Elezioni: il rilancio dei sacerdoti di frontiera di Palermo

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Il nuovo appello contro gli sprechi della Regione dei sacerdoti di Palermo

Elezioni il rilancio dei sacerdoti di frontiera di Palermo

Ce n’est qu’un début continuons le combat! “, non è che l’inizio continuiamo la lotta, scandivano gli studenti francesi nel maggio del 1968. Cinquanta anni dopo i fiori della svolta generazionale del ’68 tornano a fiorire soprattutto fra le Chiese siciliane più impegnate a seguire l’esempio di rievangelizzazione, sociale oltre che religiosa, di Papa Francesco.

Una svolta che vede in prima linea i sacerdoti delle periferie di Palermo, capitale-metafora di una Sicilia che, fra contraddizioni e mistificazioni, tenta di affrancarsi dagli stereotipi del gattopardismo e dell’irredimibilità.

Elezioni il rilancio dei sacerdoti di frontiera di Palermo Padre ccosimo scordato

Padre Cosimo Scordato

Sacerdoti di frontiera come  Don Cosimo Scordato, docente al la Facoltà teologica di Sicilia e Rettore della chiesa di San Francesco Saverio all’Albergheria, e il parroco Padre Francesco Romano, che sostenuti da tutta la Conferenza Episcopale dell’Isola, rilanciano da settimane l’appello contro gli sprechi e gli stipendi d’oro dei burocrati regionali.

Elezioni il rilancio dei sacerdoti di frontiera di Palermo padre franco romano

Padre Franco Romano

Un appello che scuote politici e media. «Non si può tacere mentre ogni giorno – dicono in sostanza Don Cosimo e Padre Franco – miseria e degrado travolgono intere famiglie e tocchiamo con mano la disperazione di genitori e figli ».  Un richiamo che la campagna elettorale tende a rimuovere.

  • Dopo le politiche riprenderete gli interventi per la riduzione dei super stipendi a burocrati e manager pubblici ?

Padre Franco Romano: “Il nostro intendimento è quello di presentare, dopo le elezioni, la richiesta di un ridimensionamento progressivo degli stipendi d’oro dell’Assemblea Regionale non perché la proposta sia risolutiva dei problemi della nostra Isola, ma perché vorremmo un gesto di discontinuità rispetto al passato, che purtroppo, oltre a produrre un debito immenso, ci ha vistosamente penalizzato e deprivato; vorremo trovare riscontro in uno scatto di orgoglio da parte della politica e degli alti burocrati a riavvicinarsi al popolo. Diversamente, chi sta nel palazzo e percepisce lauti stipendi cosa potrà comprendere delle difficoltà di chi stenta a ‘tirare la carretta’ ogni giorno? E dove sono le pari opportunità nei confronti dei figli? O ci sono figli di serie a e di serie b? “

Don Cosimo Scordato: “Oltre a questo gesto, che ha un valore prevalentemente simbolico, vorremmo invitare i sindacati a organizzare una giornata sul diritto al lavoro. Ci sembra il modo più efficace per contrastare il gravissimo fenomeno della povertà, che in Sicilia colpisce una persona ogni cinque. Non stiamo pensando a interventi che potrebbero configurarsi come assistenziali, ma ad un modello di sviluppo capace di innescare un processo di legalità, di riscatto e di lavoro.”Elezioni il rilancio dei sacerdoti di frontiera di Palermo

  • “Nessuno è  straniero, siamo tutti accattoni”  scrive nel messaggio per la Quaresima l’Arcivescovo di Palermo, Mons. Corrado Lorefice. Un  messaggio che rilancia la vostra recente chiamata alla responsabilità e alla solidarietà  da parte delle istituzioni?

Romano: “Il senso del nostro impegno è quello di sottolineare come sia essenziale  promuovere e assecondare soltanto quelle soluzioni che aboliscono, eliminano,  fossati di separazione e sperequazioni, e piuttosto favoriscano condizioni di quella equità, che resta la condizione migliore che favorisce un’autentica pace e la serenità sociale.”

Scordato : “Tutti abbiamo bisogno di tutti. E’ proprio a partire da questa reciproca dipendenza che la Chiesa propone di riconoscersi accattone, titolo fra l’altro del bel film di Pasolini, sia per prevenire deliri di onnipotenza, sia perché la comunità cristiana, seguendo l’esempio di Cristo, si trova obbligata a ricominciare dagli ultimi.” 

Elezioni il rilancio dei sacerdoti di frontiera di Palermo

Palermo Piazza Pretoria 

  • Politica e situazione socio economica dell’Isola e in particolare delle periferie: che ruolo è chiamata a svolgere la Chiesa Siciliana?

Romano: “Sarebbe bene che all’interno delle Diocesi ogni parrocchia, avesse un quadro preciso e completo della situazione degli abitanti del proprio territorio. Utile alla realizzazione di questa conoscenza potrebbe risultare un osservatorio permanente, magari promosso dalla Caritas (regionale e diocesana), che faccia monitoraggio e aggiornamento sui dati relativi agli aspetti più importanti della vita della società e delle singole comunità. Questo darebbe anche una maggiore identità alla chiesa locale, in quanto riconosciuta in tutti i suoi membri, con i problemi e i disagi della vita di ogni giorno, ma anche con le risorse e le opportunità.”

Scordato: “Va ricordato come una delle prime pubblicazioni di don Milani (le famose Esperienze pastorali, 1957) sia stata proprio la ricerca sulle famiglie, che facevano parte della sua parrocchia; di ognuna di essa veniva ricostruita la storia fino all’ingresso nel territorio parrocchiale, la condizione sociale, la situazione religiosa e così via. Qualcosa del genere potrebbe impegnare le parrocchie nel momento in cui da un lato, vogliano conoscere e dare ‘importanza’ alla identità di ogni persona, di ogni nucleo familiare; dall’altro lato, si dispongano ad adattare la programmazione pastorale generale in maniera tale che sia veramente su misura del territorio, a partire dalle condizioni e dai condizionamenti; pena il rischio di guardare il mondo dalla sagrestia! “Elezioni il rilancio dei sacerdoti di frontiera di Palermo

  • Oltre ai burocrati ed i politici, le chiese siciliane come rispondono, concretamente, al vostro appello alla solidarità  e al taglio degli sprechi?

Romano: “ L’appello di Papa Francesco ad aprire monasteri e parrocchie per creare spazi di ospitalità anche nei confronti degli stranieri non poteva essere più semplice e immediato; è arrivato il momento che, con la dovuta oculatezza e progressività, le chiese utilizzino la fruizione dei beni ecclesiastici in direzione del servizio ai poveri.”

Scordato: “Concretamente ogni diocesi dovrebbe fare un rilevamento preciso e completo dei beni (mobili e immobili) per riflettere in che modo finalizzarli a beneficio di chi è in difficoltà. In prospettiva sarebbe bello che ogni comunità parrocchiale offrisse la disponibilità ad ‘adottare’ una famiglia senza casa e una famiglia di extracomunitari; ciò potrebbe consistere anche nel farsi carico di pagare l’affitto per uno o più anni; ma anche in questi casi, le persone vanno accompagnate perché si rendano autonome e collaborino ad iniziative a servizio della comunità.”Elezioni il rilancio dei sacerdoti di frontiera di Palermo

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