#Terrorismo:la minaccia legittima uso virus trojan

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#Terrorismo:la minaccia legittima uso virus trojan
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#Terrorismo:la minaccia legittima uso virus trojan#Terrorismo:la minaccia legittima uso virus trojan
 
Serve una forte risposta dello Stato anche con metodi da ‘grande fratello’.
L’escalation del terrorismo internazionale e l’articolazione sempre più complessa della criminalità finanziaria, oltre alle ‘tradizionali’ e non ancora debellate organizzazioni mafiose, legittima da parte dello Stato il ricorso alle più sofisticate  tecnologie di captazione, come l’uso del virus trojan che inoculato in cellulari,smartphone e tablet é una sorta di ‘grande fratello’ portatile che spia e registra tutta la vita e i contatti della persona indagata che,ignara, porta sempre con sè un ‘cavallo di Troia’.
         
Lo spiega la Cassazione nelle motivazioni della sentenza 26889 relative all’udienza che lo scorso 28 aprile ha dato il via libero all’utilizzo dei virus intrusori e, dunque, alle cosiddette “intercettazioni itineranti“, nelle indagini sui reati più gravi, compresi quelli commessi da organizzazioni semplici, cioé non di matrice mafiosa o del terrore, ma
“programmaticamente orientata e predisposta alla commissione di più reati”.
     

Con queste importante sentenza, molto contestata dagli Avvocati, le Sezioni Unite della Suprema Corte, mettono a tacere i timori perla eccessiva compressione del diritto alla privacy, e spiegano che la Corte europea dei diritti dell’uomo, anche in una recente sentenza dello scorso febbraio (Capriotti contro lo Stato italiano) ha escluso la commissione di violazioni da parte dei giudici italiani rilevando che nella normativa del nostro Paese sono riscontrabili tutti gli elementi richiesti dagli standard di Strasburgo, perché le intercettazioni, in Italia, sono regolamentate da limiti, cosa che non avviene in tutti i Paesi, come la Russia che, invece, per la mancanza di ‘paletti’, è stata condannata nel 2015 (Zacharov contro Russia).

 
“Le minacce che derivano alla società ed ai singoli dalle articolate organizzazioni criminali che dispongono di tecnologie e di notevoli risorse finanziarie, ed oggi – scrive la Cassazione – anche della crescente diffusione ed articolazione su scala mondiale delle organizzazioni terroristiche le cui azioni sono finalizzate ad attentare alla vita e alle libertà  delle persone ed alla sicurezza collettiva, richiedono una forte risposta dello Stato con tutti i mezzi che la moderna tecnologia offre e la vigente legislazione, nonché i principi costituzionali consentono, per adeguare l’efficacia investigativa all’evoluzione tecnologica dei mezzi adoperati dai criminali”.
Oltre alla minaccia terroristica, la Cassazione,sdoganando ad ampio raggio l’utilizzo dei trojan, ricorda che una risoluzione del Parlamento Ue del 2013 ha raccomandato di intensificare il contrasto alla criminalità  organizzata, anche non mafiosa,che é “sempre più simile ad un soggetto economico globale”, specializzato “nella fornitura simultanea di diverse tipologie di beni e servizi illegali, ma anche in misura crescente legali”, e ha un impatto “sempre più pesante sull’economia europea e mondiale, con ripercussioni significative sulle entrate fiscali degli Stati membri dell’unione nel suo insieme e con un costo annuo per le imprese stimato a oltre 670 miliardi di euro”.
 
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