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Moro e i 45 anni di inconfessabili verità

Vicini alla verità, lontani dalla giustizia. Anche se gli anniversari passano stanchi, i 45 anni dell’irrisolto caso Moro attraversano una inedita fioritura di nuovi elementi probatori, di ricostruzioni sempre più stringenti e presentano, soprattutto, quasi nella sua interezza glocal, globale e nazionale, un mosaico politico e investigativo di un delitto con molti flash di verità, ma nessuna giustizia storica.

Moro e i 45 anni di inconfessabili verità
Aldo Moro

Aldo Moro non era soltanto un politico italiano, ma uno statista di livello internazionale, uno studioso raffinato e un autentico riformista. Un politico in grado di dare sempre nuovi orizzonti al Paese con un’attenzione sempre rivolta all’uomo, allo sviluppo sociale e alla difesa dei principi della libertà e della democrazia. Mimetizzata da sequestro politico e attentato terroristico, l’eliminazione dell’allora Presidente della Dc che stava concretizzando una svolta innovativa e rigeneratrice per l’asfittica politica italiana ostaggio della guerra fredda e dei contraccolpi economici internazionali, risulta sempre più evidentemente funzionale al mantenimento dello status quo dei blocchi contrapposti.

Moro e i 45 anni di inconfessabili verità
Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro

Lo denunciano con estrema precisione le considerazioni finali delle 273 pagine della relazione conclusiva della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul caso Moro, Presieduta dall’On. Giuseppe Fioroni: “Alla luce delle indagini compiute il rapimento e l’omicidio di Aldo Moro non appaiono affatto come una pagina puramente interna dell’eversione di sinistra, ma acquisiscono una rilevante dimensione internazionale. Al di là dell’accertamento materiale dei nomi e dei ruoli dei brigatisti impegnati nell’azione di fuoco di via Fani e poi nel sequestro e nell’omicidio di Moro, emerge infatti un più vasto tessuto di forze che, a seconda dei casi, operarono per una conclusione felice o tragica del sequestro, talora interagendo direttamente con i brigatisti, più spesso condizionando la dinamica degli eventi, anche grazie alla presenza di molteplici aree grigie, permeabili alle influenze più diverse…Moro e i 45 anni di inconfessabili verità

…un altro elemento che si evidenzia con chiarezza è che non si intravede una regia unica tra i protagonisti attivi o omissivi della vicenda Moro. Emerge, al contrario, come si sia innestata sull’operazione militare delle Brigate rosse l’azione di una pluralità di soggetti, che per ragioni diverse, influirono sulla gestione e tragica conclusione della vicenda… In questo ambito può collocarsi certo la presenza di persone legate alla P2 in diversi ambiti istituzionali, dai Comitati di crisi istituiti presso il Ministero dell’interno, ai vertici dei Servizi e delle Forze di Polizia, alla Magistratura, come pure l’evidente permanere, all’interno degli apparati, di appartenenti a strutture che in alcuni casi, come evidenziato dal lavoro della Commissione Stragi, rispondevano a plurime fedeltà…Dentro tale sfondo si collocano anche le infiltrazioni nelle Brigate rosse che si verificarono sin dai primi anni ’70 e che sono state pure documentate dalle indagini. Ancora più importante è il riconoscimento del ruolo di quell’area grigia e invisibile costituita dai rapporti fra varie entità, anche criminali o terroristiche, e i vari servizi segreti. In questo ambito una delle principali acquisizioni è giunta dagli approfondimenti sulla dimensione mediterranea della vicenda Moro, con particolare riferimento agli accordi politici e di intelligence che fondavano la politica italiana, in particolare nei riguardi del Medio Oriente, della Libia e della questione israelo-palestinese. Gli approfondimenti sul ruolo dei movimenti palestinesi e del centro SISMI di Beirut hanno consentito di gettare nuova luce sulla vicenda delle trattative per una liberazione di Moro e sul tema dei canali di comunicazione con i brigatisti, ma anche di cogliere i condizionamenti che poterono derivare dalla collocazione internazionale del nostro Paese e dal suo essere crocevia di traffici di armi con il Medio Oriente, spesso tollerati per ragioni geopolitiche e di sicurezza nazionale…..”.

La verità sul delitto Moro è dunque già evidente su uno sfondo storico che attende soltanto di essere ricostruito e illuminato dalla luce della giustizia. Una luce di verità e giustizia essenziale per riscrivere la storia dei primi 77 anni di una Repubblica Italiana in pace con se stessa.Moro e i 45 anni di inconfessabili verità

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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