Ferragosto pandemico: al sole siamo tutti più soli

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Ferragosto pandemico al sole siamo tutti più soli
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by Maggie S. Lorelli

Primo Ferragosto dopo il lockdown. Prevarrà la prudenza dell’astinenza o il prurito dei piaceri sopiti?

Appesi al filo dell’incertezza, fra la voglia di abbracciarsi e il timore di contagiarsi, in un impulso irrefrenabile e impalpabile, eppure reale, quanto l’insidioso virus.Ferragosto pandemico al sole siamo tutti più soli

“E’ il Ferragosto dei grandi contrasti” sottolinea la psichiatra e psicoterapeuta Erica Francesca Poli, direttore scientifico di EFP Group – Centro di Terapie integrate di Milano e membro di diverse società scientifiche, che integra la sua specializzazione in neuroscienze applicate con lo studio della psiconeuroimmunoendocrinologia.

Ferragosto pandemico al sole siamo tutti più soli
Erica Francesca Poli

Da dove parte questa analisi?

Se analizziamo i comportamenti delle persone da un osservatorio tipicamente italiano di metà agosto, ossia le spiagge, si osservano adolescenti, meno coperti dalle sovrastrutture degli adulti, sotto gli ombrelloni o nei bar che manifestano la pulsione ormonale, assolutamente umana, ad avvicinarsi, a toccarsi, ad abbracciarsi, dando luogo ad assembramenti, trovando il modo di stare insieme nonostante la chiusura delle discoteche o di altri luoghi di socialità giovanile. Non vedo tuttavia eccessi dionisiaci perché al tempo stesso – continua – si percepisce la paura che serpeggia, alimentata a livello mediatico dal mondo degli adulti, e anche i più piccoli, che sono più corporei e meno mentali, appaiono più impacciati nel gioco e nei contatti perché recepiscono l’atmosfera di incertezza diffusa.

Ferragosto pandemico al sole siamo tutti più soli
Morning Sun di Edward Hopper presso il Columbus Museum of Art (Ohio)

Il contatto fisico del resto gioca un ruolo fondamentale nella costruzione dell’identità individuale e, al tempo stesso, nell’incontro con l’alterità, dando conferma del valore, della dignità e dell’unicità dell’altro. Possiamo definirlo un  habitus sociale venuto meno durante la pandemia, a causa delle norme di distanziamento a contrasto del Coronavirus, con risvolti psicologici imprevedibili nella psiche umana e nelle relazioni sociali?

E’ una contraddizione dalla quale non sono esenti neanche gli adulti  nei quali convivono le due tendenze opposte, che rispondono a due precise difese psichiche: alcuni si mostrano spavaldi, impavidi, ingaggiando una vera e propria sfida al pericolo rappresentato dal virus; altri manifestano un eccessivo controllo, che si esprime per esempio adottando in modo zelante le misure di protezione anche quando non ce ne sarebbe la necessità.Ferragosto pandemico al sole siamo tutti più soli

Comportamenti bivalenti che mettono a rischio le persone nella quotidianità nonostante l’informazione ci renda consapevoli del fatto che il virus continua a serpeggiare insidiosamente tra noi, e che nel mondo sono stati superati ad oggi i 20 milioni di contagi e i 731mila morti…

C’è questo curioso contrasto per cui le persone stanno sulle spiagge e rispettano le norme di distanziamento in modi molto elastici, per esempio indossando le mascherine che lasciano scoperti i nasi o appese alle orecchie, e poi tornano a casa e ascoltano con apprensione le notizie e i bollettini dei contagi che continuano a crescere, col rischio ventilato di un nuovo lockdown autunnale.Ferragosto pandemico al sole siamo tutti più soli

Convivono dunque nell’animo umano i chiaroscuri, l’incoscienza e la paura, le esigenze di libertà dello spirito e quelle di tutela del corpo. Ed è proprio per la salvaguardia bel benessere neurofisiologico della persona che gli interessi della psicoterapia si concentrano sulle emozioni, sull’inconscio, sulla mindfulness e sull’unità psicosomatica, che rappresentano il cuore dei nuovi approcci psichiatrici, indagando il mondo della psiche fino a sondare i simboli archetipici del profondo ?

Il mese di agosto nella tradizione della mitologia più antica quella pagana prima ancora di quella cristiana, aveva una valenza simbolica: si celebrava un po’ ovunque il momento tra il taglio del fieno e la mietitura. Pensiamo ad esempio alla cultura celtica che, all’inizio del mese di agosto, celebrava la Lughnasadh-Lammas, la festa del primo raccolto, una festa di luci e ombre. Lugh era un dio legato al raccolto delle messi, delle uve, delle olive, caratterizzato da una spinta verso l’alto alla ricerca della luce, ma allo stesso tempo incarnava le forze del caos e dell’ombra, l’oscuro che viene dalla terra, tanto che è possibile accostarlo al dio Hermes della mitologia greca, il messaggero dei due mondi, sospeso tra luce e buio. Le popolazioni celtiche avevano ben compreso che a Ferragosto, proprio nel picco della canicola, è insito già il preludio dell’autunno, perché subito dopo arrivano i temporali e l’oscurità. Ferragosto pandemico al sole siamo tutti più soli

E dal passato al presente ?

Mai come quest’anno gli archetipi del profondo ci ricordano che, anche nei momenti più oscuri, niente è mai definitivamente perduto, perché le luci convivono con le ombre”.Ferragosto pandemico al sole siamo tutti più soli

L’incertezza e i timori del presente tuttavia non sono scevri da conseguenze importanti per la psiche individuale: secondo le statistiche, dopo il lockdown il 62% degli italiani ha ritenuto necessario ricorrere a un supporto psicologico, e le conseguenze sociali della pandemia sono ancora di là da venire. Tutto ciò non ha un effetto inibitorio, altro che tuffo nei piaceri?

Ciò che percepisco ovunque è una sensazione di perdita dell’entusiasmo. Il sospetto che il contagio possa annidarsi ovunque, la lotta a un nemico invisibile creano angoscia, che si differenzia dall’ansia proprio perché è senza oggetto e senza nome, e laddove non c’è un oggetto, a livello psichico subentra l’impotenza. Quando ci si sente impotenti si comincia a perdere forza vitale. E’ necessario combattere questa tendenza perché se la società perde l’ideale, il sogno e la voglia di creare, è destinata a morire.Ferragosto pandemico al sole siamo tutti più soli

Come lo si può impedire?

Nonostante il Covid, nonostante la pandemia e il lockdown dobbiamo riprendere a sognare. E’ il segreto che i nostri nonni ci hanno trasmesso col DNA: nonostante le guerre, le carestie, i bombardamenti, la mortalità infantile, le generazioni passate non smettevano di sognare. Dobbiamo ricordare che la società non è tenuta insieme dall’economia, ma dalla filosofia che sta dietro l’economia.Ferragosto pandemico al sole siamo tutti più soli

Il sogno di una socialità rinnovata è anche il miglior antidoto alla solitudine, che nell’estate della pandemia è la solitudine di tutti, non soltanto dei malati psichici e degli anziani, le categorie maggiormente afflitte dall’isolamento nella desolazione urbana del Ferragosto?

 Spero che la solitudine che tutti noi abbiamo provato durante il lockdown induca una riflessione collettiva: dobbiamo unire le forze e condividere tra tutti ciò che abbiamo. Mi vengono in mente le case di una volta a Milano, le cosiddette “case di ringhiera”, dove gli appartamenti condividevano lo stesso ballatoio e la stessa corte su cui gli anziani si affacciavano dai balconi a guardare il mondo insieme. Le ricerche sulla longevità ci insegnano che una vita lunga non è solo dovuta a una sana alimentazione, ma alla condivisione. La solitudine è dannosissima per il nostro sistema immunitario, oltre che per la psiche, e se non saranno le politiche sanitarie a comprenderlo, visto che fanno acqua da tutte le parti, deve essere il buon senso comune a trovare le risposte.Ferragosto pandemico al sole siamo tutti più soli

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