La nemesi antirenziana di Letta e le figurine di Bettini

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La nemesi antirenziana di Letta e le figurine di Bettini
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Enrico Letta ha intuito perfettamente cosa c’è dietro la segreteria del Pd che, dopo averlo emarginato per anni, gli viene offerta ora dal dimissionario-convitato di pietra Zingaretti e dallo stesso Franceschini che nel 2014 si alleò con Renzi e lo fece dimettere da Palazzo Chigi.La nemesi antirenziana di Letta e le figurine di Bettini

L’ultima spiaggia sulla quale hanno fatto naufragare il partito democratico, erede delle due più grandi tradizioni politiche del paese, quella della sinistra riformista post comunista e quella del popolarismo cattolico seguito alla Dc, non lasciava alternative e necessitava di una leadership credibile che Enrico Letta rappresenta appieno.La nemesi antirenziana di Letta e le figurine di Bettini

Una leadership che nei retro pensieri delle correnti maggioritarie di quel che resta del Pd, non deve tuttavia avere seguito, in modo che sia  ostaggio nelle decisioni delle nomine di sottogoverno e nei rapporti con l’esecutivo presieduto da Mario Draghi. Un segretario soprattutto che, per averne personalmente sperimentato l’ostilità, riesca a compiere la vendetta politica nei confronti di Matteo Renzi.

La nemesi antirenziana, oltre alla inconsistenza del suo seguito all’interno del Pd, è stata probabilmente la molla decisiva che ha fatto decidere Zingaretti, Franceschini, Andrea Orlando e Goffredo Bettini a insistere con Enrico Letta perché accetti di insediarsi al Nazareno.La nemesi antirenziana di Letta e le figurine di Bettini

Un’offerta che politicamente non può rifiutare, anche se ne intuisce la vera ratio.

Calcoli tuttavia destinati a essere smentiti. Una volta nominato Enrico Letta, grazie agli ottimi contatti che non ha mai interrotto con i palazzi delle istituzioni, i media, Bruxelles e le capitali europee, non tarderà molto infatti a capovolgere l’iniziale situazione di “sudditanza” oggettiva.

A cominciare da un essenziale “chiarimento” con Dario Franceschini che aspira ad assicurarsi, come probabile futuro presidente della Camera al posto di Roberto Fico in procinto di candidarsi a sindaco di Napoli, il ruolo di padre nobile nella eventuale iniziale riconferma al Quirinale del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.La nemesi antirenziana di Letta e le figurine di Bettini

Mosse tutte da scoprire invece per Zingaretti, al quale resterà per mesi appiccicata la battuta tormentone “mi vergogno del Pd “ che renderà problematiche ulteriori candidature, a cominciare da quella di Presidente del partito democratico….

Bettini dixitLa nemesi antirenziana di Letta e le figurine di Bettini

La crisi dell’editoria popolare ha privato i collezionisti del piacere di disporre di un classico album per la raccolta, non più delle figurine dei calciatori, ma bensì delle interviste di Goffredo Bettini. Talmente tante e pluralisticamente diffuse da tutti i media da meritare quanto meno un catalogo. Se non altro per sottolineare quante volte il consigliere più celebrato della politica italiana parli del futuro del paese, dei giovani, dello sviluppo della digitalizzazione, della modernizzazione e non invece quasi esclusivamente del Pd, delle alleanze di governo funzionali al Pd, in particolare del seguito ideologico del fantomatico Conte ter. Insomma soltanto del cielo a 5 stelle sopra il Nazareno e non dell’Italia. Un orizzonte che dà l’impressione di essere ancora circoscritto alla tattica di Lenin nei confronti di Aleksandr Fëdorovič Kerenskij, l’ultimo Primo ministro della Russia post zarista prima che i bolscevichi andassero al potere….La nemesi antirenziana di Letta e le figurine di Bettini

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