Gli 80 anni scacciagufi del Berlusca

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Pubblichiamo l’intervista all’editorialista Peppino Caldarola sugli 80 anni di Silvio Berlusconi

apparsa il 9 settembre sul Giornale di Sicilia   berlusconi

Ottanta anni al ritmo di nessun dorma quelli di Silvio Berlusconi, l’imprenditore e leader politico più amato e odiato d’Italia. “Ho sempre vissuto come se avessi 40 anni” ha ammesso l’ex Cavaliere alla vigilia del compleanno che segna in ogni caso una svolta di vita.  “Parlare di epilogo per Berlusconi è sempre un po’ azzardato. L’uomo ha fantasia, risorse umane, tenacia. Se la salute lo aiuta resterà in campo” conferma l’editorialista Peppino Caldarola.intervista berlusconi

  • Il viale del tramonto può attendere?                                                                                                                        “Certo dovrà convincersi, come sembra stia facendo, che il suo ruolo dovrà essere diverso. In ogni caso un nuovo ciclo berlusconiano non nascerà se pensiamo a una fase politica sotto la sua guida. Ma un ciclo berlusconiano ci sarà sempre perché, al di là dei pessimi risultati elettorali, non credo abbia perso carisma. Ora è di fronte alla sfida più difficile: dirigere senza comandare, esercizio spesso impossibile per uomini volitivi”.
  • Che bilancio si può fin qui tracciare?

“Bilancio ricco in tutti i sensi, sia negativo sia positivo. Non voglio però qui occuparmi del Berlusconi del gossip, dello “sciupafemmine”, dell’uomo più inquisito della storia d’Italia. Voglio occuparmi di un personaggio che ha capito per primo in Italia che la tv commerciale era una grande occasione e che ha demolito il monopolio Rai spesso con contenuti futilissimi, ma anche con programmi innovativi. E poi è stato l’inventore del centro-destra. Dopo la Dc la destra era allo sbando. Per decenni si era nascosta dietro i moderati, aveva paura a definirsi destra, era prepotente quando prendeva il potere ma timida nella conquista dell’egemonia culturale. Berlusconi ha rovesciato questo schema. Ha fondato la destra con punte di moderazione e molti aspetti aggressivi, riuscendo a riciclare gli ex fascisti e a parlamentarizzare la Lega. Sul piano del governo ha avuto molte idee, ma non ne ha realizzata alcuna. Non ha poi formato una classe dirigente, anche se di fronte ai nuovi movimenti populistici i suoi compagni di partito sembrano geni”.

  • Successi e rovinose cadute, traguardi e cantonate Più gli errori o le realizzazioni?

“Senza di lui il tema dell’alternanza fra destra e sinistra non  sarebbe mai nato. Gli errori sono stati la cattiva gestione degli alleati, pensiamo a Fini e Casini, e soprattutto l’ossessione del nemico comunista che all’inizio ha trovato consensi, poi l’opinione pubblica si è resa conto che la minaccia comunista non esisteva. Dal mio punto di vista l’errore più grosso è stata la fine ingloriosa della Bicamerale con D’Alema. Se non si fosse ritirato avremmo avuto una diversa storia italiana.”

  • A quale politico e imprenditore estero o del passato è paragonabile?

“Non è paragonabile ad alcuno. Ha avuto l’ambizione di De Gaulle ma non ne ha avuto il senso dello stato. Si è spesso paragonato a leader Dc ma in questi c’era un atteggiamento di servizio verso la politica che lui non ha mai avuto. Il mondo del populismo, cioè dei leader carismatici, è invece affollato di personaggi simili a lui nel passato, Peron, e nel futuro, Trump. Però forse lui potrà ispirare leader di destra del futuro in Italia o altrove.”

  • Chi colmerà il vuoto, eredi politici?

“Nessuno. Personaggi così non sono sostituibili nel breve periodo. Ci sarà una gara e alla fine uno prevarrà. Chi prevarrà dovrà essere moderatamente ma decisamente berlusconiano. Chi a destra “rottamerà” il berlusconismo non arriverà da nessuna parte. Parisi ha buone probabilità di riuscita, ha senso dell’impresa, è simpatico e piacione come Berlusconi, ma per fortuna non ha la stessa propensione alla vita esagerata. Altri in Forza Italia non ve ne sono. E neppure fuori.”

  • Come lo ricorderà la storia?

“Le cose sembrano andare talmente peggio che alla fine sarà ricordato bene, tranne che dagli antiberlusconiani arrabbiati. E’ stato un “caro nemico”, dalla “vita spericolata”, privo di inibizioni e anche spesso di buon senso. Ma sarà ricordato come il fondatore della destra moderna. Non è poco.”

 

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