Grecia in fiamme
Atene, Mati, Rafina, Kineta, Daou: cronache dall’inferno che ha incenerito abitanti, villaggi, ville, auto, colline, boschi. Dopo 72 ore di apocalisse di fuoco, le fiamme sono sotto controllo e gli ultimi focolai sono quelli dell’ ncendio che ha devastato le montagne di Gerenaia, a circa 70 chilometri a ovest di Atene.
Mentre si aggiornano di ora in ora i bilanci delle vittime le squadre di soccorso continuano a presidiare l’area di Rafina, a est della capitale, e nelle zone di Mati e Kineta alla ricerca di residenti intrappolati all’interno delle abitazioni distrutte dalle fiamme.
Si teme che il numero delle persone carbonizzate possa salire ad oltre un centinaio, ben al di sopra degli 80 morti finora accertati. I parenti di decine di persone che ancora risultano disperse hanno nel frattempo creato un sito web con informazioni e foto riguardanti i loro cari.
Alcuni ufficiali dei vigili del fuoco ateniesi denunciano l’assenza di un piano di emergenza e la mancanza un meccanismo di soccorso. Carenze che avrebbero ingigantito, sostengono, la tragedia degli incendi nell’Attica. I vigili del fuoco respingono le tesi dei funzionari governativi secondo cui si tratterebbe di un piano doloso volto a destabilizzare il Paese.

Secondo quanto scrive il sito Ekathimerini, gli esperti descrivono l’incendio che è divampato lunedì nella zona di Daou alle pendici orientali del Monte Pendeli come un “mega-fuoco”, dovuto al fatto si è propagato in una foresta di pini particolarmente infiammabili mentre soffiavano forti venti nella zona. La combinazione dei due fattori ha fatto sì che le fiamme si propagassero fuori controllo molto velocemente e si espandessero fino a raggiungere la costa in appena un paio d’ore.
Gli esperti dei pompieri sono convinti tuttavia che la negligenza maggiore sia dovuta alla totale assenza di un piano d’emergenza e accusano in particolare il servizio antincendio, l’autorità regionale dell’Attica e il segretariato generale per la protezione civile, che é responsabile del coordinamento di tutte le agenzie competenti.
Un altro indicatore dell’assenza di preparazione – secondo gli ufficiali dei vigili del fuoco greci – é il fatto di essere stati colti impreparati nonostante l’allerta di livello 4, il più alto, emessa nel weekend in tutta la regione dell’Attica. “E’ ovvio che ci sono stati ritardi nella risposta all’incendio. Le forze d’intervento erano state inviate a Kineta e le autorità non si aspettavano che un secondo incendio scoppiasse nell’Attica”.