Meglio soli o…in coppie di comodo?

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Meglio soli o...in coppie di comodo?
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by Maggie S. Lorelli

Dopo un nuovo anno pandemico, al sole siamo tutti più soli. In un periodo di transizione fra l’isolamento forzato e il ritorno alla socialità, mi chiedo se sia preferibile lanciarsi in nuove avventure sentimentali, per condividere i bagliori e i bollori estivi, o se sia meglio starsene da soli ad attendere occasioni migliori. Dopo lo svernamento, le donne tornano ad essere bersagliate da orde di tordi filomelici usciti dalle gabbie per cantare l’amore. Ma quali sono i rischi di finire in una relazione di comodo solo per tentare di lenire la solitudine?Meglio soli o...in coppie di comodo?

“Sono molti e molto frequenti” – ammonisce Sergio Anastasia, psicologo e psicoanalista esperto d’amore e di relazioni, fondatore di #aboutlove, progetto per la promozione della cultura dell’affettività e della non violenza – “Vale il principio che la paura di rimanere soli è addirittura amplificata da ciò che abbiamo vissuto e in parte stiamo ancora vivendo. Le limitazioni, le perdite e i mutamenti sociali rendono la vita affettiva piena di incognite. Questo fa sì che il rischio di accontentarsi aumenti.”

Meglio soli o...in coppie di comodo?
Sergio Anastasia

Il partner giusto è quello che risponde alle nostre aspettative?

Il partner, per definizione, non risponde alle nostre aspettative. Nulla è come noi vorremmo, nel bene e nel male. È come quando si programma un viaggio: per quanto si sia precisi e puntuali nell’organizzazione, ci saranno sempre e comunque delle incognite. E questo è un bene. Senza le dis-connesioni tra desiderio e realtà, non ci sarebbe il progresso. Così, nessuno può coronare da solo i nostri sogni. La favola del Principe Azzurro è appunto una fiaba. Il punto, a mio parere, è capire quanta disponibilità e capacità di dialogo con se stessi e con il partner ci sia. Senza il dialogo non è possibile superare gli inevitabili momenti di crisi.

Quale dovrebbe essere la spinta migliore per dare luogo a una buona relazione?

La consapevolezza. Di sapere chi si è, cosa si vuole, quali siano le cose imprescindibili che si desiderano e quelle che ci corrispondono effettivamente. Io credo che conoscere a fondo le proprie necessità e i propri bisogni sia una buona ricetta di successo.

Eppure molte relazioni sembrano funzionare benissimo sulla scorta della reciproca convenienza… 

E’ così. A volte le coppie sono cementate dal bisogno di mostrare all’esterno che tutto va bene. Questo obiettivo comune, al pari di una società o di un gruppo di lavoro, rende la coppia funzionante. Ma in questo ambito, tutto sommato, è una messa in scena.

Spesso le coppie nascono da una forte attrazione sessuale. E’ un buon presupposto dal quale partire?

Necessario. Ma al primo obnubilamento occorre far seguire altro. Se si tratta di sola eccitazione, la relazione difficilmente andrà avanti. Anche se si cerca di alimentare l’eccitazione, questa è necessariamente collegata al prohibitio, alla novità e alla seduzione. Con questi ingredienti, la relazione non cresce. Io credo che il migliore presupposto per una maturazione della coppia sia la sincerità, non l’onestà, ma appunto la sincerità: non occorre la perfezione e il candore; è “sufficiente” il coraggio e la forza di manifestarsi per ciò che si è. Sin da subito!Meglio soli o...in coppie di comodo?

Ad esser troppo razionali, non si rischia di rimanere soli? E poi, si sa, una lunga solitudine conduce alla rassegnazione e alla perdita di fiducia nelle relazioni…

La condizione migliore per sopravvivere indenni alle difficoltà di riuscire a costruire relazioni soddisfacenti è essere capaci di dare valore alle cose importanti, nonostante tutto. Ribellarsi, vendicarsi e ritirarsi dall’Amore è inutile. È una fuga che impedisce la crescita di sé. Meglio, semmai, intraprendere percorsi di conoscenza personale, per evitare di commettere sempre gli stessi errori e avere il coraggio di coltivare le relazioni per ciò che sono. Non tutte le attrazioni sfociano in un sentimento; non tutti i sentimenti sfociano in un’attrazione. Imparare a riconoscere ciò che stiamo attraversando, fa di noi stessi dei buoni coltivatori delle relazioni e dell’Amore. Aprendoci a questo tipo di esperienze, l’Amore entra nelle nostre vite nelle forme più disparate e inattese. Non necessariamente quelle che ci “aspettavamo”. Meglio soli o...in coppie di comodo?

L’umanità è sempre più connessa. Internet è un buon mezzo per trovare l’anima gemella?

Certamente. Con una buona dose di pazienza, onestà e fortuna, perché no? Ma attenzione: solo dopo aver incontrato di persona e per davvero l’altra persona, possiamo renderci conto se è adatta a costruire qualcosa insieme a noi. Naturalmente, quando qui parlo di “incontro”, intendo qualcosa di effettivo, onesto e chiaro. Spesso sono necessari diversi appuntamenti e incontri, per capire meglio chi si ha davanti. Insomma, con la giusta dose di coraggio, pazienza e onestà è possibile fare dei buoni incontri. Per un’amicizia, per un confronto e perché no, anche per delle belle relazioni sentimentali. Un suggerimento: concentratevi a capire cosa desideri l’altra persona, che idee abbia del futuro e di sé stessa, cercando di comprendere quanto vi sembri coerente e onesta rispetto alle sue scelte e alla vita che sta vivendo ora.

Cosa distingue una coppia ben formata, da una che invece ha poche prospettive?

Un elemento su tutti: il dialogo onesto anche sulle mancanze reciproche e i bisogni non corrisposti. Uno degli aiuti principali che mi trovo a dare in quest’epoca di paura e di “legami liquidi”, è quello di imparare a comunicare. Senza lamentarsi, ma senza neanche rassegnarsi al silenzio. Si può imparare. Il risultato può essere diverso da quello che ci aspettavamo, ma sarà sorprendente scoprire la libertà di poter sempre scegliere!Meglio soli o...in coppie di comodo?

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