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La storia taciuta delle donne ignorate dagli storiografi

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Rubrica di critica recensioni anticipazioni

I cardini del pensiero Socrate Buddha Confucio Gesù

by Augusto Cavadi

Anche nel “civilissimo” Occidente (quale amiamo rappresentarcelo) le donne sono state, e per molti versi restano, in una condizione sistemicamente sfavorita rispetto agli uomini.

A causa di ciò, il loro contributo alla costruzione della nostra “civiltà” è stato minore rispetto ai maschi: ma è davvero così esiguo, come sembrerebbe a una valutazione superficiale?

Forse risulta tale a causa del silenzio censorio sul loro ruolo perpetrato dagli storiografi, quasi sempre maschi! La storia taciuta delle donne ignorate dagli storiografi

A partire da questa convinzione, Carla Poncina Dalla Palma nel suo Lo sguardo femminile sul mondo. Da Diotima al #ME-Too (Diogene Multimedia, Bologna 2019, pp. 209, euro 16) ha provato a strappare dall’oblio alcune figure di donne o del tutto dimenticate o molto sottovalutate: non solo per senso di giustizia riparatrice ma anche per contribuire a quel “modello educativo radicalmente nuovo” di cui abbiamo bisogno, ancora oggi, per combattere la violenza sulle donne, “l’unico modo rimasto agli uomini per affermare la propria superiorità sul corpo delle donne, avendo perso il controllo delle loro anime”.

La storia taciuta delle donne ignorate dagli storiografi
Carla Poncina Dalla Palma

Come sa ogni lettore – e soprattutto ogni lettrice – di media istruzione, ormai la letteratura su questa tematica è ingente. Perciò mi limiterò, un pò arbitrariamente, a riprendere quelle informazioni che a me sono risultate nuove, distribuendole per così dire su due colonne.La storia taciuta delle donne ignorate dagli storiografi

Nella prima inserirei i riferimenti al maschilismo più sorprendente perché manifestato da autori per molti altri versi considerati – meritatamente – saggi: dal libro biblico del Siracide del II sec. A. C (“preferibile la cattiveria di un uomo alla bontà di una donna”) ad autori di testi attribuiti a san Paolo come la I Lettera ai Corinti (“le donne nelle assemblee tacciano, perché non è permesso loro parlare”); da Kierkegaard (“la donna non conosce il terrore del dubbio o le pene della disperazione, essa non sta al di fuori delle idee, ma le riceve di seconda mano. Ecco perché odio quelle orribili chiacchiere sull’emancipazione della donna”) a Nietzsche (“L’uomo deve essere addestrato alla guerra, la donna al riposo del Guerriero. Tutto il resto è stupidità”). La storia taciuta delle donne ignorate dagli storiografi

Indubbiamente – come ha notato Virginia Woolf – “per secoli le donne sono state gli specchi magici e deliziosi in cui si rifletteva la figura dell’uomo, raddoppiata”, ma – aggiunge Dalla Palma – “questa postura mentale, per cui ci si riflette in chi viene considerato inferiore per sentirsi forti, è alla base di ogni forma di razzismo che spinge anche i più deboli, i meno dotati, a infilarsi in qualsivoglia partito o gruppo che si autodefinisca superiore perché bianco, ariano, cristiano, induista o altro ancora. Accolto al suo interno ogni poveraccio può sentirsi più in alto di chi sta fuori del magico cerchio”.

In una seconda colonna ideale elencherei  i riferimenti a donne rilevanti, ma abitualmente trascurate nelle ricostruzioni storiche: da Aspasia (moglie di Pericle, sua consigliera e ghost-writer, maestra di retorica di Socrate) a Novella D’Andrea (docente all’Università di Bologna nel XIV secolo che doveva far lezione velata perché la sua bellezza non turbasse gli studenti); da Laura Terracina (poetessa del XVI secolo probabilmente uccisa dal marito) a Isabella di Morra (anche lei poetessa vissuta nel Cinquecento e anche lei uccisa per ‘onore’, a soli 26 anni,  dai suoi stessi fratelli).La storia taciuta delle donne ignorate dagli storiografi

Da Mary de Gournay (cui si deve la prima pubblicazione, postuma, degli Essais di  Montaigne, che le è stato per tutta la vita amico affettuoso) a Elena Lucrezia Corner Piscopia (matematica del XVII secolo, prima donna laureata al mondo); da Rahel Verhagen (una donna ebrea vissuta in Prussia a cavallo fra il Settecento e l’Ottocento) a Karen Horney (vissuta fra Ottocento e Novecento, prima contestatrice della tesi di Freud sull’invidia del pene da parte delle donne).

Questo elenco di donne valorose e anticonformiste può trovare suggello in quelle “teologhe islamiche femministe” cui l’autrice di questo libro dedica alcune delle pagine conclusive, sottolineando come il loro lavoro, “all’interno dei vari sistemi sociali e politici”, mira a rivendicare, “proprio a partire dal Libro Sacro, il diritto a vivere in società più libere e rispettose della dignità di tutti”.

La storia taciuta delle donne ignorate dagli storiografi
Fatima Mernissi

Accanto alle teologhe islamiche Dalla Palma ricorda l’attività di  storiche e sociologhe della stessa area culturale, come Fatima Mernissi che, nel suo Le Sultane dimenticate. Donne capi di Stato nell’Islam, “riporta alla luce ritratti luminosi di donne musulmane forti e potenti, purtroppo occultati e colpevolmente ignorati esattamente come è successo in Occidente per molti secoli”. La storia taciuta delle donne ignorate dagli storiografi

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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