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Papa Francesco sotto attacco Chiesa divisa  

by Augusto Cavadi

Nel linguaggio ecclesiastico, i “ministri” di cui si avvale il Papa per governare la Chiesa cattolica si chiamano “prefetti” e i rispettivi ministeri si chiamano “congregazioni”. Tradizionalmente il “prefetto” della “Congregazione per la dottrina della fede” (ex  Sant’Uffizio e, prima ancora, Santa Inquisizione) è stato considerato il braccio destro del Papa, il più prestigioso e il più influente.Papa Francesco sotto attacco Chiesa divisa

Così, tanto per avere un’idea, si consideri che il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede ai tempi di Giovanni Paolo II è stato Joseph Ratzinger, divenuto suo successore col nome di Benedetto XVI.

Per misurare la drammaticità dell’attuale situazione nella Chiesa cattolica basti sapere che il Cardinale Gerhard Ludwig Müller – Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede dal 2012 al 2017  (anno in cui, scaduto il primo quinquennio del suo mandato, è stato sostituito con un altro cardinale dal nuovo Papa Francesco) – è attualmente una delle punte di diamante della fronda anti-bergogliana costituita da una minoranza, non esigua e comunque molto attiva, di Cardinali, Vescovi, Preti e teologi anche “laici” nell’accezione ecclesiale di “non Prebiteri”).

Papa Francesco sotto attacco Chiesa divisa
Il Cardinale Gerhard Müller

In un recentissimo documento del luglio 2019 il porporato tedesco si è chiesto quali siano le ragioni del calo attuale di consensi della chiesa cattolica (“una scarsa partecipazione alla Messa, pochi battesimi e cresime, seminari sacerdotali vuoti, il declino dei monasteri”;  nella sola Germania, “nel 2018 oltre 216.000 Cattolici hanno lasciato la loro casa spirituale abbandonando esplicitamente la Chiesa”; “nell’America meridionale un tempo quasi completamente cattolica, i Cattolici, proprio come in Germania, hanno lasciato la Chiesa Cattolica a milioni”) e ne ha elencato una serie:Papa Francesco sotto attacco Chiesa divisa  

  1. La “secolarizzazione” della Chiesa che non ha il coraggio di presentarsi, come nei secoli precedenti, “nella sua essenza enel suo mandato” quale “istituzione divina”, fondata da Cristo stesso e “necessaria per la salvezza” eterna. Essa, invece, tenta di “legittimarsi davanti a un mondo scristianizzato in modo secolare come lobby natural-religiosa del movimento ecologico”, o “di presentarsi come un’agenzia di soccorso per i migranti che elargisce denaro”, col risultato di perdere “ancora di più la sua identità di Sacramento universale di salvezza in Cristo” senza per altro ricevere “affatto quel tanto desiderato riconoscimento da parte dell’opinione corrente verde di sinistra”;
  2. il “cambiamento del Sacramento degli Ordini Sacri in un sistema professionale di funzionari ben retribuiti”;
  3. il “passaggio del potere percepito come politico, da Vescovi e sacerdoti ai laici, con una clausola aggiuntiva che prevede che, a parità di qualifiche, le donne dovranno essere preferite”;
  4. la revisione della “morale cristiana”, “squalificata in quanto si pone contro il corpo, e, presumibilmente, non è compatibile con gli standard della moderna scienza sessuale”;
  5. l’abolizione del celibato a vita (sia dei preti che dei frati e delle suore)  in quanto  “percepito come un imbarazzo – come un elemento alieno o un rifiuto residuo dal quale ci si debba liberare il più rapidamente e scrupolosamente possibile. Al massimo, questo celibato potrebbe essere concesso ad alcune persone stravaganti come forma masochistica di un’autodeterminazione estremamente autonoma”. Papa Francesco sotto attacco Chiesa divisa

Ognuno di questi punti andrebbe spiegato ulteriormente, specie a un lettore che non abbia particolari competenze teologiche, ma – andando all’essenziale – mi chiedo: se dal XII secolo milioni di cristiani hanno lasciato la Chiesa cattolica ( al seguito di Pietro Valdo, Lutero, Calvino, Zwingli…) perché non condividevano nessuno dei princìpi richiamati dal Cardinale Müller;

se oggi migliaia di teologi cattolici si sono convinti della insostenibilità di tali princìpi sia in base all’esegesi della Bibbia sia in base allo studio della storia;

se oggi milioni di cattolici – specie se mediamente istruiti – non ritengono in coscienza di poter condividere l’insegnamento ufficiale della Chiesa,  perché non chiedersi se, per caso, è quest’ultimo a dover essere ripensato radicalmente?

Gli ecclesiastici in polemica con i colleghi “progressisti” e con lo stesso Vescovo di Roma mi ricordano la storiella del matto lanciato a tutta velocità in autostrada che si chiede, stupito, come mai in quel giorno centinaia di automobilisti avessero perso la testa e corressero in direzione opposta alla sua.Papa Francesco sotto attacco Chiesa divisa  

Oggi basta leggere libri seri, ma divulgativi – come L’inutile fardello del cappuccino  Ortensio da Spinetoli, Cristiani nel XXI secolo? del gesuita Roger Lenaers o Perché il cristianesimo deve cambiare o morire del Vescovo episcopaliano John Shelby Spong –  per rendersi conto che:

  1. Gesù non ha mai pensato di fondare nessuna Chiesa;
  2. per i primi secoli i preti non erano dei battezzati cui veniva impresso un sigillo “ontologico” che li rendeva qualitativamente altri rispetto al popolo, ma uomini “presbiteri” (letteralmente: “più anziani”) che continuavano la loro vita matrimoniale e lavorativa;
  3. le donne erano escluse da ruoli di governo per ragioni storico-sociologiche contingenti, non per chi sa quale trascendente volontà divina;
  4. la morale cristiana, inizialmente attenta alle tentazioni del denaro e del potere, si è via via appiattita su posizioni sessuofobiche che le scienze mediche e umane attuali stigmatizzano come irrazionali;
  5. la scelta di vivere castamente una condizione celibataria, per dedicarsi totalmente alla causa del “regno di Dio” (dunque della fraternità, della giustizia, della contemplazione del bello, della solidarietà con l’intero creato…), ha una sua intrinseca validità, ma non può diventare un obbligo giuridico che intrappola per l’intera vita dei maschi o delle donne che decidano di abbracciarlo in una fase di entusiasmo giovanile. Papa Francesco sotto attacco Chiesa divisa  

Insomma, i conservatori di oggi come di ieri dovrebbero rassegnarsi: quando è il Vangelo del profeta nomade di Galilea a dettare la linea, saltano i sistemi ideologici e istituzionali costruiti dagli esseri umani per proteggersi dalle sorprese dell’esistenza e dai rischi di una vita spesa per la ricerca della verità e la gioia della condivisione solidale con gli “impoveriti” della terra.

Papa Francesco sotto attacco Chiesa divisa  one
www.augustocavadi.com

 

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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