Alibi politici sulla pelle del Paese

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La strategia degli alibi 

Alibi politici sulla pelle del Paese

L’ algoritmo del 4 marzo è ormai superato. In politica gli algoritmi sono funzionali alla ricerca del consenso, degli elettori. A catalizzare i voti.

Dopo le elezioni, per le strategie e le tattiche, i leader ricorrono agli alibi. All’essere altrove e dunque ad avere una giustificazione per decidere altrimenti.

La genesi degli alibi del dopo politiche è connessa allo stallo fra Centrodestra 5Stelle e Pd.  La ricerca della rotta perduta, per assicurare un governo al Paese, ha trasformato in metafore i termini nautici.

Alibi politici sulla pelle del Paese

Dopo i falliti tentativi di arrembaggio alla flotta del centrodestra e al galeone del Pd da parte di Di Maio e dei tigrotti grillini, all’arenarsi dell’incarico esplorativo del Presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati, all’andatura di bolina per risalire il vento contrario delle consultazioni del Presidente della Camera, Roberto Fico, la politica sta provando in questi giorni a rilanciare l’intuizione di Cristoforo Colombo: raggiungere l’oriente navigando verso occidente.

E’ la rappresentazione dell’elaborata trattativa fra 5 Stelle e Pd che in realtà è funzionale al raggiungimento di un’intesa fra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. E’ la strategia dell’alibi. Dell’essere altrove. Della svolta decisionale giustificata dal ritrovarsi in un’altra situazione.Alibi politici sulla pelle del Paese

Alibi politici che non tengono nella giusta considerazione l’urgente necessità che il Paese ha di un governo stabile e che non tengono conto del ruolo e della capacità di iniziativa del Quirinale.

Alibi e contesti diversi per ciascun leader:

  • Matteo Salvini

ha l’obiettivo di portare la Lega alla guida del Governo. Il leader del centrodestra è seduto sulla sponda e attende pazientemente di vedere annaspare fino ad annegare politicamente, lungo il  fiume del dopo elezioni, gli avversari interni e esterni alla coalizione. Da Silvio Berlusconi ai vertici di Forza Italia, da Milano a Bruxelles, da Matteo Renzi  a tutti gli esponenti del Pd e del Governo che hanno sparato a zero su di lui, dagli esponenti di Fratelli d’Italia che lo boicottano, agli editori, direttori ed  editorialisti ostili della carta stampata e dell’etere.Alibi politici sulla pelle del Paese

L’alibi che il leader della Lega attende di poter utilizzare è quello della leadership di Governo che Di Maio sarà costretto a riconsiderare e a riconoscergli se non vuole rimanere intrappolato in mezzo al guado dell’ingovernabilità e dell’ammutinamento in progress all’interno del 5 stelle. L’alibi di un governo verde giallo a guida leghista e senza Berlusconi, per consentire di far dire a Di Maio: vedete la Lega ha accettato le nostre condizioni…..

  • Luigi Di Maio

dava per scontato un dopo elezioni a Palazzo Chigi. Il candidato Premier del Movimento fondato da Beppe Grillo ed eterodiretto da Davide Casaleggio, si sta però rendendo conto che si trattava di un miraggio e che molto probabilmente non potrà centrare la Presidenza del Consiglio. Qualcuno deve avergli ricordato che nel 1976 l’allora Pci pur raggiungendo il 34,3% dei voti restò all’opposizione dei governi di centrosinistra guidati dalla Dc.Alibi politici sulla pelle del Paese

Per evitare di essere messo sotto accusa per aver fallito la strategia post elettorale e scongiurare un ritorno alle urne dall’esito non scontato, e che soprattutto vedrebbe il ritorno in scena di Alessandro Di Battista, Di Maio potrebbe sacrificarsi con l’alibi di portare in porto la formazione del governo del cambiamento e sdoganare i 5 Stelle.

  • Matteo Renzi

ha perso le elezioni ma sta facendo in modo di non perdere il potere. L’alibi della bocciatura dell’elettorato consente all’ex Presidente del Consiglio e ex Segretario del Pd di perseguire una doppia strategia:Alibi politici sulla pelle del Paese

1) restare all’opposizione per selezionare un partito a sua immagine e somiglianza e scommettere sulla rivincita alle prossime politiche.

2) Sfruttare fin quando è possibile il vantaggio di posizione dello stallo politico per incidere e partecipare indirettamente, ma concretamente, alle scelte di governo e alle nomine.Alibi politici sulla pelle del Paese

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