che salvano gli invisibiliCittà invisibili e angeli silenziosi che salvano barboni e indigenti

Silenziosi angeli notturni delle periferie. Non una briciola d’amore e di carità viene sprecata nell’impegno civile dei volontari che assistono clochard, senza tetto  e senza casa.

Gli ultimi, gli invisibili, ma che mettono a nudo la società senza umanità. Esistenze perdute che galleggiano su stenti e disperazione. Un numero indefinito, fra le 50 e le 60 mila persone che sopravvivono ai margini delle città, per la maggior parte a Roma, Milano, Torino e Bologna.
Non li guardiamo mai. Mai in faccia, mai negli occhi. Anche se ci fermiamo frettolosamente a depositare la monetina nella loro mano protesa lo facciamo abbassando il nostro sguardo, evitando il loro. E’ questo che li fa sentire invisibili e quindi inesistenti. Perché noi non li vogliamo vedere, né far esistere.”
Città invisibili e angeli silenziosi che salvano barboni e indigenti Paolo Frajese

Paolo Frajese

Così lo storico e compianto giornalista del Tg1 Paolo Frajese, travestitosi da barbone, concluse nel 1988 il celebre reportage sui clochard. “Una testimonianza che fa vergognare l’Italia”, scrisse l’altrettanto famoso critico Beneamino Placido.
Città invisibili e angeli silenziosi che salvano barboni e indigenti
A 30 anni esatti da allora non è cambiato nulla. Anzi la ragnatela di solitudine e indigenza si è moltiplicata e web e media ne parlano ogni giorno. Con inchieste e denunce di aggressioni, uccisioni, decessi per assideramento, ma anche con reportage riguardanti iniziative di solidarietà, mobilitazioni di sanitari e volontari. Eppure, nonostante i riflettori della stampa, l’invisibilità degli ultimi non risparmia nessuna città d’Italia, da nord a Sud.

Palermo non fa eccezione. Troppe persone vivono ai margini nell’indifferenza generale, il povero non ha identità, non conta” testimonia Patrizia Oddo, casalinga, una figlia piccola, che da anni si dedica come una missionaria all’assistenza degli ultimi, assieme alla associazione di volontari palermitani “Gli Angeli della notte”.

Città invisibili e angeli silenziosi che salvano barboni e indigenti patrizia oddo

Patrizia Oddo

  • La città vista attraverso l’esperienza dell’assistenza degli Angeli della notte?
“Come tutte le aree metropolitane Palermo è una città complessa dove ci sono diversi tipi di povertà: i clochard che vivono per strada per scelta di vita; i senzatetto che si sono ritrovati per strada per improvvisi stravolgimenti familiari o perdita del lavoro; i senza casa prossimi a diventare senzatetto; e le famiglie in difficoltà con pochi mezzi per poter sopravvivere. Assistiamo un bacino di persone con gravi problemi non solo sociali ed economici ed inoltre vittime dell’indifferenza e della solitudine.”.
  • Come ha iniziato?
“Sono tra i fondatori dell’associazione, assieme a Giuseppe Messina, Cristina Incorvaia e Giuseppe Li Vigni. Siamo una Onlus dal 2013 che ad oggi  conta circa 60 volontari. Siamo tutti mobilitati, anzi di più. La  sera con il fondamentale aiuto dei soci e capigruppo Noemi Vuolo, Lina Trimarchi, Sabina Caviglia e Sabrina Alongi, portiamo sostegno morale e materiale ai senzatetto e alle famiglie disagiate che andiamo a trovare nei luoghi in cui sappiamo dormono , in cui “creano” i loro giacigli notturni L’impegno è grande, considerando tutti gli altri impegni della nostre rispettive vite quotidiane, ma l’amore con cui lo facciamo ci da la forza di non arrenderci  nelle difficoltà.”Città invisibili e angeli silenziosi che salvano barboni e indigenti
  • Casi particolari? Esempi di persone recuperate?
Storie di recupero? una su 1000 …Nel tempo abbiamo incontrato tantissime persone. Siamo riusciti a togliere un intera famiglia dalla strada e continuiamo a sostenerli in tutto. Famiglia composta da marito, moglie e due bambini di cui uno con 9 patologie. C’è Raul, un senzatetto al quale per più di un anno, oltre all’assistenza prestata, abbiamo pagato visite mediche e ricariche telefoniche per dargli la possibilità di parlare con i suoi figli residenti in Tunisia. Raul ha poi deciso di ritornare dalla sua famiglia ed ha trovato lavoro. Poi abbiamo incontrato Fia, clochard per scelta.  Amava gli animali ed era vegano. Una persona sensibile ed un vero gentiluomo. La sua morte ci ha colti di sorpresa, perché avvenuta nella solitudine e nell’indifferenza  totale. Un motivo in più per mettere sotto i riflettori  ciò che significa essere invisibile e dormire sotto le stelle. ”
  • Come reagisce, a parte l’adesione alle sottoscrizioni, la cosiddetta società civile rispetto alla realtà dell’indigenza, dell’abbandono e della solitudine degli ultimi?
“Le reazioni della gente sono diverse e variano da persona a persona. La massa è scettica sul reale bisogno di chi vive senza un tetto. La situazione di senzatetto è ancora vista come una scelta e non la conseguenza di diversi e continuati disagi esistenziali. Non ci si rende conto che i clochard per scelta sono rimasti pochissimi e che tutti gli altri sono persone che desiderano poter cambiare la loro vita.” citta-invisibili-e-angeli-silenziosi-che-salvano-barboni-e-indigenti
  • Come “smuovere” l’indifferenza o peggio il cinismo di chi si gira dall’altra parte ?
Il cinismo è una piaga sociale che ha colpito anche la nostra società. L’indifferenza è sempre quella che fa più male, quello che bisogna fare è sollecitare e spronare le nuove generazioni fin dall’età scolare ad una nuova mentalità rivolta verso la solidarietà e l’amore verso gli ultimi. Noi organizziamo spesso incontri di informazione rivolti a tutti per mostrare la realtà invisibile e dimenticata di Palermo, della povertà che ci circonda. Ripercorriamo e vicissitudini degli ultimi, le loro speranze e i desideri di una vita migliore.  Solo sensibilizzando la società possiamo sperare in una collaborazione per evitare l’emarginazione sociale”Città invisibili e angeli silenziosi che salvano barboni e indigenti
  • Cosa necessita, dal punto di vista alimentare, per tagliare il traguardo dell’apertura di una nuova mensa? 
“Dal 4 febbraio ogni domenica saremo attivi con la mensa per circa 60 persone. Non abbiamo grandi possibilità economiche né grandi sostenitori, abbiamo noi stessi e tutti i volontari e ci tassiamo continuamente per racimolare tutto ciò che serve per le missioni notturne. Da febbraio ci tasseremo anche per recuperare un pasto completo per tutti gli ospiti della mensa. Ci serviranno carne, pesce, frutta, verdura, ortaggi e uova. Chi lo desidera può farci avere quanto può e vuole,  direttamente al centro-mensa di via Bevignani n.64  a Palermo negli orari di apertura o contattandoci privatamente tramite la nostra pagina Facebook o al numero della Onlus 3318321700. Non una briciola di cibo e d’amore andrà perduta.”Città invisibili e angeli silenziosi che salvano barboni e indigenti
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