Natale liberatorio senza frustrazioni e inibizioni

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Natale liberatorio senza frustrazioni e inibizioni
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Ormoni & neuroni

domande e risposte sull’amoreNatale liberatorio senza frustrazioni e inibizioni

by Maggie S. Lorelli

Quest’anno mi spoglio e voglio un Natale spoglio. Nonostante la variante Omicron, alla Vigilia le persone non si sono risparmiate le corse al Centro commerciale per gli acquisti compulsivi di vanità, bramate come necessità vitali. E cibo, tanto cibo come se dovesse scoppiare una guerra nucleare. Mentre il governo impone restrizioni e proibisce i festeggiamenti in piazza e gli esperti sconsigliano le adunate familiari se non fra plurivaccinati, gli scrupolosi si accalcano in file interminabili per tamponarsi e sentirsi più sicuri nelle abbuffate di gruppo. Si percepisce un’euforia trattenuta, un vorrei ma non posso, un desiderio represso di trasgressione che puzza di frustrazione, un’inibita voglia di vita, una frenesia tirata col freno a mano. Prudenti e gaudenti a un tempo, cerchiamo di proteggerci senza rinunciare al piacere. Eppure avremmo dovuto approfittarne per fermarci e saltare un giro di giostra. Non sono bastati due lockdown per indurci a spogliarci degli orpelli e calarci dentro noi stessi per poterci offrire agli altri denudati da ogni falsità come Cristo in croce. E invece tutto si è gonfiato: i costi, le labbra, i panettoni doppiamente lievitati, i maroni. Eh, già…anche l’ego. L’horror vacui che conduce all’addobbo esteriore, tanto più ricco quanto più vacuo, non è che il bisogno di autenticità destinato a rimanere insoddisfatto. L’intimità non si compra al supermercato e non si scambia con un’inezia impacchettata. Non si trova all’esterno dell’involucro scintillante, ma alberga al centro dell’anima. Non si veste di paillettes, ma aspira all’essenziale. Chiedo allo psicologo se forse quest’anno non avessimo solo bisogno di toglierci la maschera, guardarci in faccia e abbracciarci senza parlare. E lui, chissà che farà a Natale…

#AboutLove felicità non é solo amare ma essere amati
Lo Psicologo Sergio Anastasia e Maggie S. Lorelli

by Sergio Anastasia

Cara Maggie, sono rimasto indeciso sino all’ultimo. Senza frenesia, ho atteso che le informazioni che mi giungevano da più parti, mi guidassero nelle scelte. Ho deciso. Rinuncerò a tutto ciò che possa mettere in pericolo me, o i miei cari. Qualcosa di molto intimo, che nulla ha a che fare con i ricordi di un tempo. Nessuno spostamento. Silenzio, cura, ascolto e studio. Le file davanti alle farmacie ricordano quelle davanti ai supermercati di Marzo 2020. Sono ancora ordinate, come allora, silenziose. Rappresentano lo specchio di ciò che stiamo vivendo: c’è chi lo fa per avere il pass per poter incontrare l’altro; c’è chi lo fa per sentirsi apposto con sé stesso; chi lo fa per necessità; e chi lo fa per non rinunciare a niente. Mi dicono che molti optano per il “fai da te”. Che si un modo per poteggere sé stessi, più che gli altri, dal rischio di essere positivi? Ancora oggi, i contrari si scagliano contro i vaccini. I Pro contro gli altri. E questo si ricalca nelle relazioni. Assistiamo a una pericolosa scissione: idealisti contro disillusi. “Buoni” contro “cattivi”. Sempre più mi imbatto in persone “difese”, che non attendono altro che un segnale per potersi chiudere in sé stesse. Dall’altra parte, inconsapevoli, che girano in lungo e in largo, pensando di non essere parte di un insieme. In questo, regna la confusione: l’incapacità di leggere una realtà che diventa sempre più incomprensibile. Con la scienza che, in tutti i campi, sembra abdicare rispetto a richieste e necessità per le quali non sembra più preparata. Dinanzi a tutto questo, non resta che l’etica. Non di tipo morale, non di tipo ideale, ma di tipo “responsabile”. Il ritiro da forme di egoismo, in nome di un coraggio: quello di esprimere sé stessi, di indagare la propria complessità interiore e di pacificarsi rispetto alle proprie conflittualità. Saranno vacanze molto lunghe. Questa può essere un’opportunità. Per i singoli, per le coppie e per le famiglie.#AboutLove: passione questa sconosciuta

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