Paolo Gentiloni o addio Pd l’ultima chance del Nazareno

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Solo Gentiloni sarebbe in grado di resuscitare il NazarenoPaolo Gentiloni o addio Pd l’ultima chance del Nazareno

Dal big bang al buco nero. La parabola del Pd rischia di esaurirsi dopo poco più una dozzina di anni. Da qualunque parte lo si valuti, l’avvitamento politico del Partito Democratico rappresenta in ogni caso un vulnus per l’incompiuta democrazia costituzionale del Paese.

Il ciclone Renzi sembra avere completamente svuotato di iniziativa, e soprattutto di consensi, quello che sulla carta sembrava essere il partito degli ideali, nato dalla fusione delle più popolari e radicate culture politiche dell’Italia, la tradizione cattolica e l’anticlericalismo comunista.Paolo Gentiloni o addio Pd l’ultima chance del Nazareno

Smarrito e diviso, ossessionato dalla sindrome della sconfitta, il Pd si ritrova invece essenzialmente senza un leader in grado di resuscitarlo e di fargli ritrovare ruolo e consensi elettorali.

Eppure, nonostante le favorevoli prospettive determinate dai disastri a catena del governo gialloverde, i democratici non riescono ad uscire dalle sabbie mobili della politica in cui si si sono arenati.

Le candidature alla segreteria dell’attuale reggente, Maurizio Martina e quella in crescendo di Nicola Zingaretti non convincono, non trascinano e non bucano i social network. Tutt’altro.

Paolo Gentiloni o addio Pd l’ultima chance del Nazareno

Matina e Zingaretti

A meno di un outsider esterno o di un ritorno di fiamma di Matteo Renzi, l’unico vero candidato unitario in grado di rappresentare un punto di riferimento per tutta la sinistra e anche di assumere il ruolo dell’ antagonista di primo piano della maggioranza di governo, è Paolo Gentiloni, più volte Ministro e soprattutto ex Presidente del Consiglio molto rimpianto in tutte le capitali estere.

Evidente il livello di credibilità e di competenza governativa e politica di Gentiloni. Un livello tale da reggere e di riproporsi anche dopo una non scontata sconfitta contro lo tsunami del populismo.

Paolo Gentiloni o addio Pd l’ultima chance del Nazareno

Paolo Gentiloni e la moglie Emanuela Mauro

Il precedente storico è quello di Francois Mitterand che divenne Presidente della Repubblica francese dopo due cocenti sconfitte.  Un precedente non casuale, perché richiama anche il delicato tema della coabitazione fra un governo multiforme, che si ricompatta soltanto in funzione antieuropea e un Presidente della Repubblica come Sergio Mattarella, risoluto garante dell’osservanza non soltanto della prassi ma anche dello spirito della Costituzione. Un latente braccio di ferro fra Palazzo Chigi e Quirinale già evidenziato al momento della formazione del governo Conte e che, in vista delle elezioni europee, sarebbe inevitabilmente destinato ad acuirsi ulteriormente.

Il baricentro di Gentiloni, in grado di unificare e rimotivare tutta la sinistra, eviterebbe se non altro l’isolamento politico di Mattarella, scongiurando i rischi di quella imprevedibile quanto aggressiva deriva populista, già scatenatasi per l’inevitabile bocciatura a fine maggio della candidatura di  Paolo Savona a Ministro dell’Economia.Paolo Gentiloni o addio Pd l’ultima chance del Nazareno

Dopo un’estate fratricida, mentre in Paese crollava letteralmente, al popolo del Nazareno non rimane altro in definitiva che rispondere ad una domanda secca: ma il Pd può permettersi di bruciare un leader come Paolo Gentiloni? “È la capacità di innovare che distingue un leader da un epigono” risponderebbe Steve Jobs.

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