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L’esorcista al tempo del web

Selfie con l’esorcista

Molta ignoranza, superstizione, disturbi ossessivi e fragilità psicologiche da soli non bastano a spiegare perché in Italia ogni anno 500 mila persone si rivolgono agli esorcisti.

Anche se grazie alle sempre più precise diagnosi psichiche e mediche, all’evoluzione culturale e tecnologica ed all’espansione capillare della comunicazione attraverso web e social network, la pratica dell’esorcismo negli ultimi decenni è andata progressivamente diminuendo, resta  dunque ancora un diffuso sostrato sociale condizionato dal soprannaturale e terrorizzato dalla superstizione.

Non si spiega altrimenti la folta partecipazione ai corsi di esorcismo organizzati dall’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma.

L'esorcista al tempo del we padre Cesare Truqui
Padre Cesare Truqui

“La lotta contro il male e il maligno, cominciata all’origine del mondo, è destinata a durare fino alla fine dei tempi, ma siamo in una fase cruciale della storia” sostiene  Cesare Truqui, sacerdote esorcista, allievo del celebre padre Gabriele Amorth, uno dei più famosi esorcisti, scomparso nel 2016.

Nel libro intervista “Professione esorcista” con la giornalista Chiara Santomiero, Padre Cesare spiega che non chiude la porta a nessun sofferente nel corpo e nello spirito. Su molti, afferma, pratica preghiere di liberazione, ma prima di iniziare un esorcismo vero e proprio si accerta di avere chiara la situazione medica e psichiatrica. Solo dopo il vaglio dei responsi specialistici, il sacerdote decide di accogliere il presunto indemoniato, rivedendolo periodicamente, anche una volta a settimana, perché i tempi della guarigione  sono di solito molto lunghi.

L'esorcista al tempo del web Padre Gabriele Amorth
Padre Gabriele Amorth

“Se da un lato Papa Francesco parla con naturalezza del demonio – continua Padre Cesare Truqui – dall’altro molti cristiani non credono più alla sua esistenza, i Vescovi nominano pochi esorcisti e non ci sono più giovani preti disposti a imparare la dottrina e la pratica della liberazione delle anime. Perché diventare esorcisti non è né un mestiere né una professione, ma un ministero di misericordia totalizzante fra i più preziosi, essenziale alla vita della Chiesa.”L'esorcista al tempo del we

  • Attualità e biettivi del corso?

“La formazione di sacerdoti e laici preparati sotto questo aspetto. Come spiega l’introduzione del rituale De exorcizandis obsessis a Daemonio: “ l’esorcista, per poter assolvere correttamente il proprio compito deve conoscere i molti testi di natura pratica, compilati da autori approvati dalla Chiesa sull’argomento dell’esorcismo e il corso indica e illustra quali sono questi i libri”.

  • Come distinguere un caso di possessione da un disturbo mentale ?

“Il discernimento degli spiriti è appunto uno degli aspetti più importanti e essenziale nel ministero dell’esorcista. All’interno della Chiesa i sacerdoti esorcisti vengono infatti considerati come ministri di misericordia ed operano gratuitamente. “L'esorcista al tempo del web

 

Fonti: Aska news e La Nuova Bussola Quotidiana

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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